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Tenaris scivola a Piazza Affari dopo la brusca retromarcia del petrolio

Greggio debole in scia ai timori di un calo della domanda di energia in Cina, dove i casi di Covid-19 sono tornati a salire. Sul titolo pesa anche il "downgrade" di Equita

di Stefania Arcudi

(diter - stock.adobe.com)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Giornata di forti ribassi per il comparto energetico, sia in Europa che in Italia, dove Tenaris è i titoli peggiori del FTSE MIB. Pesa innanzi tutto la corsa al ribasso del greggio, con il Wti tornato sotto i 100 dollari al barile e il Brent poco sopra questa soglia in scia ai timori di un calo della domanda in Cina, dove i casi di Covid-19 sono tornati a salire. Tenaris è rallentata anche da un downgrade di Equita da "buy" a "hold".

Per Equita su domanda «rischio colli bottiglia supply chain»

Per quanto riguarda l'andamento del greggio, Equita sottolinea che la guerra Russia-Ucraina, prima dei recenti ribassi, «ha spinto i prezzi del petrolio vicino ai massimi dal 2008 e quelli del gas a nuovi massimi storici. Il forte movimento del prezzo del petrolio (con la curva future che dai circa 75 dollari al barile previsti ad inizio anno per fine 2022 è salita ai circa 88-90 dollari attuali) ha migliorato le prospettive in termini di capex globali da parte delle compagnie petrolifere per il 2022/2023», tuttavia «ci sarà da valutare la velocità di reazione degli operatori, in particolare americani, considerando alcuni colli di bottiglia sulle supply chain e il peggioramento del contesto macro che potrebbe impattare la domanda».

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Il titolo di Tenaris ha anche subito un downgrade da parte degli analisti di Equita, che hanno abbassato la valutazione da "buy" a "hold", con obiettivo di prezzo confermato a 14,5 euro per azione, pur accompagnando la scelta con valutazioni nel complesso positive: la raccomandazione è stata cambiata a «seguito della buona performance del titolo (finora nel 2022 +32% e da metà dicembre +42%). Il titolo tratta con un Ev/Ebitda 2022 pari a 7,1 volte e un P/E di 13,2 volte, valutazioni non particolarmente care, ma che a nostro avviso adesso bilanciano maggiormente il profilo rischio-rendimento considerando l'incertezza sulla risoluzione della crisi Russia-Ucraina, potenziale aumento della competizione da parte dei produttori di tubi welded a seguito del forte calo del prezzo dell'hot-rolled coil (materia prima per la produzione di tubi welded) e la bassa visibilità sulla velocità di ramp-up degli investimenti in risposta all'aumento del prezzo del petrolio (considerando alcuni colli di bottiglia sulla supply chain)».


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