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Telefonica e Tuenti vittime di attacco informatico, chiesto riscatto

di Mauro Del Corno

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2' di lettura

I gruppi spagnoli delle TLC Telefonica e Tuenti sono stati oggetto in mattinata di un massiccio attacco informatico. A differenza di quanto sospettato inizialmente sarebbero invece immuni i colossi bancari BBVA e Santander mentre Deloitte ed Everis sarebbero riusciti a sventare l'assalto. I sistemi di Iberdrola e Gas Natural sarebbero stati a loro volta subito un tentativo di intrusione. Secondo prime e approssimative indicazioni si tratterebbe di un attacco proveniente dalla Cina. Ai dipendenti della sede Telefonica di Madrid la cui rete interna è stata colpita, è stato ordinato, anche attraverso megafoni, di spegnere tutti i computer e i dispositivi elettronici.

In un classico schema di attacco informatico il “malware” (che tecnicamente pare sfrutti una vulnerabilità di Windows resa nota dalla società lo scorso marzo come spiegano le autorità spagnole) avrebbe “criptato” i files memorizzati sugli hard disk chiedendo un riscatto in bitcoin per renderli nuovamente accessibili da pagare entro il 15 maggio. L'importo chiesto sarebbe equivalente a 300 dollari. Secondo fonti e media spagnoli si sarebbe trattato di un attacco di portata nazionale anche se al momento non ci sarebbero conseguenze sulla rete telefonica gestita dalla società. Il gruppo avrebbe comunque chiuso i suoi collegamenti interni in Spagna e con l'estero per prevenire la propagazione del virus.

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L'attacco è avvenuto proprio mentre a Madrid è in corso di svolgimento la giornata sulla criminalità e i delitti informatici organizzato dal sindacato della polizia spagnola e a cui partecipano alcune grosse compagnie di sicurezza informatica. Tra queste anche la russa Kaspersy in questi giorni al centro di un'indagine dell'Fbi sul sospetto che la società possa aver inserito nei suoi software sistemi che consentirebbero al Cremlino l'accesso ai dati di chi li utilizza. Durante l'incontro è stato tra l'altro segnalato come gli attacchi informatici siano cresciuti in Spagna nell'ultimo anno del 25%.

«In qualità di società privata, Kaspersky Lab non ha alcun legame con nessun tipo governo. L’azienda non ha mai aiutato, né aiuterà, alcun governo nel mondo a portare avanti programmi di spionaggio informatico. Kaspersky Lab è presente da 20 anni nell’industria della sicurezza IT e ha sempre operato nel rispetto delle pratiche di business più etiche e ritiene che sia assolutamente inaccettabile che l’azienda venga accusata ingiustamente senza alcuna prova a sostegno di queste false accuse. Kaspersky Lab è disponibile per aiutare tutte le organizzazioni governative interessate da qualsiasi indagine in corso e ritiene che un esame più approfondito confermerà che queste accuse sono infondate».
Questa è la precisazione di Eugene Kaspersky, CEO e fondatore dell’azienda, che venerdì 12 maggio ha inoltre partecipato a una sessione di domande e risposte sulla piattaforma Reddit durante la quale ha risposto a varie domande su questo tema.

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