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Telemarketing aggressivo, Garante della privacy sanziona Vodafone: oltre 12 milioni di multa

Sanzione per aver trattato in modo illecito i dati personali di milioni di utenti

Telemarketing, arriva la stretta contro le chiamate moleste

Sanzione per aver trattato in modo illecito i dati personali di milioni di utenti


2' di lettura

Sanzione a Vodafone per telemarketing aggressivo. Il Garante della privacy - composto da Pasquale Stanzione, Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza - ha inferto a Vodafone una sanzione di oltre 12 milioni e 250 mila euro per aver trattato in modo illecito i dati personali di milioni di utenti a fini di telemarketing. La società, oltre a pagare la multa, dovrà adottare una serie di misure dettate dall’Autorità per conformarsi alla normativa nazionale ed europea sulla tutela dei dati. La decisione arriva dopo una complessa istruttoria avviata dal Garante dopo centinaia di segnalazioni e reclami di utenti che lamentavano continui contatti telefonici indesiderati, effettuati da Vodafone e dalla sua rete di vendita, per promuovere i servizi di telefonia e internet offerti dall' azienda.

Garante della privacy: il provvedimento su Vodafone

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Le criticità evidenziate dal Garante

L’Autorithy, dopo i controlli di rito, ha verificato l’esistenza di importanti criticità “di sistema”, che riguardano la violazione non solo dell’obbligo del consenso, ma anche dei fondamentali principi di responsabilizzazione e di implementazione delle tutele privacy fin dalla fase di progettazione dei trattamenti, stabiliti dal Regolamento Ue. «Criticità - spiega il Garante - riconducibili al complesso delle operazioni svolte dalla società nei confronti sia dell'intera base clienti di Vodafone, sia del più ampio ambito dei potenziali utenti del settore delle comunicazioni elettroniche».

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Allarmante il fenomeno delle numerazioni fittizie

Nel corso dell'istruttoria è emerso un allarmante fenomeno di utilizzo di numerazioni fittizie o comunque non censite nel Registro degli operatori di comunicazione (Roc) per realizzare i contatti promozionali. «Un fenomeno - spiega una nota del Garante - avvertito dalla stessa Vodafone, che sembra ricondursi in massima parte a un “sottobosco” di call center abusivi, che effettuano attività di telemarketing in totale spregio delle disposizioni in materia di protezione dei dati personali».

Violazione nella gestione delle liste

Il garante ha rilevato anche violazioni nella gestione delle liste dei nominativi da contattare acquisite da fornitori esterni. Liste che i partners commerciali di Vodafone avevano ricevuto da altre aziende e trasferito all'operatore telefonico senza il necessario consenso libero, informato e specifico degli utenti. Inadeguate anche le misure di sicurezza dei sistemi di gestione della clientela. Anche su questo punto «l’Autorità aveva già ricevuto numerosi reclami e segnalazioni da parte di clienti che erano stati contattati da sedicenti operatori Vodafone, i quali chiedevano l'invio di documenti di identità mediante Whatsapp, probabilmente con finalità di spamming, phishing o per la realizzazione di altre attività fraudolente».

La sanzione da 12 milioni di euro

Il Garante della privacy ha applicato una sanzione di 12.251.601 euro alla società e ha ordinato a Vodafone «di introdurre dei sistemi che consentano di comprovare che i trattamenti a fini di telemarketing si svolgano nel rispetto delle disposizioni in materia di consenso». La società dovrà anche dimostrare «che i contratti siano attivati solo a seguito di chiamate promozionali effettuate dalla sua rete di vendita, attraverso numerazioni censite e iscritte al Roc». E dovrà irrobustire le misure di sicurezza per impedire accessi abusivi ai database dei clienti e fornire pieno riscontro alle richieste di esercizio dei diritti formulate da alcuni utenti.Il Garante ha anche vietato a Vodafone «ogni ulteriore trattamento di dati con finalità promozionali o commerciali svolto mediante l'acquisizione di liste anagrafiche da soggetti terzi, senza che questi ultimi abbiano acquisito un consenso specifico, libero e informato dagli utenti per la comunicazione dei loro dati».

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