il rilancio delle terme

Tempio hi-tech della longevità, la partita inglese su Montecatini

Dopo che la società di gestione ha messo sul mercato 25 immobili l’interesse dell’operatore Guild Living per una cittadella a misura di anziano da 1,7 miliardi. Nodo nuove volumetrie

di Silvia Pieraccini

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Dopo che la società di gestione ha messo sul mercato 25 immobili l’interesse dell’operatore Guild Living per una cittadella a misura di anziano da 1,7 miliardi. Nodo nuove volumetrie

Dopo che la società di gestione ha messo sul mercato 25 immobili l’interesse dell’operatore Guild Living per una cittadella a misura di anziano da 1,7 miliardi. Nodo nuove volumetrie


3' di lettura

Trent’anni di tentativi di rilancio falliti, di bilanci in rosso e dipendenti in calo, di declino strutturale. Per le Terme di Montecatini, e per la stessa città toscana che s’immedesima col complesso termale un tempo motore economico e turistico, la stagione della rinascita sembrava essere sfumata per sempre.

Fino a quando, due mesi fa, è spuntato il nome di Guild Living, operatore inglese promosso nel maggio 2019 dal gruppo finanziario Legal & General insieme con un team di esperti in design, wellness e sviluppo immobiliare, con l’obiettivo di realizzare residenze “a misura” di anziani: non appartamenti tristi e brutti, ma centri della longevità hi-tech (ad esempio con sensori integrati nel pavimento che dai passi valutano lo stato di salute degli inquilini) con ristoranti, negozi, palestra, piscina, in cui poter trascorrere una later life attiva, comoda e indipendente. Guild Living sta già sviluppando due progetti in Inghilterra – a Bath, nel Somerset e a Epsom, nel Surrey – e ora ha messo gli occhi su Montecatini, favorito dal fatto che uno dei fondatori della società inglese, Eugene Marchese, è di origine italiana e ha casa nella vicina Lucca.

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L’idea ha preso le mosse dal bando varato nel settembre scorso dalla società Terme di Montecatini (64% Regione Toscana, 36% Comune di Montecatini) che, dopo aver chiuso il bilancio 2019 con due milioni di perdita, ha messo sul mercato un pacchetto di 25 immobili non più strategici (valutati 37 milioni), tra i quali si trovano i “pezzi” pregiati di un’epoca che non c’è più, quella in cui Montecatini era una delle località termali più rinomate d’Europa e le sue acque e i fanghi (pagati dalle aziende sanitarie pubbliche) richiamavano migliaia di pazienti.

In vendita sono andate le Terme Leopoldine, con lo scavo delle piscine progettate dall’architetto Massimiliano Fuksas e mai completate; le Terme Excelsior; le Terme La Salute; le Terme Tamerici; e poi istituti di cura, palazzine, le serre, un’edicola, un parco, un circolo di tennis, il minigolf e un ex campo pratica di golf. Gli unici immobili esclusi dalla vendita sono stati i due stabilimenti termali ancora attivi: le Terme Tettuccio, tempio dell’architettura Liberty specializzate nella cura idropinica, e le Terme Redi col reparto fango-balneoterapia.

Al bando non ha risposto nessuno (se non per singoli lotti di scarso valore), ma si è fatta avanti seppur in modo ufficioso appunto Guild Living, mettendo sul tavolo la proposta di realizzare un centro della longevità utilizzando (anche) gli immobili dismessi dalle terme, che la società inglese sarebbe pronta a comprare. A patto però - e qui sono cominciati i mal di pancia – che, per rendere sostenibile il progetto, sia possibile costruire nuovi edifici da dedicare al business e magari recuperare alberghi esistenti. L’investimento ipotizzato è 1,7 miliardi nell’arco di 10-12 anni. Ma la città si è irrigidita. E dopo i primi incontri tra l’amministratore delle Terme, Alessandro Michelotti, il sindaco Luca Baroncini, la Regione e Guild Living, le polemiche sono cominciate a montare.

Il sindaco per adesso è prudente: «Il Comune guarda con interesse a investitori privati disposti a valorizzare il patrimonio termale – dice - ma il dibattito sulle nuove volumetrie è prematuro. Come prima cosa bisogna che Guild Living manifesti il proprio interesse in una procedura pubblica, poi vedremo». L’occasione arriverà presto: «Stiamo preparando un nuovo bando – annuncia l’amministratore delle Terme – per permettere a potenziali investitori di presentare un progetto sulla valorizzazione degli immobili termali». La Regione, che in quanto socio di maggioranza ha in mano il pallino, sembra valutare con favore quella che, secondo alcuni, è una irripetibile occasione per ridare identità alla città, ed è pronta a mettere in pista il proprio ufficio sull’attrazione degli investimenti che potrebbe facilitare il percorso burocratico.

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