Foro italico

Tennis, gli Internazionali Bnl d’Italia si chiudono con un incasso record di oltre 13 milioni

di Tiziana Pikler


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4' di lettura

Numeri da record quelli registrati nell'edizione numero 76 degli Internazionali Bnl d'Italia: 223.455 spettatori paganti per un incasso di 13.201.050 euro. La giornata che ha fatto registrare la maggior affluenza al Foro Italico è stata quella di giovedì 16 maggio, cioè quella dei 40 incontri soltanto di singolare, con il doppio turno a causa della pioggia che ha impedito di disputare un solo quindici il giorno precedente: 33.770 spettatori paganti di cui 23.803 per la sessione pomeridiana e 9.897 per quella serale. «Si sono conclusi – ha esordito Angelo Binaghi, presidente della Federazione italiana tennis (Fit) - i primi e, mi auguro, anche gli ultimi campionati invernali d'Italia. Il giorno di maggiore affluenza, il mercoledì, è stato l'unico nel quale non siamo riusciti a disputare nemmeno un quindici a causa della pioggia, cosa che ha messo sotto pressione la macchina organizzativa».

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I rimborsi dei biglietti
Nel giorno dedicato alle finali sono state rese note le modalità di rimborso dei

biglietti sul sito della Fit . «Abbiamo aspettato - ha continuato Binaghi, l’unico interlocutore nella tradizionale conferenza stampa finale della manifestazione - l'ultimo giorno perché le previsioni meteo non escludevano che l'eventualità si sarebbe potuta ripetere. I rimborsi, comunque, non andranno a inficiare il record di incasso. Abbiamo avuto 20mila presenze paganti in più rispetto allo scorso anno e 1 milione e 600mila euro di maggiore incasso. Il venduto di mercoledì è stato di circa 1 milione per la sessione diurna e di circa 300mila euro per la serale. Proprio per la sessione serale di mercoledì, 3 giorni prima dell'inizio del torneo abbiamo ricevuto un'offerta dell' Atp e ho scelto proprio il mercoledì sera, scommettendo circa 2mila euro per assicurarci contro la pioggia e alla fine ne abbiamo incassati 100mila. Questo ci permetterà di recuperare qualcosa anche in questo modo».

Sulla ritardata comunicazione dell'annullamento della giornata e sulla successiva programmazione lamentata da diversi giocatori, il presidente della Fit è stato chiaro. «Gli stop - ha continuato Binaghi - vengono stabiliti dai Supervisor dell'Atp e della Wta , mentre la programmazione del giorno successivo ha comunque vincoli strettissimi dettati dalle televisioni con gli slot pubblicitari già prenotati anche per il torneo femminile».

Le criticità del torneo
Per il presidente federale rimangono 2 le criticità della manifestazione, entrambe legate a problemi strutturali: la mancanza della copertura del campo centrale e la durata del torneo. «La ex Coni servizi - ha proseguito Binaghi - non ci ha mai coinvolti nel progetto del tetto, l'unica comunicazione l'abbiamo avuta dall'Assessore allo Sport di Roma Daniele Frongia. Il bando infatti prevedeva il no a qualsiasi aumento di capienza del Centrale, che ci avrebbe fatto perdere il Master 1000 perché siamo in deroga di 2.000 posti con l'Atp, visto che per ospitare un torneo di questa categoria la capienza dovrebbe essere di 12.000 posti. E la deroga rimane soltanto fino all'assetto definito dell'impianto. Veniamo da 6 anni di grandi annunci. Io le speranze ce l'ho dal 9 maggio scorso, da quando è stato nominato il Cda di Sport e Salute, che vede manager di primissimo livello gestire lo sport italiano».

Finiti i tempi in cui il fiore all'occhiello dello sport italiano, la joint-venture tra Coni Servizi e Fit che dal 2006 ha fatto crescere il torneo, doveva essere un modello replicabile anche per le altre federazioni? «Devo ringraziare - ha risposto Binaghi - il direttore Diego Nepi e tutto il suo staff, oltre al presidente Roberto Fabbricini, tutti sempre molto vicini» .
Sulla durata del torneo, invece, il presidente della Fit rivendica la richiesta dell'allungamento della manifestazione a 10 giorni. «Il problema non è la vicinanza al Roland Garros, ma il back to back con il Master 1000 di Madrid. Per 2 volte - sostiene ancora Binaghi - sembrava che tutto fosse pronto per portare entrambe i tornei a 10 giornate e farli svolgere nell'arco di 3 settimane, in modo che tutti i big non richiedessero di scendere in campo soltanto il mercoledì. Poi i rappresentati dei giocatori in seno all'Atp hanno fermato tutto perché avevano perplessità».
Con l'Associazione giocatori si sta discutendo anche la formula delle prossime Next Gen Atp Finals , in programma dal 4 al 10 novembre prossimo a Milano. «Ci sarà sicuramente un tennista italiano tra gli 8 - ha ammesso Binaghi - ma è indubbio che lo scorso anno Liam Caruana era troppo distante dagli altri partecipanti».

L'aumento dei biglietti
Il presidente ribadisce anche la policy dell'aumento del prezzo dei biglietti. «Il

messaggio che deve passare - ha ribadito Binaghi - è che se si vuole pagare meno un tagliando per gli Internazionali occorre acquistarlo in anticipo. Sono 2 anni che manteniamo il costo calmierato fino al primo giorno di gennaio per poi incrementarlo. È la stessa procedura che viene utilizzata nell'acquisto dei biglietti aerei. Dobbiamo aumentare l'incasso che poi riversiamo nel settore tecnico e sul movimento. Portare il tennis nelle scuole ci costa 1 milione, poi ci sono i diritti televisivi per avere il tennis su SuperTennis e adesso ci saranno anche le Atp Finals di Torino, dal 2021 al 2025. Tutto questo ha un costo».
A proposito dell'appuntamento di Torino, durante gli Internazionali Bnl d'Italia si è svolto un incontro con alcuni sponsor. «Abbiamo trovato molto interesse - ha concluso Binaghi -, soprattutto nei partner storici degli Internazionali ma le novità le comunicheremo prima dell'estate».

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