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Termosifoni, elettrodomestici e docce: come tagliare la bolletta

Tra le mura domestiche molti gli accorgimenti che le famiglie possono mettere in atto, come sprecare meno acqua calda e spegnere personal computer e tv

di Jacopo Giliberto

Tutte le misure contro il caro-gas, dal carbone ai termosifoni

3' di lettura

Certo, il valore etico del risparmio. Naturale, il sentimento di tutela dell’ambiente. Ovvio, c’è anche la condivisione di un impegno collettivo simile, per certi versi, a quel sentimento di coesione dei tempi dolorosamente orgogliosi delle canzoni dai balconi durante il confinamento virale. Ma alla fine ciò che funziona più di ogni altra cosa per ridurre i consumi di energia nelle case, negli uffici, nei negozi, negli stabilimenti, nei laboratori e nelle altre attività umane è il costo insolente del metano e, di conseguenza, il prezzo sfacciato della corrente elettrica.

L’aggiornamento tariffario trimestrale deciso dall’autorità dell’energia Arera per il 1° luglio, senza variazioni di rilievo, aveva rinviato di tre mesi la randellata delle bollette prevista per il 1° ottobre.

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Le soluzioni per fare a meno dell’energia sono note da settimane, ma sono conosciute da sempre: meno sprechi, soprattutto per riscaldare o raffreddare case e luoghi di lavoro. Ma prima, un paio di numeri di inquadramento.

I 25,7 milioni di famiglie italiane potrebbero risparmiare 5,5 miliardi di metri cubi di metano l’anno — il doppio di quanto si estrae oggi dai grandi ma ormai spompati giacimenti nazionali di gas — se la doccia venisse fatta a giorni alterni (risparmio per famiglia: 95,7 metri cubi di gas in meno l’anno) e se i termosifoni venissero abbassati di un grado (risparmio per famiglia: 118,6 metri cubi di gas l’anno). Questi numeri non sono del Governo; sono il risultato di una ricerca condotta qualche mese fa dall’ingegner Nicolandrea Calabrese, responsabile del laboratorio dell’Enea sull’efficienza energetica negli edifici.

Il documento del Governo si chiama «Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas naturale», è stato presentato una settimana fa, è un file in formato Pdf di 15 pagine, è stato emanato dal ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani ma, in trasparenza si può leggere la “firma” culturale di Gilberto Dialuce, il presidente dell’Enea, ingegnere minerario, espertissimo di energia. E il documento del ministro Cingolani contiene proprio un’evoluzione di quegli studi con cui l’ingegner Calabrese dell’Enea analizza i comportamenti virtuosi dei 25,7 milioni di famiglie italiane.

Le misure del “piano Cingolani” avranno l’effetto desiderato? C’è molto auspicio ma al tempo stesso serve una doccia fredda di pessimismo razionalista. Mancano i controlli per far rispettare ore e temperature del riscaldamento. Negli edifici pubblici, dice il piano, «sarà possibile comunque attuare, oltre a controlli a campione su edifici pubblici, grandi locali commerciali, punti a maggiore consumo, una responsabilizzazione dei conduttori degli impianti di riscaldamento centralizzato, monitorando a livello di reti di distribuzione gas cittadine la risposta degli utenti utilizzando i dati orari di prelievo». Controlli a campione; insomma, tanta fiducia per gli obbedienti e rischio quasi zero per i disubbedienti. Per i comportamenti individuali delle famiglie, invece, controlli zero: si punterà su quella moral suasion, quel convincimento collettivo che nei momenti disgraziati unisce le persone in comportamenti virtuosi. E soprattutto l’opera più convincente sarà data dalle bollette dal prezzo sfrontato.

LE BUONE ABITUDINI CHE FANNO SPENDERE MENO
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Insomma, il “piano Cingolani” non è perfetto ma secondo l’economista dell’energia Alessandro Marangoni (Althesys) «il vero rischio è il non fare».

Come dicono i milanesi, «piuttosto che niente, è meglio piuttosto», e cioè si evitano le soluzioni superbe e disastrose che i veneti definiscono «la toppa è peggio del buco».

Le misure del piano intendono dare all’Italia una trentina di miliardi di metri cubi alternativi a quelli importati nel 2021 dalla Russia. Più fonti rinnovabili d’energia, nuovi giacimenti, nuove provenienze del metano, ricorso a carbone e biometano sono alcuni dei modi.

Ma 8,2 miliardi di metri cubi si possono ottenere dal risparmio energetico. Per esempio ottimizzando il riscaldamento delle case — tagliare un grado, di 15 giorni di periodo di riscaldamento e di un’ora al giorno — il Governo pensa di mettere a risparmio 2,7 miliardi di metri cubi di gas; altri 2,7 miliardi di metri cubi si possono risparmiare con i comportamenti intelligenti ed etici dei cittadini (si veda anche la scheda in pagina). Come le soluzioni di cui si parla da una settimana: la doccia sobria e i termosifoni a temperatura punitiva.

Riproduzione riservata ©
  • Jacopo Gilibertogiornalista

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: ambiente, energia, fonti rinnovabili, ecologia, energia eolica, storia, chimica, trasporti, inquinamento, cambiamenti climatici, imballaggi, riciclo, scienza, medicina, risparmio energetico, industria farmaceutica, alimentazione, sostenibilità, petrolio, venezia, gas

    Premi: premio enea energia e ambiente 1998, premio federchimica 1991 sezione quotidiani, premio assovetro 1993 sezione quotidiani, premio bolsena ambiente 1994, premio federchimica 1995 sezione quotidiani,

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