domenica il ballottaggio

Tensione a Ostia, incendiato portone circolo Pd

di Redazione Online

2' di lettura

Il portone del circolo Pd di Ostia è andato a fuoco la notte scorsa. Lo ha riferito il senatore dem Stefano Esposito, già commissario del partito sul litorale romano. Un atto vandalico compiuto il giorno dopo la manifestazione per la libertà di stampa e contro la mafia (organizzata da Libera e Fnsi) e a due giorni dal ballottaggio di domenica per la presidenza del municipio (che viene da due anni di commissariamento per mafia) tra la candidata del Movimento 5 Stelle, Giuliana Di Pillo (che al primo turno ha raccolto il 30,2% delle preferenze), e quella del centrodestra Monica Picca (26,7% dei voti).

Sulla vicenda del rogo sono in corso indagini della Digos. La procura di Roma ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti. Incendio doloso è l’ipotesi per cui si procede nell'indagine coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Caporale.

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Raggi: atto vile contro Pd, uniti in condanna
Tra le prime prese di posizione, quello della sindaca di Roma Virginia Raggi che su twitter ha scritto: «Solidarietà al circolo PD di Ostia. Tutti uniti nella condanna di un vile atto intimidatorio che non ci spaventa». Anche la candidata M5s Giuliana Di Pillo ha stigmatizzato quanto accaduto, parlando di «episodio
inaccettabile che offende le persone perbene che vivono in questo municipio». Lo ha fatta seguita più tardi anche dalla candidata del centrodestra Monica Picca, che ha parlato di «fatto gravissimo a poche ore dal voto»

Renzi: il Pd non si fa intimorire o minacciare
«Un abbraccio affettuoso a tutti i ragazzi del Pd di Ostia. Lo diciamo con forza: il Pd non si fa intimorire e non si fa minacciare» ha detto il segretario Matteo Renzi in una diretta Facebook sul treno che da Modena lo ha portato in provincia di Reggio Emilia. Con un tweet il ministro della Giustizia Andrea Orlando nell’esprimere solidarietà al Circolo del Pd di Ostia per «la vile intimidazione», ha richiamato alla necessità di «non abbassare la guardia», perché «contro le #mafie serve una battaglia unitaria».

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