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Tenaris cala in Borsa: paga 78mln di dollari per chiudere caso Petrobras con la Sec

Il produttore di tubi d'acciaio trova l'accordo per chiudere l'indagine sulle presunte tangenti in Brasile

di Andrea Fontana

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Tenaris è il titolo peggiore del Ftse Mib dopo l'accordo con la Sec statunitense sul caso Petrobras: le quotazioni scendono del 2% anche se gli operatori giudicano positivamente l'intesa in quanto elimina un elemento di incertezza e un fattore di rischio più significativo per il titolo. L'indagine della Sec riguardava i presunti pagamenti illeciti a un manager di Petrobras per ottenere una ventina di contratti in Brasile a favore di Confab, controllata locale di Tenaris.

Oltre 78 milioni di dollari per l'intesa con la Sec

Il produttore di tubi in acciaio per l'industria petrolifera e del gas ha accettato di pagare 53,1 milioni di dollari in risarcimenti e interessi e 25 milioni per la sanzione civile in un accordo con la Sec che chiude l'indagine avviata da parte di quest'ultima senza che Tenaris ammetta o neghi i fatti riscontrati dalla commissione. Il dipartimento di Giustizia Usa ha inoltre comunicato a Tenaris di aver chiuso senza prevedere provvedimenti la propria indagine parallela sulla vicenda relativa al periodo 2008-2013. Nella nota che ufficializza l'accordo Tenaris ricorda di aver notificato volontariamente nel 2016 la vicenda alla Sec e al dipartimento di Giustizia e sottolinea di ritenere l'intesa raggiunta nel miglior interesse della società e degli azionisti. "L`impatto quantitativo del cash-out è molto limitato - osservano gli analisti di Equita Sim indicando che attualmente l'ammontare da pagare è inferiore allo 0,5% della capitalizzazione di Borsa di Tenaris - ed elimina un potenziale rischio sul titolo".

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La causa italiana archiviata per difetto di giurisdizione

La scorsa settimana il tribunale di Milano aveva dichiarato il 'non doversi procedere' per la presunta corruzione internazionale commessa in Brasile dai fratelli Gianfelice e Paolo Rocca e Roberto Bonatti (allora amministratori e soci della San Faustin Sa, holding lussemburghese del gruppo Techint-Tenaris) in quanto l'azione penale non doveva essere iniziata per difetto di giurisdizione.

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