nuovo sisma

Terremoto: scossa di 6 gradi a Creta. In Albania, almeno 30 morti

La scossa di magnitudo 6,2 ha colpito la costa settentrionale dell’Albania, nella zona di Durazzo. La profondità del sisma ha evitato lo tsunami


Forte terremoto in Albania: vittime e crolli, oltre 150 feriti

4' di lettura

Nuovo terremoto con una forte scossa di magnitudo 6 ha colpito l’isola di Creta nella mattinata di mercoledì 27. L’epicentro, secondo l’Ingv che ha registrato la scossa, risulta essere a una profondità di una ventina di chilometri, tra le isole di Creta e di Kythera. Intanto in Albania il bilancio delle vittime è salito a 30, ma si scava ancora tra le macerie, dopo la scossa di magnitudo 6,2 che ha colpito alle 3:54 di martedì 26 la costa settentrionale del paese, vicino a Durazzo.

Gli effetti della scossa albanese
Il sisma è stato avvertito distintamente anche in Italia, in particolare in Puglia, Basilicata e fino nelle Marche. Altre scosse di intensità più bassa si sono ripetute nelle ore successive (almeno un centinaio le scosse di assestamento). Una, di magnitudo 5,4, ha colpito la Bosnia, con epicentro 75 km a sud di Sarajevo.

Oltre 600 i feriti in Albania
Almeno 25 sarebbero le persone che hanno perso la vita (di cui 14 a Durazzo e 5 a Thumana), i feriti sono almeno 600. Oltre 40 sopravvissuti sono stati estratti finora dalle macerie.

«Qui è il caos totale, la città è devastata, sono crollati interi palazzi, sono venute giù anche le mura antiche dove c’è il castello, è un disastro». Così Antonio Imperiale, un italiano che da sette anni vive e lavora a Durazzo, racconta quello che è accaduto nella città, colpita da una nuova scossa attorno alle 14.10.

Sempre in Albania, il 23 settembre si era registrata un’altra forte scossa, di magnitudo 5.8. All’epoca la scossa era stata indicata come la più intensa degli ultimi trent’anni.

La profondità ha evitato lo tsunami
Il sisma di magnitudo 6,2 (inizialmente calcolata in 6,5 dal sistema automatico) è avvenuto a una profondità compresa fra 10 e 20 chilometri, abbastanza da poter evitare uno tsunami.

È stato «un terremoto da manuale», ha osservato il sismologo Salvatore
Mazza
, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). La terra ha tremato infatti lungo il confine tra la placca Africana, che spinge verso Nord, e quella Eurasiatica, che spinge nella direzione opposta.
L'allarme tsunami è scattato immediatamente dopo la scossa principale, considerando la magnitudo.

«È stato diramato per le coste albanesi e per quelle greche e italiane poiché l'Ingv è responsabile dell'allerta tsunami nel Mediterraneo», ha detto il sismologo Salvatore Stramondo.

Lo tsunami non è avvenuto a causa della profondità del sisma, ha
rilavato Alberto Michelini, dell'Ingv. «Non sappiamo - ha aggiunto - se a livello locale possano essere avvenuti fenomeni di lieve entità, compresa fra 5 e 6 centimetri».

Alla scossa principale ne sono seguite tre di magnitudo superiore a 5, tutte lungo la costa, mentre una quarta è avvenuta nell'entroterra. «È sicuramente una zona sismica», ha rilevato Mazza, nella quale «negli ultimi cento anni sono avvenuti sette terremoti di magnitudo superiore a 6. Di queste - ha aggiunto - la più forte è stata quella di magnitudo 6,9 avvenuta nel 1979 un po' più a Nord, ma comunque nella stessa area». Un altro forte terremoto è stato quello di magnitudo 6,7, del 1967.

Terremoto in Albania. Morti e feriti

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Scossa avvertita in Puglia
È stata invece molto forte la percezione del terremoto lungo tutta la costa italiana, da Trieste alla Puglia fino alla Campania e la Calabria. «In tutta la Puglia la scossa è stata avvertita molto chiaramente. con un'intensità confrontabile a quella di un terremoto pari al quarto-quinto grado della scala Mercalli», ha osservato il responsabile del servizio, Valerio De Rubeis. Tanta paura anche nella zona di Napoli, dove la struttura geologica è tale da amplificare la percezione dei terremoti che avvengono nei Balcani e in Italia meridionale.

I soccorsi dall’Italia
Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha autorizzato la partenza di uomini e mezzi per rispondere alla richiesta di soccorso avanzata dall’Albania.

Il team - viene spiegato in una nota del Dipartimento di Protezione Civile - composto da squadre Usar di ricerca e soccorso dei Vigili del fuoco della Toscana e squadre operative da Puglia e Campania, integrate da personale medico dell’Areu della regione Lombardia, da ingegneri e tecnici del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco esperti nella valutazione e analisi del danno, da personale del Dipartimento della
Protezione Civile e della Croce Rossa italiana, è in partenza per l’Albania.

Il ministero della Difesa ha messo a disposizione 12 mezzi ruotati per trasporto persone con circa 25 unità e un elicottero CH-47dell'Esercito, un aereo C-130, un velivolo P180 e un elicottero UH139 dell'Aeronautica militare per il trasporto in Albania di assetti della Protezione civile e dei vigili del fuoco.

«Compito del team italiano, oltre alle attività di ricerca e soccorso, sarà quello - conclude la nota - di garantire il necessario supporto alle autorità locali nelle attività di valutazione del danno e dell’agibilità sia su strutture pubbliche che su edifici privati». Anche Grecia e Turchia hanno inviato aerei. Dal Kosovo intanto sono partite le unità del genio.

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