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Terna, piano da 7,3 miliardi per accompagnare la rete nella sfida della transizione energetica

Investimenti al massimo storico per rafforzare ulteriormente il sistema e fare dell’Italia l’hub elettrico europeo

di Celestina Dominelli

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Investimenti al massimo storico per rafforzare ulteriormente il sistema e fare dell’Italia l’hub elettrico europeo


3' di lettura

Un focus ancora più forte sulla rete elettrica nazionale, alla quale, non a caso, è dedicato lo sforzo prevalente messo in pista da qui al 2024 (oltre 4 miliardi) con l’obiettivo di fare dell’Italia lo snodo cruciale del mercato elettrico dell’Europa. E un impegno, altrettanto significativo per svecchiare ed efficientare gli asset esistenti, puntando sempre più su digitalizzazione e innovazione (due voci che, in modo trasversale, assorbiranno circa 900 milioni di investimenti). Sono gli assi principali del nuovo piano strategico di Terna che è pronta a mettere in campo 7,3 miliardi di investimenti nei prossimi 5 anni per fare della rete elettrica un driver cruciale per la transizione energetica.

Investimenti al massimo storico
Per centrare l’obiettivo, la società guidata da Luigi Ferraris ha così scelto di implementare le risorse a disposizione con il livello di investimenti più alto di sempre (un 20% in più rispetto ai 6,2 miliardi previsti dal precedente piano) e sfruttando ancor di più tutte quelle leve che consentiranno di assicurare un sistema elettrico sempre più decarbonizzato, a partire dall’ormai rodato modello di progettazione partecipata che punta sul coinvolgimento di tutti i principali stakeholder (dai cittadini alle istituzioni).

Focus sul business regolato
Nel dettaglio, il piano illustrato martedì 10 marzo alla comunità finanziaria, prevede, come detto, oltre 4 miliardi per rafforzare ulteriormente le connessioni tra le varie zone di mercato, razionalizzare le aree metropolitane e incrementare le connessioni, come il famoso “triterminale” (ora ribattezzato Tyrrhenian link), che servirà ad accrescere lo scambio di elettricità tra Sicilia, Sardegna e Campania), e il Sacoi 3, il rafforzamento del cavo tra Sardegna, Corsica e Continente. Altri 2 miliardi saranno poi dedicati ad attività di rinnovo ed efficienza (oltre 2 miliardi), mentre un miliardo sarà messo in campo per migliorare la sicurezza e la stabilità della rete.

Ricavi in forte crescita al 2024 e politica dei dividendi generosa
Un mix di risorse che, secondo le previsioni di Terna, consentirà di arrivare al 2024 con 2,94 miliardi di ricavi e 2,17 miliardi di ebitda (con una crescita media annua, rispettivamente, del 5% e superiore al 4%), mentre la Rab (vale a dire il valore degli asset regolati) è attesa a 19,7 miliardi nel 2024, con un ritmo di progressione annua pari al 5% (a fine 2020, invece, l’asticella dovrebbe attestarsi a 15,8 miliardi). Quanto alla remunerazione degli azionisti, la società promette una politica di dividendi generosa con una crescita media annua della cedola, nei primi tre anni, dell’8% rispetto al valore del 2019 (e comunque superiore al 7% del vecchio piano) e, nel biennio successivo, con un pay out (che misura il rapporto tra il totale dei dividendi distribuiti e gli utili societari) del 75% agganciato comunque a un livello minimo garantito (la cedola del 2022).

La bussola per le opportunità oltreconfine
Sul fronte delle attività non regolate, poi, Terna proseguirà lungo l’asse tracciato dal suo ad con l’implementazione di soluzioni e prodotti a valore aggiunto per i suoi clienti. Tradotto: sfruttando l’expertise dei suoi uomini e quella delle società via via acquisite (da ultimo, il gioiellino svizzero dei cavi terrestri Brugg Kabel), la spa dell’alta tensione fornirà “pacchetti chiavi in mano” dall’alto profilo tecnologico e innovativo. Da questo capitolo il gruppo si attende un contributo all’ebitda di 450 milioni. Quanto allo sviluppo oltreconfine, la rotta fissata in questi anni da Ferraris non è mutata: occhio attento a tutte le opportunità sull’estero che garantiscano basso profilo di rischio e limitato assorbimento di capitale a fronte di un impegno che sarà, al netto dei progetti in corso, inferiore ai 150 milioni.

Per approfondire:
Più energia rinnovabile, più sicurezza. Alleanza strategica tra Difesa e Terna
Terna, via al primo “ponte” elettrico tra Italia e Balcani

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