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Telecom in retromarcia , oggi il cda su conti del primo trimestre

di Eleonora Micheli


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2' di lettura

Telecom Italiain netto calo a Piazza Affari nell’attesa della diffusione dei conti del primo trimestre e mentre il mercato teme che le trattative con Open Fiber per la creazione di una rete fissa unica si siano fermate a un punto morto. I titoli cedono oltre il 2% , portandosi a 0,45 euro. Oggi si riunisce il consiglio di amministrazione di Telecom chiamato ad approvare i numeri dei primi tre mesi dell’anno, numeri che domani i vertici della compagnia illustreranno alla comunità finanziaria.

Il mercato, intanto, si interroga sul futuro della rete di Telecome sull’eventuale progetto d aggregazione con Open Fiber, soprattutto dopo che sabato scorso Il Sole 24 Ore ha riferito che il dialogo tra le due società si è interrotto da un paio di mesi. L’ultimo incontro per discutere delle possibili opzioni di integrazione pare sia stato ancora a ridosso dell’assemblea Telecom del 29 marzo. Le discussioni, sempre secondo Il Sole, si sarebbero arenate da una parte sul perimetro del confronto e dall’altra sui problemi da affrontare per perseguire l’ipotesi di un’integrazione completa. In pratica una fusione tra la rete Telecom e quella di Open Fiber dovrebbe essere accettata da tutti gli azionisti delle due aziende, con i soci di Telecom interessati a mantenere il controllo della nuova entità. In più l’operazione dovrebbe rispettare anche i vincoli dell’Antitrust, che difficilmente darebbe semaforo verde alla ricostituzione di un monopolio sulla rete fissa. In più c’e’ anche il nodo delle così dette aree bianche quelle a fallimento di mercato. Open Fiber ha vinto tutti i bandi Infratel per cablare tali aree impegnandosi per vent’anni a rimanere un operatore “wholesale only”, pena la perdita della concessione. Secondo Telecom la questione potrebbe risolversi mantenendo in vita una società ad hoc, mentre Open Fiber nutre forti dubbi a riguardo.

Mediobanca continua a ritenere che le azioni di Telecom siano da comprare ('Outperform' con target di prezzo a 0,76 euro). «Il 2019 potrebbe finalmente essere l’anno in cui sarà implementato il progetto di una società della rete», hanno commentato aggiungendo che probabilmente Telecom rimarrà un azionista rilevante della nuova entità. «Un documento sull’operazione potrebbe essere il primo passo seguito poi da una vendita o quotazione da parte di Tim di una quota della rete», hanno aggiunto ancora gli analisti di Mediobanca svelando di avere elaborato un progetto che ricalca il modello di Inwit, società del gruppo Telecom che negli anni passati è stata quotata a Piazza Affari. La mossa, hanno sottolineato gli esperti di Piazzetta Cuccia, consentirebbe alla stessa Tim di ridurre il suo debito. In più sarebbe un’operazione capace di attirare l’interesse da parte degli investitori istituzionali, soprattutto quelli focalizzati sulle infrastrutture. «Uno sforzo congiunto sullo sviluppo della fibra potrebbe accelerare il processo e consentire risparmi di denaro. Sarebbe una buona notizia per Telecom, Open Fiber e anche per il Paese», hanno inoltre scritto gli esperti di Mediobanca, invitando ad acquistare le azioni della compagnia. «Telecom tratta con uno sconto di oltre il 20% rispetto ai competitors tenendo conto del rapporto tra il valore delle azioni e l’ebitda atteso per fine anno. Un deal nella rete potrebbe consentire di creare valore», hanno concluso.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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