ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa nuova scuola/I programmi elettorali

Tempo pieno e libri gratis per contrastare la dispersione

Le ricette messe a punto dagli schieramenti in campo per combattere un fenomeno da tutti riconosciuto come molto grave

di Eugenio Bruno

(AdobeStock)

4' di lettura

L’allarme più recente sul rischio di povertà educativa che pende sulle spalle dell’Italia arriva da Save the children. Nel suo report sulle disuguaglianze del nostro sistema scolastico “Alla ricerca del tempo perduto”, viene evidenziato come le scuole della penisola non siano in grado di garantire, ad esempio, il tempo pieno, definendolo un «elemento essenziale per combattere la dispersione scolastica». E una delle cause più rilevanti è l’assenza di un servizio mensa, oltre che di «materiali, spazi e infrastrutture fisiche adeguati all’apprendimento e al sano e corretto sviluppo di ogni studente e studentessa». Con il problema aggiuntivo – sottolinea ancora il documento – che «tali mancanze sono per lo più concentrate in territori dove risiedono soprattutto gli studenti che provengono da famiglie con livelli socioeconomici più bassi, i quali, al contrario, avrebbero maggiore necessità di beneficiare di un’offerta di spazi e servizi scolastici di qualità».

E giù una serie di numeri che ci aiutano a descrivere il fenomeno e a contestualizzare le proposte su tempo pieno e dintorni, che arrivano dai diversi schieramenti in vista delle imminenti elezioni politiche. Sempre Save the children, spiega che per trovare percentuali superiori al 50% di scuole che hanno locali adibiti al servizio di refezione, dobbiamo rivolgerci soprattutto al Centro-Nord, «con punte superiori all’80% in particolare nelle province toscane di Prato, Firenze, Lucca, Pistoia, nonché ad Aosta e Torino». Viceversa – si legge – «le province di Ragusa, Agrigento, Catania registrano percentuali inferiori al 10% di copertura, e Napoli e Palermo sotto al 6%». Quei territori «dove più di uno studente su quattro proviene da famiglie appartenenti al quintile socioeconomico più basso».

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E lo stesso vale per il tempo pieno. Se a livello nazionale – evidenzia il rapporto – «circa quattro alunni su dieci vanno a scuola a tempo pieno, numerose sono le province del Nord e del Centro, dove tale percentuale supera abbondantemente il 50%. In 10 province – aggiunge – Milano, Monza e Brianza, Lodi, Prato, Modena, Torino, Firenze, Roma, Imperia e Bologna, due terzi o più degli alunni beneficiano del tempo pieno. Laddove a Trapani, Catania, Siracusa, Ragusa, Campobasso, Isernia e Palermo, l’accesso al tempo pieno nella scuola primaria non arriva al 10 per cento.

Una situazione di svantaggio che riguarda anche le palestre. Nella maggior parte delle province della Calabria e della Sicilia, caratterizzate anche da una più alta percentuale di studenti con livello socioeconomico basso, la copertura delle palestre è tra le più basse del Paese (attorno al 10%).

A questo scenario di difficoltà le forze politiche che si candidano alla guida del Paese contrappongono ricette diverse. Vediamo le principali.

Le proposte del centrosinistra

Anche stavolta partiamo dal Partito democratico. Subito dopo l’estensione dell’obbligo scolastico che abbiamo citato nel capitolo precedente, il programma elettorale depositato al Viminale cita «l’estensione del tempo pieno, con particolare attenzione al Sud, e la progressiva costruzione di una scuola presidio di comunità nelle periferie e nelle aree interne». Accanto a una serie di misure di welfare scolastico: dalla «piena gratuità del trasporto pubblico locale per le famiglie a reddito medio e basso (in base all’Isee) alla gratuità dei libri di testo (sempre in base all’Isee) per gli alunni di medie e superiori fino al «pieno accesso ai servizi psico-pedagogici (in maniera universale)» e all’accesso «universale e gratuito di bambine e bambini alle mense scolastiche».

D’accordo con i dem sono sia gli alleati di +Europa, che promettono «l’estensione dell’opzione tempo pieno a tutte le scuole primarie per un migliore equilibrio con le esigenze di vita familiare e un maggiore spazio per la formazione», sia il tandem Verdi-Sinistra italiana quando invoca «l’estensione del tempo scuola (tempo pieno e tempo prolungato, a seconda dei diversi ordini di scuola) in tutte le scuole del territorio nazionale; affinché sempre meno giovani e adolescenti siano lasciati soli con le proprie difficoltà».

Le scelte del centrodestra

Anche stavolta per intercettare le soluzioni offerte dal centrodestra bisogna andare oltre il programma quadro di 17 pagine “Per l’Italia”, che a proposito di welfare scolastico cita solo la libertà di scelta delle famiglie attraverso il buono scuola (su cui si veda altro articolo a pagina 22). Qualche accenno in più lo troviamo dalle parti della Lega, che, a proposito del Sud, cita la necessità di «potenziare scuole asili nido, mense, personale e corpo docenti» e poi, nel capitolo dedicato all’istruzione, dice «stop caro libri con detraibilità fiscale delle spese di istruzione per l’acquisto di libri e cancelleria.

Più esplicita è Fratelli d’Italia, che promette, da un lato, un «incremento dei posti a tempo pieno nella scuola primaria» e, dall’altro, «più sport nelle scuole, con nuovi impianti, piscine e palestre». Oltre a quella che definisce «piena e completa possibilità di acquisto e utilizzo dei libri di testo in formato elettronico per diminuire il costo sostenuto dalle famiglie». A margine, sempre nell’ottica anti-dispersione, viene suggerita la «collaborazione tra privati, enti locali, scuole e università per garantire agli studenti spazi adeguati dove poter studiare fuori dall’orario scolastico».

Chiude il cerchio Forza Italia che promette «più scuole innovative del primo ciclo (a tempo pieno, con mense e palestre)».

Cosa propone il terzo Polo

Più tarato sul tempo pieno è il programma di Azione-Italia viva che puntano a estenderlo «a tutte le scuole primarie per dare più spazio all’apprendimento venendo incontro alle esigenze delle famiglie» oltre che a «introdurre il diritto alla mensa per tutti con sussidio ai nuclei meno abbienti». Con in più la stessa attenzione alla libertà di scelta educativa che sembra riscontrarsi anche dalle parti del centrodestra.

Gli altri schieramenti

Pochi e generici i riferimenti presenti nel programma del Movimento 5 Stelle, tra cui spicca quello riassunto nella formula «benessere a scuola», da intendersi come «più psicologi e pedagogisti per fornire un sostegno ai nostri ragazzi e a tutta la comunità scolastica». La stessa indeterminatezza che si registra dalle parti di Unione popolare che, a proposito, di welfare scolastico preferisce soffermarsi sui libri gratis fino a 18 anni. Gratuità invocata anche per il trasporto scolastico.

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