le misure del governo

Tempi rapidi per manovrina e Def, due opzioni per il varo

di Marco Rogari

3' di lettura

Nessuno slittamento dei tempi. Sciolto il nodo dell’aumento delle accise sui carburanti, che, come chiesto e ottenuto da Matteo Renzi, non entreranno nella manovrina correttiva, il Governo si accinge a chiudere entro metà aprile la partita dell’aggiustamento contabile, pari a 0,2 punti di Pil, e del nuovo Documento di economia e finanza (accompagnato dal Programma nazionale di riforme). Il filo conduttore della manovra correttiva, del Def e del Pnr sarà la spinta allo sviluppo, sostenuta anche da una nuova fase di spending review. La tabella di marcia era stata abbozzata dai tecnici già la scorsa settimana. Ma la conferma ufficiale sull’intenzione del Governo di evitare rinvii, caldeggiati nelle scorse settimane da una parte del Pd, è arrivata ieri dallo stesso premier, Paolo Gentiloni.

Due opzioni sul tavolo
Due le opzioni sul tavolo: la presentazione contestuale dell’aggiustamento contabile e del Def tra l’8 e il 10-11 aprile, oppure il varo della manovrina a qualche giorno di distanza del Documento di economia e finanza (tra il 14 e il 18 aprile). In ogni caso Def e Pnr dovranno vedere la luce attorno al 10 aprile. Un termine che è però troppo rigido. Anche perché l’aggiornamento del quadro macroeconomico e il Programma nazionale di riforme sono attesi a Bruxelles entro la fine del prossimo mese. Identica la scadenza per la definizione delle misure necessarie a rendere operativa la correzione di 3,4 miliardi richiesta dalla Commissione Ue. La tempistica probabilmente sarà più chiara dopo l’incontro tra il ministro Pier Carlo Padoan e i parlamentari del Pd in calendario martedì prossimo. Il responsabile dell’Economia dovrebbe confermare l’intenzione di non allungare troppo i tempi e, comunque, di non arrivare al varo della manovra correttiva alla fine del prossimo mese.

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Stop all’aumento delle accise sui carburanti
Il 30 aprile, del resto, è anche la data già fissata per le primarie del Pd. E dopo aver bloccato l’aumento delle accise sui carburanti nella manovra correttiva e quello delle aliquote Iva per la prossima legge di bilancio autunnale (da costruire sulla base delle linee guida del Def), Renzi e lo stesso Governo non avrebbero troppo interesse ad alimentare eventuali ricadute della manovrina sull’esito delle “votazioni” dei democratici.

Le incognite sull’aggiustamento contabile
Sulla composizione dell’aggiustamento contabile di primavera restano però ancora alcune questioni aperte legate alla calibratura degli interventi da adottare. La Ragioneria generale dello Stato ha preparato più opzioni. E su questa base sarà effettuata la scelta definitiva da Gentiloni e da Padoan. Il contributo dal rafforzamento dello split payment Iva dovrebbe diventare maggiore rispetto a quello previsto inizialmente (1,3-1,4 miliardi anziché 1 miliardo) così come quello dei tagli semi-lineari alle spese dei ministeri (almeno 1 miliardo). Le altre risorse dovrebbero arrivare da un aumento delle accise sui tabacchi e, forse sugli alcolici, e da un eventuale mini-pacchetto “giochi”. La manovrina conterrà anche misure per la crescita facendo leva su semplificazioni e interventi a costo zero per le imprese e sull'attivazione del fondo “post-terremoto” da oltre un miliardo l'anno per un triennio.

Analoga la strategia adottata per Def e Pnr. La spending review da ulteriori 4-5 miliardi da inserire nella prossima legge di bilancio sarà accompagnata da misure per ridurre il peso fiscale e contributo sulle imprese, e anche sui lavoratori, e per sostenere gli investimenti. Il Pnr indicherà tra le riforme da realizzare anche quella del catasto insieme a un nuovo decreto “concorrenza” e porrà l’accento sull'attuazione della riforma della Pa e sui provvedimenti adottati sul versante delle banche.

Molta attenzione sarà dedicata alle privatizzazioni anche in funzione della riduzione del debito pubblico. La portata della manovra autunnale per il 2018 dovrebbe rimanere, nelle intenzioni del Governo, entro i 20 miliardi nonostante le clausole fiscali su Iva e accise da 19,5 miliardi da sterilizzare. Per centrare quest’obiettivo il Governo conta anzitutto di convincere Bruxelles a utilizzare il prossimo anno maggiori spazi di deficit rispetto a quelli attualmente previsti (1,8-2% contro la stima attuale dell’1,2%). Un altro fattore determinante sarà quello della crescita 2018, che potrebbe essere rivista al rialzo dopo il leggero aumento atteso già per quest’anno: 1,1-1,2% rispetto alla previsione dell'1% formulata lo scorso anno.

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