SICILIA

Termini Imerese, un nuovo bando per la cessione dello stabilimento ex Blutec

Vertice al Mise sul futuro dell’area industriale. Stabiliti i prossimi passi: entro l’anno l’avviso, nei prossimi giorni firma dell’Apq da 240 milioni

di Nino Amadore

3' di lettura

Un nuovo bando entro la fine dell’anno per la cessione dello stabilimento ex Blutec di Termini Imerese, il rinnovo dell’accordo di programma per l’area di crisi complessa e la reindustrializzazione dell’area, scaduto nel 2018; la ricerca di una via d’uscita previdenziale per i lavoratori. Sono i tre punti emersi dal vertice che si è tenuto nel pomeriggio di giovedì 18 novembre al Mise cui hanno partecipato i rappresentanti di Invitalia, delle Regioni coinvolte, dei sindacati (Fim, Fiom e Uilm).

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Il nuovo bando

Il nuovo bando per la vendita dello stabilimento, spiega il segretario della Fiom siciliana Roberto Mastrosimone, sarà definito dai commissari della ex Blutec a conclusione di una serie di incontri che saranno organizzati per stabilire le esigenze di eventuali investitori, il ricollocamento dei lavoratori diretti e dell’indotto ex Blutec e le necessità di sviluppo del territorio.

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L’Accordo di programma

L’Accordo di programma che vale 240 milioni sarà invece firmato a giorni dal Mise e dalla Regione siciliana : Mise e Regione stanziano rispettivamente 150 e 90 milioni di euro. C’è una novità: l’Accordo di programma sarà allargato anche alle piccole e medie imprese che intendono investire nell’area industriale di Termini Imerese e quindi potranno concorrere anche aziende al di fuori del perimetro Blutec come quelle che hanno proposto investimenti nell’ambito della cosiddetta Meccatronica Valley promossa dal distretto della Meccatronica siciliana. La struttura per le crisi d'impresa del Mise coordinata da Luca Annibaletti monitorerà l'attuazione del percorso di reindustrializzazione, che sarà sostenuto attraverso tutti gli strumenti messi a disposizione dal Ministero.

Le richieste dei sindacati

I sindacati hanno chiesto il coinvolgimento «di tutti i protagonisti: Mise, Invitalia, Regione, comune di Termini Imerese e Confindustria». Un tema su cui hanno insistito i sindacati è quello dei circa 600 lavoratori del bacino Blutec: Fim Fiom e Uilm hanno sollecitato la firma del decreto dopo l’accordo sulla cassa integrazione prevista fino al 6 novembre del 2022. La richiesta dei sindacalisti è di dare la possibilità anche ai lavoratori delle aree di crisi complessa, come Termini Imerese, di potere andare in pensione a 62 anni e di potervi accedere anche come lavoro usurante. «Su questo tema il Mise ha garantito che approfondirà la questione – dice Mastrosimone –. Con questo intervento assieme a iniziative che potrebbero entrare nel nuovo Accordo di programma il bacino di lavoratori si potrebbe dimezzare e ciò renderebbe più agevole il percorso anche alle aziende che vorranno investire». Per Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto, «la ridefinizione dell’accordo di programma potrebbe costituire un’opportunità se aprisse alla possibilità anche di una pluralità di investitori di medie e piccole dimensioni, senza naturalmente distogliere nessuna risorsa dall’obiettivo del rilancio dell’aerea industriale di Termini Imerese». «Dal Sud deve ripartire il Paese dal rilancio dell’economia e dalla soluzione di vertenze cruciali come Blutec di Termini Imerese» ha ribadito invece il segretario generale Fim Cisl nazionale Roberto Benaglia che ha incontrato al Comune di Termini Imerese l'assessore comunale alle Infrastrutture Pippo Preti.

Decisa anche la cessione del sito di Atessa (Chieti)

Nel corso della riunione del tavolo di crisi a cui hanno preso parte i commissari straordinari di Blutec, le regioni e gli enti locali coinvolti, i sindacati è stata annunciata dal ministero dello sviluppo economico l’autorizzazione alla vendita del sito produttivo di Blutec di Atessa (Chieti), appartenente ad Ingegneria Italia. Nel corso della riunione è stato illustrato il percorso che porterà entro la fine dell'anno alla cessione formale del sito che opera nel settore della componentistica e la salvaguardia di circa 200 lavoratori, compresi i 27 addetti dell'ex sito produttivo di Tito Scalo (Potenza), che l'acquirente si è impegnato ad assumere.

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