Dopo il caso Dadone

Tensione nella maggioranza sulle droghe, in parlamento 14 proposte per modificare la legge

Delle 14 proposte, 7 sono state presentate da esponenti del M5S, 3 da esponenti del Pd

di Andrea Marini

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2' di lettura

Le prime mosse del governo sulle droghe alzano la tensione all'interno della maggioranza. A scaldare gli animi è la decisione dell'esecutivo di assegnare alla ministra per le politiche giovanili Fabiana Dadone (M5S, considerata una antiproibizionista) la delega delle politiche contro le tossicodipendenze. Così, appena sette settimane esatte dal giuramento del governo Draghi, per la prima volta un rappresentante della maggioranza bipartisan, Maurizio Gasparri (Fi) evoca la parola crisi. La divisione nella maggioranza emerge nelle 14 proposte di legge presentate in parlamento per modificare la legge sugli stupefacenti.

Chi ha presentato le proposte

Nel complesso tra Camera e Senato giacciono 14 proposte di legge per modificare la norma sugli stupefacenti. Nessuna di queste ha tuttavia iniziato l’esame, a testimonianza del tema divisivo che ha attraversato sia il governo gialloverde che quello giallorosso, fino all’esecutivo guidato da Mario Draghi. Delle 14 proposte, 7 sono state presentate da esponenti del M5S, 3 da esponenti del Pd, una dal Maie, una da Leu e una da Fi (dallo stesso Maurizio Gasparri). C’è poi la proposta di iniziativa popolare che si trascina già dalla scorsa legislatura.

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Consentire la coltivazione personale

Le proposte di legge che si caratterizzano per una impronta antiproibizionista sono quelle del M5S, Pd e Leu. Il testo depositato dal senatore M5S Matteo Mantero inserisce la coltivazione di cinque piante tra le condotte lecite, vengono poi specificate le caratteristiche per la coltivazione personale di Cannabis, senza limiti di genetica o di cannabinoidi purché nel limite di cinque piante coltivate. Viene inoltre specificato il quantitativo detenibile per il coltivatore, il divieto di lucro sul prodotto coltivato e l'obbligo di detenzione del raccolto lontano dai minori.

Sì agli usi medici

La proposta del senatore Pd Tommaso Cerno, invece, dedica particolare attenzione anche all'uso medico e scientifico della pianta, con l’obiettivo di poter far riconoscere i cannabinoidi «come vere e proprie medicine, non ponendo limiti alla possibilità di prescrizione che non siano le scelte, in scienza e coscienza, dei medici curanti e superando l'attuale regime di monopolio statale per la produzione delle infiorescenze».

La vendita su licenza

La proposta di legge del deputato di Leu Erasmo Palazzotto prevede «la facoltà dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli di concedere la licenza di coltivazione e di vendita al dettaglio dei derivati, le cui modalità vengono stabilite con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze». Il decreto determina annualmente «le specie della qualità coltivabile e le relative quantità e stabilisce il prezzo di conferimento, il prezzo di vendita al pubblico, il livello delle accise, nonché il livello dell'aggio per la vendita al dettaglio».

Gasparri: stop alle ambiguità

Di tenore opposto, è il disegno di legge del senatore di Fi Maurizio Gasparri: il testo, si legge nella relazione introduttiva, punta a «sgombrare il campo da ogni reale o presunta lacuna normativa, escludendo in modo inequivocabile la vendita al pubblico della cosiddetta cannabis light per finalità ricreative. In questa prospettiva, precisa che le finalità per le quali è consentita la coltura della canapa sono tutte e soltanto quelle tassativamente ed espressamente consentite dalla legge stessa, senza margini per interpretazioni abusive o letture estensive: il riferimento è all'escamotage, ben noto nella prassi, di vendere i prodotti in questione dissimulando, dietro la finalità non espressamente vietata del collezionismo, l'uso ricreativo».

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