Africa

Golpe in Mali: arrestati presidente e premier. Keita si dimette e scioglie il governo

Lo conferma il governo dopo l’annuncio dei militari ribelli. La condanna del capo di Stato francese Emmanuel Macron. Il presidente Keita si è poi dimesso e ha sciolto Parlamento e governo

L’arrivo dei soldati in piazza Indipendenza a Bamako, capitale del Mali (Afp)

2' di lettura

Il presidente del Mali, Ibrahim Boubacar Keita, e il premier Boubou Cisse sono stati arrestati nella capitale Bamako da parte di un gruppo di «soldati ribelli». Lo ha confermato il governo del Paese africano dopo l’annuncio di uno dei capi dei militari ammutinati nel corso di una giornata di notizie confuse sulla situazione. Il presidente si è poi dimesso e ha sciolto Parlamento e governo.

Militari, ora transizione civile verso elezioni

I militari che hanno preso il potere hanno detto poi nella notte del 19 agosto che vogliono mettere in atto una “transizione politica civile” per portare alle elezioni generali entro un “tempo ragionevole”. Dopo poco più di tre ore dall'annuncio da parte di Keita della sua “decisione di lasciare tutte le funzioni”, al termine di una giornata di ammutinamento che si è trasformata in un colpo di Stato militare, gli uomini in uniforme sono apparse sul canale tv pubblico Ortm alle 3:40 ora locale “Noi, le forze patriottiche raggruppate nel Comitato nazionale per la salvezza del popolo (Cnsp), abbiamo deciso di assumerci le nostre responsabilità davanti al popolo e alla storia”, ha dichiarato il loro portavoce, il colonnello maggiore Ismael Wagué, vicecapo di Stato maggiore dell'Aeronautica militare. “Il nostro Paese, il Mali, cade giorno per giorno nel caos, nell'anarchia e nell'insicurezza per colpa degli uomini responsabili del suo destino”, ha accusato l'ufficiale denunciando “clientelismo politico” e “gestione familiare degli affari di Stato”. “La società civile e i movimenti socio-politici sono invitati a unirsi a noi per creare insieme le migliori condizioni per una transizione politica civile che porti a elezioni generali credibili per l'esercizio democratico attraverso una tabella di marcia che getterà le basi di un nuovo Mali”, ha aggiunto Wagué.

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Nella mattinata del 18 agosto c’era stato l’ammutinamento di un gruppo di soldati nella base militare di Kati a 15 chilometri da Bamako. Nella stessa base aveva avuto luogo nel 2012 la rivolta che aveva portato al colpo di Stato e alla caduta dell’allora presidente Amadou Toumani Toure spingendo il Nord nelle mani dei miliziani jihadisti che continuano a operare nel Paese africano.

Keita e Cissé «sono stati portati a bordo di veicoli blindati a Kati», ha detto un portavoce del governo.

Il presidente Keita ha affrontato proteste di massa a partire da giugno: i manifestanti chiedevano le dimissioni in seguito alle accuse di corruzione e di peggioramento delle condizioni di sicurezza. In precedenza il primo ministro Cissé aveva rilasciato una breve dichiarazione invitando al dialogo e intimando agli ammutinati di arrendersi.

La condanna di Macron

Il presidente francese Emmanuel Macron ha condannato il tentativo di golpe in corso in Mali e ne ha discusso con il presidente nigeriano Mahamadu Issufu, l'ivoriano Alassane Ouattara e il senegalese Macky Sall esprimendo «il suo pieno sostegno agli sforzi di mediazione dell'Ecowas» (Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale). L'Eliseo ha fatto sapere che il capo di Stato francese «segue da vicino la situazione e condanna il tentato ammutinamento in corso».

Riunione di emergenza del consiglio di sicurezza dell'Onu sul Mali. Lo riferiscono fonti diplomatiche. Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, chiede il «rilascio immediato e senza condizioni» del presidente del Mali. È quanto si legge in una nota del portavoce.

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