Terrazze sul mare dal Veneto alla Sicilia: dieci ristoranti affacciati sul blu
di Federico Cesare Viola
4' di lettura
La rassegna per una reale esperienza gastronomica e panoramica uniche al mondo.
TAORMINA
Il pop up con vista sull’Etna
La terrazza del Belmond Grand hotel Timeo (Via teatro Greco 59) è una delle più spettacolari: alle spalle il teatro Greco, sotto i piedi i lussereggianti giardini dell’albergo, davanti agli occhi la baia di Naxos e la maestosa figura dell’Etna. Fino al 15 settembre si può provare il nuovissimo Otto Geleng, pop up restaurant aperto per soli 16 commensali ogni sera. Tra le proposte dello chef Roberto Toro: capesante con ceci, mela verde e bottarga di tonno, o tubettini di pasta con verdure dell’orto, ragusano e lamponi. Non per utti (ma è il piatto migliore del menu) la sferzata iodata degli spaghetti con ostriche Belon, prezzemolo e briciole di mare.
COSTIERA AMALFITANA
“Meditazioni” sotto la pergola
A picco sul mare, ricavato in quello che fu luogo di preghiera delle suore domenicane (che crearono le celebri sfogliatelle di Santa Rosa), il Monastero Santa Rosa Hotel & Spa vanta anche Il Refettorio, ristorante una stella Michelin di Christoph Bob, tedesco trapiantato in Costiera Amalfitana. Seduti sotto la pergola fiorita, davanti al Golfo di Salerno, si possono gustare piatti mediterranei di tecnica e cuore, dal “polpo in giardino” agli gnocchi di patate al limone, dal lombo di agnello al “Bellini a dessert”.
MONOPOLI
Pieds dans l'eau in stile borbonico
Dove un tempo c’era una riserva di pesca borbonica, la scorsa estate è stato inaugurato La Peschiera, boutique hotel con ristorante in posizione perfetta per perdersi con lo sguardo nel mare pugliese. A meritare una sosta non è solo la vista dalla pedana/terrazza di legno, ma anche la cucina dell’executive chef Vito Casulli, con un menù che è un tributo alla ricchezza della regione. I piatti da scegliere? Il trittico di tartare e i cavatelli artigianali con ragù di triglia, cipolla rossa di Acquaviva e olive leccine
FREGENE
Luci felliniane sul Tirreno
Una cucina semplice e garbata, grandi materie prime e uno spettacolare tramonto sono le promesse (mantenute) di Rosario Malapena, chef e patron del Rosario all’Albos Club, luminoso chalet di legno bianco, con finestre disegnate da Pier Luigi Nervi, al primo piano di uno stabilimento di Fregene. Plateau di crudi, frittura e spaghetti alle telline (o ricci di mare) che valgono il viaggio, accompagnati da Champagne, sulla terrazza che guarda alle file di ombrelloni e alla spiaggia tanto amata da Fellini.
LIGURIA
Nell'ex casinò sul confine
Nato come Casinò negli anni Trenta, a pochi passi (letteralmente) dal confine con la Francia e a picco sul mare della Costa Azzurra, il ristorante Balzi Rossi propone una raffinata cucina di territorio. Da provare il nasello alla brace e i classici “plin della Pina”.
PUGLIA
Quella terrazza sotto la grotta
La terrazza incastonata in una grotta naturale, affacciata sul mare cristallino, fa di Grotta Palazzese uno dei ristoranti più romantici (e celebri) al mondo. Da assaggiare il raviolo di burrata pugliese con crema di borragine, sfilacci di filetto di manzo e granella di pistacchio.
VENEZIA
Laguna romantica con dj-set
Ideale per un lunch leggero – tra un tuffo e l’altro nella rooftop pool – o per una cena romantica, il ristorante e bar Sagra al quarto piano del JW offre una grandiosa vista sulla laguna di Venezia e una cucina che rende omaggio alla diversità della tradizione regionale italiana. L’occasione per scoprirlo può essere il 31 agosto, quando qui è in programma Riflessi, serata con dj-set, bollicine Ferrari e caviale Calvisius. Il resort ospita anche il Dopolavoro, l’eccellente ristorante fine dining curato da Giancarlo Perbellini.
ISOLA DI SALINA
Colori e sapori delle Eolie
A sinistra Stromboli, a destra Panarea, sospese nel mare delle Eolie: la vista dalla terrazza di Capofaro, la tenuta di Tasca d’Almerita a Salina (dove producono la Malvasia), è una fotografia impossibile da dimenticare. Così come i sapori della cucina di Ludovico De Vivo, raffinato interprete dei prodotti del territorio e dell’orto - provate i fagottini di foglie di cappero, sgombro e finocchio fermentato - a pochi metri dai tavoli. Novità: da questa estate si può dormire nelle suite ricavate all’interno del faro.
NAPOLI
Un nuovo sguardo sul Golfo
Dal ristorante gourmet George, aperto da poche settimane sul rooftop del Grand Hotel Parker’s di Napoli, si gode di un panorama unico su Castel dell’Ovo e tutto il golfo. Restyling firmato dallo studio Pisani Morace e cucina affidata a Domenico Candela, tornato nella sua città dopo esperienze con Antonio Guida e Yannick Alléno. Sorprendente lo spaghettone del Pastificio dei Campi con diverse qualità e consistenze di pomodori campani così come la cernia di scoglio su fondo marino, limone di Sorrento e salsa iodata.
PORTO ERCOLE
Dopo il mare, astice e Martini
Dopo un tuffo corroborante nelle (solitamente fredde) acque dell’Argentario, dopo una sosta al bar con un impeccabile Pelican Martini, si sale ancora di qualche scalino per sedersi ai tavoli con vista del ristorante dell’Hotel Il Pellicano, rifugio di charme a Porto Ercole. Da quest’anno in cucina c’è Michelino Gioia (per 13 anni già alla Posta Vecchia, l’altro hotel di proprietà della famiglia Sciò) che seduce con l’astice blu con pappa al pomodoro, ricotta, levistico e basilico e i bottoni di caprino con gobbetti, limone, rapa e bisque cremosa.
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