Cocktail in piazza

Terrazza Aperol nel centro di Venezia: spritz da manuale, format da esportare

Aperta in Campo Santo Stefano, dalla prima colazione a dopocena, con la cucina di Aimo e Nadia: ma non bisogna temere per il conto, nonostante la doppia stella

di Sara Magro

2' di lettura

Campo Santo Stefano è la piazza di ritrovo e relax dei veneziani. Lo spritz è il più popolare dei cocktail veneziani. Il prosecco è la più famosa doc veneta, e l'Aperol, uno degli aperitivi più famosi del mondo, è nato nel 1880 nella vicina a Padova. È naturale dunque che la prima Terrazza Aperol, inaugurata lo scorso 30 agosto, aprisse nella città lagunare.

Con lo spritz come prima voce nel menù, il nuovo locale è prima di tutto un bacaro, la caratteristica osteria veneziana qui in versione contemporanea firmata dallo studio di Vudafieri-Saverino Partners, che è partito dalla tradizione per sviluppare il progetto di design. Il pavimento è ricavato dai vecchi pali in legno di quercia che si usano in laguna per indicare i canali navigabili, mentre il bancone è rivestito in pannelli di policarbonato arancioni realizzati con stampanti 3D e gli specchi, arredo tipico dei locali veneziani, spesso nascondono monitor interattivi.

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Con gli interni quasi completamente dedicati al servizio e alla cucina, lo spazio si sviluppa soprattutto all'aperto sulla piazza, come molti locali veneziani. In questo caso diventa un format, perché Terrazza Aperol aprirà in altre città anche all'estero, sempre con la duplice anima di osteria e bar, dove fermarsi in qualunque momento della giornata, dalla prima colazione al dopocena, e non solo per bere lo spritz perfect serve, come ci tengono a sottolineare i ragazzi che lo preparano: «calice colmo di ghiaccio, 3 parti di prosecco, 2 di Aperol, 1 di selz, in quest'ordine raccomanda lo staff. E una fetta d'arancia che richiama l'essenza dell'aperitivo».

Protagonisti del menù sono anche i “cicchetti”: polpettine, polenta e baccalà mantecato, burro e acciughe sarde in saor, mini parmigiane e altri stuzzichini con ricetta di Alessandro Negrini e Fabio Pisani.

Gli chef del ristorante Aimo e Nadia firmano la cucina, che apre a colazione con pan brioche farcito di creme, yogurt e frutti di bosco o salato con uova e avocado, e continua con una dozzina di piatti italiani e veneziani, come maccheroni con seppie in tecia, moscardini in umido e fagioli e tiramisù

Le due stelle Michelin potrebbero far temere per il conto, invece no. Uno spritz con un cicchetto costa 7 euro, ogni cicchetto 2,5 e il brunch 25 euro. Che per stare seduti in un campo nel centro della città è onesto o comunque uguale agli altri bacari e bar di Venezia.

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