acque terapeutiche

Terme, il segreto del benessere racchiuso in antiche sorgenti

di Marika Gervasio

3' di lettura

Salus per aquam, ovvero Spa: si pensa che a coniare questo acronimo furono i Romani, assidui frequentatori delle stazioni termali e profondi conoscitori dei benefici delle loro acque tanto da trasformarle in luoghi non solo di salute, ma anche di vita sociale, tra politica e affari. Ne scrivono Plinio e Vitruvio nei loro trattati, le analizzano, le classificano, le progettano.

Una tradizione antichissima, dunque, quella legata alle acque termali che, vista la conformazione idro-geologica del nostro Paese, offre la possibilità di effettuare trattamenti estetici e curativi per tanti e svariati disturbi, dalle infiammazioni alle vie respiratorie e osteoarticolari alle malattie della pelle e dell’apparato digerente. Possono essere assunte come bevanda, per irrigazione, per inalazione o per bagni, impacchi, fanghi e massaggi. Basta saper scegliere l’acqua giusta in base alla sua composizione e alle sue proprietà, tra quelle delle sorgenti naturali disponibili dal Veneto alla Calabria, passando per Lombardia, Toscana, Campania.

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Dal Veneto alla Calabria passando per Toscana e Campania, alla scoperta delle acque termali

Dal Veneto alla Calabria passando per Toscana e Campania, alla scoperta delle acque termali

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Innanzi tutto è bene precisare che con il termine “termale” si intende una sorgente di acqua calda, fino a 100 °C, e di origine profonda. La temperatura è importante perché più è alta più i minerali contenuti nell’acqua sono concentrati. Tra le acque più diffuse in Italia ci sono quelle sulfuree che vengono utilizzate – per inalazione, bagni o fanghi – per il trattamento di problemi respiratori, dermatologici e legati all’osteoporosi. Le sorgenti più famose sono Tabiano, Riolo Terme, Saturnia (si veda articolo sotto), Trescore Balneario, Acqui Terme, Bagno di Romagna e le Terme Luigiane in Calabria.

E le Terme di Sirmione che uniscono le proprietà delle acque sulfuree a quelle salsobromoiodiche, come spiega il direttore sanitario Carlo Sturani. «Due sono le risorse naturali delle Terme di Sirmione: acqua e fango termali, entrambe efficaci per mantenere il benessere della cute e per prevenire e trattare le malattie infiammatorie della cute. Hanno un’efficace azione idratante che rafforza la barriera cutanea e, grazie al contenuto di zolfo e altri oligoelementi, hanno una spiccata attività lenitiva. Il pH lievemente acido, poi, preserva la barriera epidermica, il benessere cutaneo e riduce il rischio di dermatite. Studi clinici hanno inoltre dimostrato l’effetto benefico della balneoterapia con acqua sulfurea nelle malattie infiammatorie della pelle come la psoriasi e le dermatiti croniche inclusa la dermatite atopica».

Oltre all’acqua, il fango: una mescolanza di argilla e acqua termale che subisce una lunga maturazione durante la quale si arricchisce ulteriormente di proprietà benefiche. È per combattere gli inestetismi della pelle. «La ricchezza di Cianobatterio aponinum del fango delle terme di Sirmione aumenta il potenziale anti-infiammatorio dell’acqua e riequilibra il microbiota cutaneo». conclude Sturani.

Le acque sulfuree e salsobromoiodiche sono estremamente tollerate sia dalle pelli molto sensibili che dalle mucose delle vie aree. L’origine delle acque salsobromoiodiche è salina: sono particolarmente adatte per il trattamento di disturbi osteoarticolari e cutanei, ma soprattutto ginecologici. Tra le località più rappresentative Salsomaggiore e Abano-Montegrotto, nel Bacino Euganeo, con acque che sgorgano a una temperatura di circa 87°C dopo un lungo viaggio sotterraneo di decine di anni dai Monti Lessini, Prealpi. Durante questo percorso a 2-3mila metri di profondità le acque si arricchiscono di sali minerali. Le acque termali sono utilizzate negli hotel di Abano e Montegrotto Terme in piscine termali, fanghi e terapie inalatorie (nella foto la piscina “Padiglione” dell’hotel Mioni Pezzato & Spa di Abano Terme).

A Chianciano, San Pellegrino Terme, Boario e Bormio si possono trovare, invece, le acque solfate, indicate soprattutto per trattare i disturbi del fegato, dell’apparato digerente e di quello gastrointestinale. Le cure vengono effettuate bevendo l’acqua oppure applicando dei fanghi sulle parti del corpo interessate.

Sono quattro le sorgenti termali salso-solfate-alcaline di Montecatini: Rinfresco, Leopoldina, Tettuccio e Regina dal caratteristico sapore salino e con diverse proprietà. Diuretica la prima, purificante la seconda usata anche per inalazione nelle affezioni respiratorie; mentre Regina è consigliata nelle insufficienze epatiche e disfunzioni delle vie biliari e Tettuccio è utile nei casi di dismetabolismo del colesterolo e per depurare il fegato. Nei fanghi servono per trattare artrosi e reumatismi. Della stessa famiglia sono le acque delle terme di Ischia.

Infine, disponibili anche in commercio oltre che in loco, le acque da tavola digestive e depurative bicarbonate che sgorgano dalle sorgenti di Sangemini e Recoaro.

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