ACCOLTI I RICORSI DEI CITTADINI

Terra dei fuochi, la Corte di Strasburgo avvia processo contro il governo italiano


Terra dei fuochi, da 24 anni in attesa

2' di lettura

La Corte di Strasburgo ha avviato il processo contro il Governo italiano per la situazione nella cosiddetta Terra dei fuochi, l’area della provincia campana diventata nota per l’interramento e il rogo abusivo di rifiuti. Il Tribunale ha accolto in via preliminare i ricorsi ricevuti da cittadini e associazioni che denunciano la violazione dei loro diritti alla vita e al rispetto della vita famigliare, sanciti dalla convenzione europea dei diritti umani. I ricorrenti sostengono che lo Stato non abbia preso misure per ridurre il pericolo, nonostante fosse consapevole del rischio reale e immediato. La Corte ha registrato oltre 3.500 ricorsi nel solo 2014.

L’iter della Corte sul caso italiano
Dopo aver analizzato le denunce arrivate a Strasburgo tra l'aprile di quell’anno e lo stesso mese del 2015, la Corte ha deciso di dare il via al contraddittorio tra le parti, ritenendo almeno per ora ammissibile quanto viene sostenuto. Da qui è stato comunicato al governo le violazioni che oltre 30 persone e 5 associazioni sostengono di aver subito. I ricorrenti sostengono che nonostante le autorità fossero a conoscenza dell'esistenza di un rischio reale e immediato per la vita delle persone (alcune decedute), causato dall'accumulo e dalla combustione di rifiuti tossici nelle discariche abusive, non abbiano preso misure per ridurre il pericolo. Inoltre imputano allo Stato di non aver introdotto leggi per perseguire efficacemente i responsabili dell'inquinamento, e di non aver informato la popolazione sui rischi per la salute.

I ricorrenti chiedevano anche di condannare le autorità italiane per il mancato rispetto dell'articolo 10 della stessa Convenzione, quello che sancisce il diritto a
essere correttamente informati. In quest'articolo, dedicato alla libertà d'espressione, è protetta anche la «liberta' di ricevere o di comunicare informazioni». Nel comunicare i ricorsi al governo la Corte chiede una serie di informazioni per poter poi decidere se i ricorsi sono effettivamente fondati e in caso affermativo quali violazioni siano state commesse. Tra l'altro chiede quali misure siano state adottate per identificare le zone inquinate e verificare il livello di inquinamento di aria, suolo e acqua e esaminare il suo impatto sulla salute della popolazione. E richiede informazioni sulle indagini condotte per individuare i responsabili dei reati ambientali e quali risultati abbiano portato. Spetta ora al governo fornire le prove per dimostrare che ha fatto tutto il necessario per proteggere i cittadini.

Costa: Strasburgo rafforza azione governo
Il procedimento contro lo Stato italiano avviato dalla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo sulla Terra dei fuochi «dà maggior forza all'azione
del governo e per me che, prima da generale della Guardia Forestale e poi da generale dei Carabinieri, ho fatto le indagini è una conferma che non sbagliavamo, che era giusto fare quelle indagini per avere il coraggio di cambiare le cose». Lo ha detto il ministro dell'Ambiente Sergio Costa. Il ministro ha ricordato le iniziative del governo come «il patto d'azione Terra dei fuochi, la norma del decreto di sicurezza che individua i percorsi di tutela da incendi delle piattaforme di rifiuti e la legge Terra mia, la cui ossatura ormai è pronta e affronterà le vicende delle terre dei fuochi», con sanzioni più stringenti per chi inquina e disposizioni per la bonifica dei siti inquinati.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...