RISCOSSIONE

Telefisco, l’annuncio di Gualtieri: nuova mini-proroga e cartelle scaglionate

Nel corso della trentesima edizione del convegno dell’Esperto Risponde il ministro dell’Economia ha anticipato che si sta lavorando a una riduzione degli importi di alcuni atti delle Entrate per chi ha subito un calo del fatturato con la pandemia

4' di lettura

Il cantiere della riscossione è più che mai aperto e si lavora a un’ulteriore proroga della ripresa prevista attualmente lunedì 1° febbraio per la notifica di 35 milioni di cartelle di competenza di agenzia delle Entrate-Riscossione e degli altri 15 milioni di atti di competenza di agenzia delle Entrate. «Stiamo lavorando a uno scaglionamento delle cartelle per diluire nel tempo il loro invio e ridurre la pressione sui contribuenti». È stato l’annuncio del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri durante l’intervista con il direttore del Sole 24 Ore Fabio Tamburini nel corso di Telefisco 2021 svoltosi interamente online il 28 gennaio.

Ma le novità non riguardano solo i termini di notifica, perché – ha aggiunto Gualtieri - «pensiamo a una riduzione degli importi di alcuni atti delle Entrate per i soggetti che abbiano subito un calo del fatturato per effetto della pandemia». In pratica, gli avvisi bonari dovrebbero essere senza sanzioni e interessi.

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Considerata la crisi politica, si profila un intervento immediato del Governo con un decreto legge che dovrebbe riguardare solo i termini di notifica, per lasciare invece al prossimo Esecutivo le misure ulteriori che vanno da una compensazione con i ristori a una nuova rottamazione.

«Italia più rapida sui ristori»

Il ministro ha voluto poi rimarcare che «l’Italia è stato il Paese più rapido nell’erogare i ristori in Europa». Un dato «emerso durante un seminario europeo» su queste dinamiche nei paesi dell’Unione. Il risultato, ha spiegato Gualtieri, «è stato possibile grazie all’efficacia della fatturazione elettronica, alla competenza dell’agenzia delle Entrate e alla dedizione di tante persone che hanno lavorato in condizioni difficili per mesi, alcuni anche in condizione di salute non sempre ottimale».

Gualtieri ha inoltre affermato che «in questo momento istituzionale serve misura e sobrietà» e che «lo scostamento di bilancio» appena votato «deve essere l’ultimo». Mentre sul fronte della cassa integrazione il ministro ha detto che «ci sono risorse per avere un intervento significativo».

I numeri di Telefisco 2021

Parole pronunciate davanti ai moltissimi professionisti e operatori che hanno seguito Telefisco 2021, la trentesima edizione del convegno annuale del Sole 24 Ore sulle novità fiscali.

Un’edizione, per la prima volta interamente online, che ha visto una partecipazione straordinaria di pubblico, con quasi 60mila utenti registrati, ai quali si sono aggiunti i dirigenti, i funzionari e gli addetti dell'agenzia delle Entrate e i militari della Guardia di Finanza. Le connessioni contemporanee alla diretta hanno raggiunto livelli molto elevati, con picchi di oltre 45mila utenti unici collegati in contemporanea, sia nella modalità base, sia nelle due formule «Plus» e «Advanced» (queste ultime, consentono tra l'altro la visione di sei relazioni aggiuntive rispetto alle 14 della versione base e possono ancora essere acquistate sul sito di telefisco.ilsole24ore.com).

Gli accessi al sito di Telefisco hanno sfiorato i 180mila utenti unici, con poco meno di un milione e 400mila pagine viste, in crescita rispettivamente del 63% e del 124% rispetto all'edizione del 2020 che si era svolta con la modalità tradizionale delle sale collegate. Un gradimento elevato e una partecipazione massiccia che, in alcuni casi, hanno determinato problematiche nella connessione: già nelle prossime ore saranno indicate le soluzioni tecniche che consentiranno di riprendere la visione dell'evento anche in funzione del conseguimento dei crediti per la formazione professionale continua.

Ruffini: mille miliardi non riscossi

Il tema della riscossione è stato al centro anche dell’intervista, sempre nel corso di Telefisco 2021, al direttore generale delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini. La gravità del problema sta nei numeri in quanto ammonta a circa 1.000 miliardi la consistenza del cosiddetto “magazzino” della riscossione: una «montagna di cartelle di pagamento stratificata in 20 anni dal 2000 al 2020». Purtroppo «una rilevante parte di questo magazzino non è più riscuotibile - ha detto Ruffini - perché si riferisce a soggetti falliti, deceduti, nullatenenti e altro». Secondo il direttore generale il “magazzino” sarebbe quindi «principalmente costituito da atti le cui aspettative di riscossione sono assai remote». Non solo, il “magazzino” è anche dannoso perché, costringendo l’agenzia delle Entrate-Riscossione a «ripetere azioni che non hanno la possibilità di sortire alcun effetto, impedisce l’efficienza e il buon funzionamento dell’azione amministrativa» non permettendo al fisco di concentrarsi su crediti più recenti ed con più probabilità di essere riscossi. Le diverse rottamazioni delle cartelle e le varie misure di «definizione agevolata dei debiti residui», hanno ridotto il “magazzino” solo in «minima parte» benché «abbiano contribuito a sostenere i risultati della riscossione, non possono incidere significativamente sulla riduzione del volume complessivo dei crediti ancora da riscuotere» ha aggiunto Ruffini- Per dare una misura. Rispetto al 1.000 miliardi, la prima rottamazione ha inciso sul magazzino per circa 12,3 miliardi di euro, le altre 2 edizioni di definizione agevolata: rottamazione-bis, rottamazione-ter e l’istituto del saldo e stralcio potranno complessivamente interessare il magazzino «per circa 24,2 miliardi di euro» ha detto Ruffini. Infine l’annullamento automatico di cartelle per importi residui fino a 1.000 euro «ha determinato una riduzione del magazzino di circa 32,2 miliardi di euro».

La tassazione per cassa delle partite Iva

Parlando poi della futura riforma del fisco, Ruffini ha rilanciato sul nuovo meccanismo del sistema dei pagamenti per le partite Iva. Secondo Ruffini, bisognerebbe «superare l’attuale sistema di versamenti di acconti e saldo e anche delle ritenute d’acconto per i professionisti e passare a un sistema per cassa. Così - ha sintetizzato - si tasserebbe solo quello che resta in tasca». Questo sistema «potrebbe interessare una platea di contribuenti via via più ampia a partire dagli operatori economici con strutture di impresa più elementari, attraverso il superamento del meccanismo degli ammortamenti e delle altre voci contabili rilevante per competenza».

Per approfondire

Cartelle, cosa farà lo Stato con i mille miliardi ancora non riscossi

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