infrastrutture

Terna scommette sul Centro Italia: piano da 1,3 miliardi

Dal Sacoi 3 al riassetto della rete elettrica di Roma: ecco gli investimenti pianificati dalla società nei prossimi 5 anni

di Celestina Dominelli

3' di lettura

Un impegno consistente: 1,3 miliardi investiti tra Lazio, Marche, Umbria, Toscana ed Emilia-Romagna da qui al 2025, con circa 300 imprese in prima linea e 1400 tra operai e tecnici impegnati in attività di cantiere e lavorazioni in fabbrica (ai quali si aggiungeranno circa 170 tra professionisti e studi tecnici). È questo lo sforzo tratteggiato da Terna per il Centro Italia nell’ultimo piano strategico che è stato presentato a metà novembre dall’ad Stefano Donnarumma e che prevede nel complesso 8,9 miliardi nei prossimi cinque anni per lo sviluppo e il rafforzamento della rete elettrica nazionale.

L’ammodernamento del Sacoi

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Tra gli interventi principali messi nero su bianco dal management della spa dell’alta tensione, figura il nuovo collegamento elettrico Sacoi 3, un progetto strategico per la Toscana e per l’intero Paese che punta a rinnovare con moderne tecnologie l’attuale cavo marino tra Sardegna, Corsica e la penisola. Una grande opera che comporterà un investimento di 600 milioni per Terna e che ha visto anche la messa a punto di un concorso, fortemente voluto dalla società e rivolto ai professionisti toscani, per la realizzazione della futura stazione elettrica di conversione di Suvereto. Così, nelle scorse settimane, la commissione, composta dai tecnici Terna e da una delegazione del Comune della Val di Cornia, ha avviato la valutazione delle soluzioni architettoniche presentate per il futuro snodo con l’obiettivo di individuare la proposta progettuale in grado di realizzare il migliore equilibrio di tutti gli elementi che compongono l’opera e l’area circostante. Successivamente sarà stilata una graduatoria tecnica delle soluzioni presentate e, una volta effettuata la verifica tecnica della documentazione amministrativa, si procederà alla proclamazione del vincitore.

La scelta del progetto per la nuova stazione elettrica di Suvereto sintetizza efficacemente la strategia che Terna ha adottato negli ultimi anni per l’ammodernamento della rete elettrica lungo la penisola: ampio dialogo e condivisione dei percorsi con le comunità locali e le amministrazioni al fine di individuare le soluzioni capaci di generare i necessari benefici per il sistema e di integrarsi al meglio con l’ambiente circostante. Non a caso, i criteri di valutazione delle proposte pervenute alla commissione spaziano dalla minimizzazione dell’impatto ambientale al ripristino della vegetazione, dal carattere estetico alla riduzione delle tempistiche di realizzazione.

Il riassetto delle grandi città

Il Sacoi 3, però, è solo uno dei tanti tasselli del piano di opere per il Centro Italia che destinerà oltre 530 milioni, sugli 1,3 miliardi complessivamente programmati, a interventi per l’ammodernamento e la resilienza degli asset esistenti. Tra le mosse incluse nel piano, Terna ha infatti inserito anche il riassetto delle reti elettriche delle grandi città, a cominciare da Roma dove il progetto risponde all’esigenza di ammodernare e potenziare l’infrastruttura della capitale in modo da far fronte al fabbisogno crescente di elettricità collegato al forte sviluppo residenziale e commerciale che Roma ha conosciuto negli ultimi anni. Un analogo percorso sarà poi realizzato anche per Firenze con la demolizione di circa 20 chilometri di vecchie linee in un’area di grande pregio ambientale e per Bologna: il riassetto del capoluogo emiliano consentirà l’ammodernamento delle rete 132 kilovolt dell’area senza rendere necessaria la realizzazione di una infrastruttura a nord della città e di restituire oltre 140 ettari di territorio liberato dalle infrastrutture elettriche.

L’attenzione all’ambiente

L’attenzione all’ambiente circostante è, come detto, è trasversale all’intero piano di Terna. E, solo nel Centro Italia, gli interventi di sviluppo e di ammodernamento consentiranno la demolizione di circa 212 chilometri di linee ormai obsolete e la realizzazione di 130 chilometri di cavi interrati di ultima generazione. In alcuni casi, poi, saranno previste anche valutazioni ad hoc per ridurre al minimo l’impatto delle nuove opere nel contesto paesaggistico. Un esempio? Il tratto toscano della nuova linea a 380 kilovolt Colunga-Calenzano di oltre 80 chilometri che prevederà anche delle varianti in modo da allontanarsi da aree urbanizzate in una fase successiva alla realizzazione dell’elettrodotto esistente e datato fine degli anni ’50. La nuova infrastruttura sarà inoltre oggetto di uno studio delle cromie del territorio che permetterà di armonizzare i sostegni con l’ambiente circostante.

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