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Tennis, la Wta minaccia di bloccare i tornei in Cina dopo la scomparsa di Peng Shuai

Mobilitazione globale per la tennista che aveva denunciato di essere stata molestata dall’ex vice premier cinese, mentre gli Usa potrebbero boicottare i Giochi di Pechino per la gestione dei diritti umani

di Marco Bellinazzo

Tennis: mistero su mail di Shuai Peng. Wta: "Siamo sempre più preoccupati"

4' di lettura

Chissà che non stia pesando anche l’incredibile storia della tennista Peng Shuai sulla minaccia del presidente americano Joe Biden di boicottare le Olimpiadi invernali di Pechino in programma il prossimo febbraio. «È una cosa che stiamo considerando», ha dichiarato il presidente ai giornalisti, pochi giorni dopo il suo summit virtuale con Xi Jinping. Una decisione che comporterebbe l’assenza dai Giochi dei diplomatici americani, ma non degli atleti. La ragione dell’iniziativa l’ha spiegata la portavoce della Casa Bianca nel briefing quotidiano, riferendosi in particolare alla regione dello Xinjiang: «Ci sono aree nelle quali abbiamo preoccupazioni, gravi preoccupazioni: gli abusi sui diritti umani».

La scomparsa

Ma a parte le questioni più ampie legate ai diritti civili, negli Usa come nel resto del mondo non sta passando in sordina la vicenda di Peng Shuai, l’ex tennista che ha denunciato di essere stata molestata sessualmente dall’ex vice premier cinese, Zhang Gaoli. La sua è stata definita la più grande accusa del movimento #MeToo in Cina, ma si è presto trasformata in una storia dai contorni sempre più torbidi. L’atleta cinese, in passato numero uno della classifica mondiale in doppio (nonché vincitrice di due titoli del Grande Slam in compagnia della taiwanese Su-Wei Hsieh), è scomparsa poco dopo la denuncia e l’unica notizia avuta da allora è una email, attribuita alla stessa Peng, ma sulla cui attendibilità sono emersi parecchi dubbi. Il tutto è avvenuto nei giorni in cui Xi Jinping veniva issato nel pantheon del partito comunista cinese insieme a Mao e Deng.

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Mistero sulla sorte della tennista cinese Peng Shuai

Mistero sulla sorte della tennista cinese Peng Shuai

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La denuncia

Il caso è esploso infatti lo scorso 2 novembre, quando Peng Shuai ha pubblicato nella propria pagina di Weibo un lungo post di denuncia in merito alle molestie subite da Zhang Gaoli, col quale avrebbe avuto una relazione dieci anni fa, prima del suo ingresso nel Politburo. Nella sua denuncia, oltre a specificare alcuni dettagli dei rapporti intercorsi tra i due, l’ex tennista racconta di un ulteriore incontro avuto nel 2018, anche se ammette di non avere prove. Nel giro di pochi minuti, Weibo ha cancellato il post e il suo account è scomparso dai motori di ricerca. Per quanto riguarda le ricerche su Zhang Gaoli non si trova alcun riferimento su quanto denunciato dall’ex tennista, della quale nel frattempo si sono perse le tracce.

La mail sospetta

La Wta, tramite una nota firmata dal presidente Steve Simon, è subito intervenuta chiedendo di non censurare le accuse e di dare assoluta priorità alla salute e alla sicurezza dell’atleta, dichiarandosi «profondamente preoccupata» per quanto accaduto. Mercoledì scorso, la China Global Television Network ha pubblicato su Twitter il testo di una email diretta allo stesso Simon e attribuita a Peng Shuai: «Riguardo le recenti notizie rilasciate sul sito ufficiale della Wta, il contenuto non è stato confermato o verificato da me ed è stato rilasciato senza il mio consenso. Le notizie in quella pubblicazione, incluse le accuse di molestie sessuali, non sono vere. Non sono scomparsa e non sono in pericolo. Sto soltanto riposando a casa e tutto va bene. Grazie ancora per prendervi cura di me. Se la Wta dovesse pubblicare altre notizie su di me, per favore verificatele con me e rilasciatele col mio consenso. In quanto tennista professionista, ringrazio tutti per la vostra compagnia e considerazione. Spero di promuovere il tennis cinese con voi se ne avrò la possibilità in futuro. Spero che il tennis cinese possa continuare a migliorare».

#WhereIsPengShuai

Parole che però non hanno contribuito ad alleggerire il clima: «Le dichiarazioni rilasciate dai media statali cinesi sollevano soltanto preoccupazioni sulla sicurezza e sul luogo in cui si trova Peng Shuai», è stata la risposta di Steve Simon. Il caso di Peng Shuai intanto sta mobilitando l’intero mondo del tennis e non solo. La giapponese Naomi Osaka, dopo aver pubblicato un tweet con l’hashtag #WhereIsPengShuai, ha visto la propria pagina di Weibo oscurata, stando a quanto riferisce Nikkei Asia. A lei si sono accodate Serena Williams, Martina Navratilova e la Wta stessa, pronta a mettere in discussione tutti i propri affari in Cina (inclusi i diritti media, ceduti per 120 milioni di dollari alla piattaforma iQiyi per dieci anni) pur di far luce su questo caso.

La presa di posizione della Wta

La Women’s Tennis Association vuole vederci chiaro ed è disposta a non patrocinare gli eventi in programma in Cina nel 2022 se prima non ci saranno notizie certe su Peng Shuai. Eventi il cui giro d’affari si attesta nell’ordine delle decine di milioni di dollari, per i quali però il circuito tennistico internazionale femminile non è disposto a negoziare. La Cina, negli ultimi anni, ha rappresentato un mercato in forte espansione per la Wta. Nel 2019 sono stati organizzati nove tornei di tennis femminile, con premi complessivi dal valore di 30,4 milioni di dollari (poco meno di 27 milioni di euro). Sempre nel 2019, le Wta Finals si sono disputate a Shenzhen, città che dovrebbe ospitare l’atto conclusivo della stagione dal 2022 al 2030. Dovrebbe, appunto, perché la Wta sta prendendo in seria considerazione la possibilità di annullare tutti gli eventi in Cina fino a quando non si avranno notizie certe su Peng Shuai.

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