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Telecom scivola a Piazza Affari, i tempi per la rete unica sono ancora incerti

Le quotazioni, spiegano dalle sale operative, risentono delle indicazioni fornite da Enel sui tempi della cessione del 40-50% di Open Fiber a Macquarie

di Paolo Paronetto

2' di lettura

Vendite su Telecom a Piazza Affari, dove i titoli del gruppo accusano una delle performance peggiori del FTSE MIB. Le quotazioni, spiegano dalle sale operative, risentono delle indicazioni fornite da Enel sui tempi della cessione del 40-50% di Open Fiber a Macquarie, operazione propedeutica alla creazione della rete unica attraverso la fusione con Fibercop. In particolare, notano gli analisti di Equita, Enel ha spiegato che il deal sarà siglato nei prossimi mesi o settimane e che il tema di discussione oggi è tra Macquarie e Cdp in merito alla governance. Il closing è previsto entro l'anno. «Ci saremmo aspettati una risposta più chiara sulle tempistiche per il signing dell'accordo, vista anche la pressione del governo», spiegano gli esperti.

«Nel complesso - aggiungono - vediamo quindi una spinta positiva da parte del governo per accelerare i piani di allocazione delle risorse e accelerare un'intesa sulla rete unica, ma non vediamo ancora queste pressioni recepite dalle parti in causa». Questo nonostante il ministro dell'Innovazione tecnologica, Vittorio Colao, abbia ribadito l'esigenza «che si arrivi nel più breve tempo possibile a una soluzione che garantisca una rapida ripresa dell'attività di cablatura e, o, di copertura radio delle zone interessate». «Non possiamo permetterci - ha aggiunto Colao - di stare in una situazione di attesa che rischia di condizionare i piani e i tempi di copertura delle rete a banda ultralarga finanziata con le risorse del Pnrr».

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Secondo quanto riportato da Bloomberg, inoltre, come ricordano gli analisti di Mediobanca, «il governo italiano avvierà una completa revisione del piano nazionale per la rete unica, segnalando la propria contrarietà al ritorno di un monopolio in mano a Tim». L'orientamento del governo, quindi, è contrario «al progetto originale di Tim di unire i propri asset di rete con quelli di Open Fiber mantenenddo il controllo della combined entity». L'esecutivo preferirebbe quindi che «Open Fiber accelerasse l'estensione della fibra alle areee rurali spingendo altri gruppi di tlc a competere nelle regioni metropolitane e a portare avanti progetti di co-investimento aperti a tutti gli operatori».
«Siamo fiduciosi sul fatto che il nuovo governo aumenterà gli sforzi per superare il digital divide», scrivono gli esperti di Piazzetta Cuccia, notando che «il nuovo primo ministro Mario Draghi ha messo le infrastrutture digitali al cuore dell'agenda del governo, ma deve ancora chiarire se intende implementare il progetto di rete unica e con che termini». Per questo la realizzazione del piano appare «più lenta e complessa del previsto».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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