Fra fisarmoniche e Buttafuoco, Oltrepò da scoprire a ritmo lento

2/6Idee e Luoghi

Terra di vino, di nebbia e di storia

La forma dell'Oltrepò, che ricorda un grappolo d'uva, sembra disegnata apposta per valorizzare le quattro valli che si aprono a ventaglio verso il grande fiume, in un panorama di dolci colline che in alcuni punti si arrampicano sulle pendici dell'Appennino fino a 1.700 metri di altezza. Pochi lo sanno ma questo “triangolo” è una delle aree vitivinicole più estese d'Italia, grazie ai suoi circa 13mila ettari di vigneti, e produce oltre il 60% dei vini della Lombardia. Qui il prelibato nettare si fa da più di 2000 anni (al 40 a.C. risale la prima citazione), quando gli antichi oltrepadani non potevano certo sapere che questo territorio si colloca lungo il 45esimo parallelo, la latitudine dei grandi vini del mondo, dal Piemonte alla zona del Bordeaux per arrivare nell'Oregon. E poi il clima, che in questo periodo regala la suggestione di un paesaggio che appare e scompare nella nebbia, che risente delle influenze marine della vicina Liguria e richiama quello continentale della Pianura Padana, fondendosi con terreni di calcare, argilla o ghiaia nel segno di una biodiversità davvero unica. L'Oltrepò si specchia nella sua grande tradizione vinicola (gli spumanti metodo classico ma anche i rossi di invecchiamento) e delle sue tante cantine ma regala ai visitatori che arrivano dal Nord Europa (o dal milanese per le gite fuori porta) anche molto altro, storia e tradizioni, ottima cucina e il fascino difficilmente descrivibile di una terra di confine.

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