Startup

Termotag, il bracciale che regola la temperatura corporea

L'idea di due giovani abruzzesi, tra i vincitori di InnovAzioni 2019 di Confindustria Chieti. Ora si punta alla commercializzazione: contatti con un consorzio di ospedali a Singapore

di Simona Rossitto


default onloading pic
Il bracciale da polso Termotag permette di modificare la temperatura corporea. Il principio è lo stesso che si innesca quando d'estate si mettono i polsi sotto l'acqua fredda

4' di lettura

L’idea gli è venuta negli Stati Uniti, dove il quarantenne teatino Luca Amicone, studi in economia e management a Pescara e un lavoro in banca, era andato a trascorrere qualche mese per perfezionare l’inglese. «In America - racconta l’imprenditore che con il suo bracciale Termotag è tra i vincitori della sesta edizione di InnovAzioni 2019 di Confindustria Chieti - ho visto che si usavano condizionatori in maniera spropositata per abbassare la temperatura nei pullman, negli uffici, nei negozi. A me, come penso anche ad altre persone, creava un certo di disagio». Da qui Amicone, che vive oggi a Chieti Scalo, ha cominciato a studiare la creazione di un dispositivo che regoli la temperatura corporea in maniera autonoma. Ritornato in Italia, ha cercato delle persone esperte che lo aiutassero a realizzare il suo progetto, e le ha trovate proprio vicino casa sua.

«A 200 metri dalla mia abitazione – prosegue Amicone - c’è l’università di medicina dove lavora un professore che mi ha messo in contatto con Antonio Sese, l’esperto di elettronica che mi ha aiutato a realizzare il dispositivo e adesso è diventato il mio socio». Amicone, per non creare uno strumento invasivo o troppo ingombrante ha pensato a un bracciale da polso che si possa indossare più facilmente rispetto a una fascia cervicale o toracica. Inoltre, spiega, il bracciale non si trova vicino a organi vitali. «Il mio socio Antonio Sese – continua Amicone - ha realizzato il prototipo tre anni fa, subito dopo abbiamo depositato il brevetto e partecipato a un bando europeo, vincendolo. Solo allora abbiamo costituito la nostra start up innovativa nella quale è entrata anche Fira, la finanziaria regionale abruzzese». Proprio grazie all’apporto di Fira, Amicone e Sese sono riusciti ad approdare a un prototipo più evoluto: «In un anno e mezzo – spiega – abbiamo realizzato la parte elettronica pre-industrializzata».

Il prodotto messo a punto rispetta i requisiti per la certificazione Ce: tra questi, quello più importante riguarda la sicurezza sul surriscaldamento cutaneo. «Abbiamo incontrato – racconta Amicone- interesse nel mondo paramedicale e abbiamo effettuato pre test in un laboratorio accreditato: la variazione termica è reale, il corpo su sollecitazione del nostro dispositivo inizia a reagire modificando la temperatura corporea. Il principio è lo stesso che si innesca quando d’estate, dopo per esempio aver fatto una corsa, si mettono i polsi sotto l’acqua fredda. La temperatura del corpo, grazie al braccialetto, varia da uno a tre gradi».

L’obiettivo di Termotag è duplice. Oltre a modificare, in più o in meno, la temperatura di chi lo indossa, infatti, induce a usare meno condizionatori per raffreddare l’ambiente in estate e meno mezzi di riscaldamento in inverno. Il dispositivo è già predisposto per l’internet delle cose in modo tale da farlo dialogare con altre strumentazioni: ad esempio il bracciale può interagire con i condizionatori in ufficio. «Se, ad esempio, in estate io entro nel mio ufficio e sono solo in stanza, il dispositivo può comunicare al condizionatore di funzionare diversamente o spegnersi. Termotag è, quindi, uno strumento di particolare aiuto per il risparmio energetico e la diminuzione delle emissioni atmosferiche».

All’obiettivo finale di commercializzare Termotag , tuttavia, manca ancora un ultimo, fondamentale, passo: occorre cioè realizzare uno stampo industriale, di cui si sta elaborando la scelta grafica, per poter poi avviare un processo di industrializzazione vero e proprio. Per fare questo serve la partecipazione di un partner industriale forte. «Abbiamo riscontrato molto interesse per il nostro dispositivo. In occasione della partecipazione al Biat (Borsa dell’innovazione e dell’alta tecnologia) di Bari, ad esempio, abbiamo avuto contatti con un consorzio di ospedali di Singapore che hanno particolarmente apprezzato Termotag poiché nelle loro strutture non possono utilizzare i condizionatori per la maggior parte dei pazienti. Il braccialetto risolverebbe loro il problema, ma al momento siamo nella fase dell’avvio di colloqui».

Al di là della possibilità di trovare importanti partner esteri, Amicone resta comunque dell’idea di sviluppare il suo progetto in Italia, trovando tutte le competenze necessarie nel territorio, dove, peraltro, ha trovato eccellenze nel campo della ricerca. «Sia in Abruzzo, sia nel resto d’Italia, abbiamo avviato dei colloqui, abbiamo avuti dei contatti interessanti». In generale Amicone crede nel sistema imprenditoriale del nostro Paese, pensa che in Italia ci siano le condizioni necessarie per fare impresa, e cerca di sfruttare al massimo tutte le possibilità e le opportunità offerte oggi dalla legge. «Ad esempio siamo la prima start up innovativa che si è costituita in Abruzzo senza intervento del notaio. Cerchiamo di sfruttare al massimo l’innovazione giuridica del nostro Stato, quando viene emanata una legge nuova sulle start up la studio e cerco di applicarla». In generale, conclude Amicone, «ci sono condizioni per fare impresa in Italia; in questo momento nutro forti speranze sul fondo nazionale per l’Innovazione di prossima costituzione, sarebbe un veicolo molto utile e ci permetterebbe di essere al passo con le altre realtà europee che hanno già impostato questi fondi unici globali».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...