industria

Termini Imerese, ultima chiamata per la riconversione

di Nino Amadore

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3' di lettura

Non è ancora la volata finale ma poco ci manca. Crisi di governo permettendo ovviamente. Ed è, si può dire, l’ultima chiamata per la riconversione dell’area industriale di Termini Imerese a distanza di quasi vent’anni dall’addio di Fiat. Va intanto a passo spedito il progetto per il rilancio dell’ex area Fiat che fa capo, come si ricorderà, alla Blutec oggi in amministrazione straordinaria ai sensi della legge Marzano. I commissari (Giuseppe Glorioso, Fabrizio Grassi e Andrea Bucarelli) stanno intanto lavorando al piano presentato all’inizio di ottobre per rispondere ad alcune richieste di chiarimento provenienti dal Mise cui spetta approvare il programma. Per quanto riguarda il futuro dello stabilimento di Termini Imerese ma soprattutto il destino dei lavoratori circola intanto un’ipotesi: l’impianto potrebbe essere trasferito a una newco controllata dai creditori pubblici di Blutec nell’ambito di un accordo concordatario sui debiti che l’azienda ha nei confronti dello Stato. La stessa newco affitterebbe successivamente l’impianto alle aziende che si occuperanno della riconversione industriale e sempre la newco potrebbe prendere in carico i lavoratori ex Blutec che saranno distaccati alle aziende che faranno l’investimento. Una strategia che potrebbe dare una risposta alle richieste dei sindacati i quali chiedono che gli operai in cassa integrazione restino in un unico bacino. Intanto alla fine di dicembre i 635 operai rimasti in carico a Blutec hanno avuto la proroga della Cassa integrazione fino a giugno.

Il 5 febbraio il ministero per lo Sviluppo economico dovrebbe pronunciarsi sul progetto di riconversione industriale presentato dal consorzio Smart City Group che nel frattempo, secondo indiscrezioni, avrebbe incassato l’interesse al progetto del Gruppo Banca Igiea e in particolare della Banca del Fucino e del fondo di investimenti Eureka.

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I vertici del consorzio presenteranno domani ai commissari di Blutec quello che viene considerato un piano di massima per la riconversione industriale di Termini Imerese che punta su energie rinnovabili, riciclo dei materiali, mobilità sostenibile e intelligenza artificiale. L’ultimo aggiornamento del piano del Consorzio in quello che è stato definito Smart Utility District con la creazione di un polo siciliano per l’economia circolare, prevede in questa prima fase un investimento di 144 milioni. Questi investimenti, spiegano i vertici di Smart City Group che nei giorni scorsi hanno avuto un confronto con i vertici della Città metropolitana di Palermo e con alcuni assessori regionali, garantiranno l’assunzione, previo processo di valutazione e formazione a cura di Synergie Italia che è partner in questa iniziativa, di 446 degli ex dipendenti Blutec, oltre alla creazione di 157 nuovi posti di lavoro destinati a tecnici specializzati nei singoli settori di attività, e figure manageriali necessarie alla conduzione di ciascun progetto, per un totale di 603 unità. In una seconda fase, in caso di favorevole esito delle trattative in corso, con l’avvio di ulteriori iniziative (le manifestazioni di interesse sono arrivate recentemente) il totale degli investimenti arriverebbe a oltre 250 milioni e il numero di occupati potrebbe superare il migliaio.

C’è poi il capitolo degli investimenti pubblici nell’area: riamane aperte la possibilità, spiegano i vertici del consorzio, di accedere alle risorse previste dalla Regione siciliana ed elencate nell’Accordo di programma, che prevedono tra le misure del Poc 2014/2020 per un totale di importi disponibili di 90 milioni disponibili per la riqualificazione del sito industriale di Termini Imerese, cui si aggiungono le risorse previste dalla misura Fsc 2014/2020 che prevede un totale di circa 64 milioni destinati alla voce Contratti di sviluppo.

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