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Telecom, lo stop del governo fa slittare l’esame dell’offerta Kkr per la rete

Il colpo di scena è arrivato in mattinata con la lettera che i due ministri Roberto Gualtieri (Tesoro) e Stefano Patuanelli (Mise) hanno inviato al presidente Telecom Salvatore Rossi per invitare il board della compagnia telefonica a inquadrare l'operazione con Kkr nel contesto più ampio di una rete nazionale integrata a banda ultralarga

di Antonella Olivieri

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(IMAGOECONOMICA)

Il colpo di scena è arrivato in mattinata con la lettera che i due ministri Roberto Gualtieri (Tesoro) e Stefano Patuanelli (Mise) hanno inviato al presidente Telecom Salvatore Rossi per invitare il board della compagnia telefonica a inquadrare l'operazione con Kkr nel contesto più ampio di una rete nazionale integrata a banda ultralarga


2' di lettura

Con un solo voto contrario il consiglio Telecom ha deciso di rinviare al 31 agosto l'esame dell'offerta di Kkr che ha messo sul piatto circa 1,8 miliardi per rilevare il 38% della futura società della rete secondaria dell'incumbent, ancora prevalentemente in rame, per convertirla alla fibra. Valutazione complessiva (equity più debito) della futura newco 7,7 miliardi. Nella società dovrebbe entrare anche tutta FlashFiber, joint per la cablatura di 29 città, con 80% Telecom e 20% Fastweb (quest'ultima avrebbe circa il 4,5% del capitale della società della rete). Ma appunto tutto resta sospeso almeno fino a fine mese quando si deciderà se andare avanti con il fondo di private equity Usa o trattare anche con Open Fiber per unire le forze.

Il colpo di scena è arrivato in mattinata con la lettera che i due ministri Roberto Gualtieri (Tesoro) e Stefano Patuanelli (Mise) hanno inviato al presidente Telecom Salvatore Rossi per invitare il board della compagnia telefonica a inquadrare l'operazione con Kkr nel contesto più ampio di una rete nazionale integrata a banda ultralarga che è una delle priorità del Governo. «Consapevoli dell'importante progetto all'esame del consiglio - hanno scritto i due ministri - le esprimiamo l'opportunità di valutare le modalità più adeguate per collocare l'operazione in questo più ampio contesto strategico».

L'impegno del Governo per la rete unica c'è, che poi sia possibile sciogliere ad agosto tutti i nodi che finora non hanno permesso di far decollare il progetto è un altro conto. Le questioni che hanno diviso finora Telecom e Open Fiber sembrano più di sostanza che di forma. Di certo Telecom non può rinunciare ad avere il controllo, proprietario e gestionale, di quello che è il suo asset principale, nonchè la ragione d'essere di ogni incumbent delle tlc.

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