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Telepass, ecco le prime offerte. In lizza cordata Fsi-Sia-Generali

Interesse manifestato anche dai grandi operatori di private equity. Il valore della controllata di Atlantia si attesta tra 1,9 e 2,1 miliardi di euro

di Carlo Festa

(Imagoeconomica)

2' di lettura

Arrivano le offerte per Telepass, controllata di Atlantia. Sono arrivate negli scorsi giorni sul tavolo dei consulenti finanziari advisor Goldman Sachs, Mediobanca e Banca Imi, le offerte non vincolanti dei potenziali investitori. In lizza ci sarebbero dieci grandi fondi internazionali, ma anche una cordata tricolore: formata da Fsi, l'ex-Fondo Strategico guidato da Maurizio Tamagnini, operatore attivo con una logica di investitore di lungo periodo, e Sia, gruppo tra i leader nel settore dei sistemi di pagamento. Assieme a questi soggetti ci sarebbe, secondo i rumors, anche Generali.

Proprio per quest'ultima, ormai nell'orbita del pieno controllo della Cassa Depositi e Prestiti, si potrebbe trattare di un investimento importante e sinergico: Telepass è infatti un gioiello, con una vocazione ormai non solo italiana ma europea, che in questi ultimi mesi ha fatto gola a tanti giganti del settore dei sistemi di pagamento. Per le tante avance ricevute nel passato, alla fine Atlantia e i Benetton avrebbero deciso di valutare un socio, ma di minoranza qualificata: senza quindi cedere il controllo di Telepass.

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Il nuovo investitore entrerà rilevando una quota da Atlantia, che quindi incasserà liquidità. L'identikit voluto dalla holding infrastrutturale è chiaro: un soggetto (o un gruppo di soggetti in cordata) che porti anche know how del settore. Verrà quindi selezionata una rosa ristretta. Per questo motivo in corsa ci sarebbero grandi operatori del private equity come General Atlantic (dove è da poco diventato senior advisor Vittorio Colao), Warburg Pincus, Partners Group, Kkr, Tpg, Advent e Bain Capital. Tutti hanno un passato di investimenti nel settore della tecnologia.

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Telepass ha evidenziato una crescita importante negli ultimi anni. Nel dicembre 2016 Atlantia ha acquisito il 100% di Telepass da Autostrade per l'Italia (il 96,15%) e Autostrade Tech (il 3,85%) con una valutazione di 1,1 miliardi di euro. Ora il valore dell'azienda si avvicina ai 2 miliardi di euro. A quel tempo la società generava 151 milioni di euro di giro d'affari e 91,3 milioni di euro di Ebitda. Oggi ha circa 6,2 milioni di clienti in Italia e in Europa. È un gioiellino con ricavi passati dai 143 milioni del 2015, ai 151 milioni del 2016, ai 183 milioni del 2017, fino ai 200 milioni previsti nel 2018. Il Cagr in questi anni è stato dell'11,8 per cento. Stessa accelerazione anche dell'Ebitda: 89 milioni di euro nel 2015, 91 milioni nel 2016, 109 milioni nel 2017 fino ai 118 milioni del 2018. Quindi una redditività sempre vicina a quasi il 60 per cento.

Il giro d'affari di Telepass (con le divisioni consumer division, merchant and supply division, business division e payments division) è generato principalmente da commissioni da Telepass (62%), servizi Premium (15%), commissioni da Viacard (11%) e altri servizi (12%). Telepass è presente soprattutto in Italia, dove i circa 5.989 chilometri delle autostrade ne utilizzano i sistemi di pedaggio. Ma il gruppo ha accordi anche con le autostrade in Spagna, Portogallo, Francia, Belgio, Polonia, Austria, Germania, Svezia, Danimarca e Norvegia.

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