EMERGENZA SANITARIA

Coronavirus, tensione in Campania. De Magistris: «Interventi dove si formano assembramenti»

Il presidente della Regione De Luca: «Vogliamo medici e infermieri, ne abbiamo avuti solo sette»

di Vera Viola

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Il pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli (foto Afp)

Il presidente della Regione De Luca: «Vogliamo medici e infermieri, ne abbiamo avuti solo sette»


3' di lettura

I DATI DEL CONTAGIO
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«La situazione a Napoli è molto grave. Da un mese si discute di zona gialla o rossa ma non si decide. Adotterò un provvedimento nel primo pomeriggio. Tra qualche minuto sarò dal Prefetto». Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, intervistato da Radio 24 questa mattina, 13 novembre, ha ancora una volta lanciato l'allarme e denunciato una situazione sanitaria «fuori controllo».

Quali provvedimenti sono in pentola? «Non chiuderò singole strade. Non tutta la città. Interverremo dove si formano assembramenti, con il sostegno del Prefetto e delle forze di Polizia». Per il sindaco si è voluto incolpare i cittadini che, salvo poche eccezioni, si sono comportati come è consentito in un'area classificata “zona gialla”.

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Alla domanda se la criminalità o la paura di rivolte abbiano avuto un ruolo nello scoraggiare provvedimenti restrittivi più severi in Campania, De Magistris ammette: «Questa è una lettura. Ma dobbiamo constatare che dopo la prima manifestazione in cui si infiltrarono frange di violenti, ce ne sono state molte altre, tutte pacifiche». Allora perchè? «Un'altra lettura – aggiunge il sindaco – riguarda i dati che vengono presentati dalla Regione Campania. Si contano terapie intensive a centinaia, posti letto oltre 3mila, ma, se si parla con i medici, questi dicono che non ci sono posti. Ho dubbi che i dati non corrispondano alla drammaticità della situazione reale». C'è bisogno dell'esercito? «Se parliamo di medici dell'esercito concordo. Se l'esercito serve per controllare la gente per strada mi sembra una misura inappropriata».

Quadro allarmante

Mille emergenze si sommano in Campania. Ospedali al collasso, code di malati che rimangono parcheggiati nelle ambulanze e nelle auto private, negli spazi antistanti i pronto soccorso, in attesa di cure. E persino un malato di Covid che muore in un bagno dell’ospedale Cardarelli: qualcuno fa un video e lo diffonde in rete suscitando sconcerto e raccapriccio. Continuano gli assembramenti e le proteste. E di fronte a tutto questo, scoppia una crisi istituzionale che vede tutti contro tutti: Governo contro Regione e viceversa, Comune di Napoli contro tutti.

Il Bollettino di ieri dell’Unità di crisi segnala una situazione ancora allarmante:  4.065 nuovi contagi, di cui 3.779 asintomatici e 286 sintomatici, a fronte di 23.840 tamponi del giorno. Sono 31 i deceduti (tra il 7 e l’11 novembre) e 645 le persone guarite. «C'è un’emergenza nell’emergenza e sono le immagini che arrivano dagli ospedali della Campania. Ora bisogna intervenire», ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio durante una diretta Fb. «La sanità è in enorme difficoltà in tutto il Sud – ha aggiunto – esercito e protezione civile devono andare in rinforzo ai nostri medici ed infermieri che sono allo stremo».

Pressing per nuove misure restrittive

Da più parti si invocano maggiori restrizioni allo scopo di contenere i contagi, specie dopo che nell’ultimo fine settimana si è visto il lungomare affollato, ma nessuno si assume la responsabilità di adottarne. Per scaricare sull’altro l’onere del ristoro? Timore della piazza? Criminalità in agguato?

«Vediamo il monitoraggio e poi si deciderà quale colore per la Campania e per altre regioni – ha confermato ieri il ministro Francesco Boccia – Le misure arriveranno tra sabato e domenica. Non ci sarà Dpcm».

De Luca: «Vogliamo medici e infermieri»

Protesta il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, alla riunione tra Governo e Regioni. «Vogliamo i medici e infermieri, ne abbiamo chiesti 1.400, ne abbiamo avuti sette», ha detto. Pronta la replica di Boccia: «Dal 24 ottobre la Campania ha sul tavolo, attraverso la Protezione civile, la disponibilità di 2.236 operatori sanitari, arruolateli ». E ancora «Se vuoi adottare misure più rigorose, ti sosteniamo». Il governatore respinge l’offerta del governo di ospedali da campo. Poi in serata l’Unità di crisi regionale annuncia «nuove ordinanze restrittive allo studio». Si parla di controlli sul lungomare di Napoli e zone rosse nelle città con più contagi. Di limitazioni al commercio nei fine settimana.

La Prefettura: «Presidi in alcuni luoghi della città»

La Prefettura, ha annunciato «in alcuni luoghi della città presidi per il contingentamento delle presenze». I malati non riescono a trovare cure. Ma dai dati della Regione – che dichiara la disponibilità di posti letto e di terapia intensiva –non emergono i presupposti per restrizioni più severe. Almeno finora.

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