ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùInterventi

Tenere alto l'interesse sul tribunale dei brevetti anche durante gli “affari correnti

Risulta più che mai necessario oggi tenere alto l'interesse per il Tribunale Unificato dei Brevetti, soprattutto in questo periodo di “affari correnti” di un governo come quello italiano da poco dimissionario

(BillionPhotos.com - stock.adobe.com)

3' di lettura

di Antonio Bana

Risulta più che mai necessario oggi tenere alto l'interesse per il Tribunale Unificato dei Brevetti, soprattutto in questo periodo di “affari correnti” di un governo come quello italiano da poco dimissionario.Ma cosa vuol dire “affari correnti” in un governo dimissionario? Quale è la portata di assoluta rilevanza e valore nel mantenere l'interesse vivo e forte per il TUB e per la sede di Milano?La dottrina costituzionalistica non offre, senza invadere i campi specifici sui valori costituzionali, una ricostruzione univoca dei poteri del governo dimissionario. Alcuni autori, infatti, propongono una lettura fortemente restrittiva, parlano di organo “straordinario” o di organo meramente amministrativo e non più politico. L'opinione prevalente, tuttavia, è che la natura del governo non muti e che la restrizione dei poteri derivi dalla prassi e dalla correttezza costituzionale.Le direttive governative emanate in questo periodo sono vincolanti o meno? Lo è quella di Mario Draghi del 21 luglio 2022, sulla nomina di Milano come sede del TUB?Come si è detto, il presidente del Consiglio dimissionario adotta normalmente una direttiva indirizzata a ministri, viceministri, sottosegretari del Governo volta a delineare il significato di “affari correnti”; così ha fatto anche il presidente Draghi il 21 luglio scorso. In particolare, viene specificato che il governo può adottare tutti gli atti urgenti sia legislativi sia regolamentari che amministrativi necessari per fronteggiare quelle emergenze nazionali o derivanti dalle crisi internazionali (ad esempio la situazione epidemiologica da Covid-19), nonché quelle che riguardano il piano nazionale di ripresa e resilienza, il PNRR. Viene poi naturalmente precisato che il governo continuerà a partecipare alle attività internazionali compresi i vertici previsti negli ambiti di Unione Europea, ONU, Nato, G7 e G20.

Loading...

In conclusione, cosa cambierà? La presente crisi di governo forse segnerà un nuovo parametro mi permetto di dire, nella definizione di “affari correnti”. Nella situazione contingente, la direttiva del Presidente del Consiglio e i moniti del Presidente della Repubblica portano infatti a ritenere che il governo Draghi, seppur dimissionario avrà un margine di azione molto ampio.Ma l'argomento su cui dobbiamo soffermarci è quello di non lasciar cadere il nostro interesse sull'assegnazione del TUB alla sede di Milano. Con il deposito da parte dell'Austria presso il Consiglio Europeo del documento di rettifica del protocollo UPC (Unified Patent Court) in data 19 gennaio 2022 è ufficialmente iniziata quella fase di preparazione per l'entrata in vigore del Tribunale.

Il protocollo, come sappiamo, sarà composto da due ordini di giudizio: un Tribunale di primo grado con tre sedi centrali e diverse sedi locali e una Corte d'Appello. Le sue decisioni avranno effetto in tutti i Paesi (25) dell'Unione Europea aderenti all'accordo, fanno eccezione fra questi la Spagna e la Croazia. Si ricorda che dopo il ritiro del Regno Unito dall'accordo a seguito della Brexit, Milano si è candidata in maniera molto forte per sostituirla, per essere assieme a Parigi e Monaco la terza sede centrale, con la responsabilità per i casi di Life Science. Ritengo sia molto importante anche un altro “abbandono” della scena: i Paesi Bassi si sono sfilati dalla gara per l'UPC, lasciando la strada aperta all'Italia. L'Aia è fuori dai giochi. La notizia di qualche giorno fa è quindi quella che vede Milano come capofila per la sede centrale del TUB. con diversi colloqui diplomatici in corso. Anche in questo momento particolare del nostro governo, noi non dobbiamo spegnere la luce e l'attenzione su quella che è e deve essere Milano come sede centrale del TUB. Dobbiamo sostenere questa candidatura con tutta la nostra forza, attraverso colloqui continui e costanti.Pensate che il governo dell'Aia aveva unito il suo interesse e le sue forze con la filiale olandese dell'associazione per la protezione della proprietà intellettuale, per cercare di convincere il proprio governo a fare un'offerta per questo seggio vacante.

La coalizione ha prodotto anche una valutazione d'impatto che stimava che la sede della divisione centrale avrebbe portato ben 191 milioni di euro all'anno all'economia dell'Aia entro la fine del periodo di transizione di 14 anni dell'UPC.Lo sconvolgimento politico italiano, le dimissioni di Draghi, avranno un impatto su questo processo? Io ritengo e spero di no. L'UPC stabiliva innanzitutto che la divisione centrale avrebbe avuto sezioni a Parigi, Monaco e Londra, con la sede di Londra responsabile appunto per i casi di Life Science: oggi passerebbe tutto a Milano. Sostenere, dunque, in questo periodo di cosiddetti “affari correnti”, la corsa di Milano diventa un incarico non solo del governo dimissionario, ma di tutti noi, un impegno che deve essere propositivo, non deve mai abbassare la propria attenzione e l'interesse deve essere sempre più forte per portare Milano alla sua naturale candidatura quale sede definitiva che possa aprire le porte al Tribunale Unificato dei Brevetti all'Italia e alla città milanese in particolare.
Avvocato, Partner Studio Bana, Componente tavolo tecnico TUB

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti