emergenza terremoto

Terremoto, Delrio: 14.500 assistiti e 11mila soccorritori nei giorni più duri

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(LaPresse)


5' di lettura

Riconoscenza a chi ha salvato vite e al sistema della Protezione Civile «un sistema complesso che tutto il mondo ci invidia, perche' radicato ed efficace». Le parole del ministro Graziano Delrio alla Camera durante un'informativa urgente del Governo sugli sviluppi della situazione di emergenza nel centro Italia.

Il titolare delle Infrastrutture e Trasporti ha ricordato i numeri imponenti dell’emergenza che ha mobilitato fino a 11 mila soccorritori. «A meno di 12 ore dai nuovi eventi sismici - ha ricordato Delrio - il numero delle forze in campo, gia' cospicue al 17 gennaio quando erano pari a oltre 4 mila unita', ha sfiorato le 7 mila unita' per poi arrivare a oltre 8 mila nei giorni successivi, al 25 gennaio erano circa 11 mila. A questi si aggiunge tutto il personale delle amministrazioni gia' in forza sul territorio e delle associazioni di volontariato regionale e locale».

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Un lavoro eccezionale

«E' stato svolto un lavoro eccezionale- racconta Delrio- innanzitutto per cercare di raggiungere le frazioni isolate a causa del terremoto e della situazione di crisi determinatasi nella viabilita', quindi per soccorrere le persone in difficolta' e risolvere i problemi alla rete elettrica».
Le abbondanti nevicate «che hanno comportato l'isolamento di numerosissime frazioni in tutto il territorio abruzzese, con le criticita' maggiori su Teramo e Pescara e nelle province di Ascoli Piceno e Macerata, hanno infatti reso estremamente complicate le operazioni di ricerca e soccorso che sono state effettuate, sia via terra sia via aerea, non appena le condizioni meteorologiche lo hanno consentito, sfruttando le brevi finestre temporali concesse dal maltempo» ha aggiunto il ministro.

Segnalazioni e richieste di supporto da oltre 200 Comuni

Segnalazioni e richieste di supporto e intervento di strutture del Servizio nazionale della protezione civile «sono pervenute da oltre 200 Comuni delle quattro regioni.

L'attivita' aerea e' stata essenziale a sostegno delle operazioni via terra - ha precisato il ministro - sia nella fase di ricerca e soccorso, sia per l'assistenza della popolazione isolata in frazioni non raggiungibili via terra, con evacuazioni o consegna di viveri, carburante e medicinali a quanti non hanno voluto abbandonare il territorio, sia negli ultimi giorni per la distribuzione di foraggio per gli animali. Invece sul territorio di Umbria e Lazio- ha concluso Delrio- i disagi sono stati limitati ad alcune frazioni rimaste isolate a causa delle abbondanti nevicate, ma non sono stati segnalati problemi alla rete elettrica e cio' ha consentito una gestione piu' agevole delle operazioni».

Circa 14.500 gli assistiti

Le persone in assistenza nei centri coordinati dalla Protezione civile sono passate, da 10.076 in data 17 gennaio a 14.576 il 24 gennaio ha spiegato Delrio. «Quindi, nel corso di quella settimana, sono passate approssimativamente da 10.000 a 15.000, con un incremento piuttosto consistente» ha sottolineato il ministro durante l’informativa urgente del Governo sugli sviluppi della situazione di emergenza nel centro Italia.

Riconoscenza a chi ha salvato vite e al sistema della Protezione Civile un sistema complesso che tutto il mondo ci invidia, perche' radicato ed efficace

Emergenza Enel, nel picco della crisi 177mila utenze non allacciate

Tante le polemiche sollevate dalla prolungata interruzione di energia elettrica che ha interessato tante utenze nelle aree colpita dal maltempo. «Dalle prime ore della mattinata del 25 gennaio per l'Enel l'emergenza puo' considerarsi praticamente conclusa - ha detto Delrio ricordando tuttavia che - le operazioni continueranno, nelle prossime settimane per assicurare il ritorno alla piena operativita' dei tratti di rete danneggiati». La forte nevicata ha spiegato il ministro «ha provocato danni anche su alcune linee elettriche nelle province di Teramo, Macerata e Ascoli Piceno, che hanno comportato la mancata alimentazione delle cabine primarie sulla rete di distribuzione elettrica necessarie a sostenere l'utenza diffusa. Nel pomeriggio del 22 gennaio le criticita' si erano risolte grazie al lavoro di 200 tecnici».

Soccorritori in opera ad Amatrice dopo le abbondanti nevicate e il sisma che ha colpito ripetutamente il Centro Italia

«Le copiose nevicate hanno, oltre ai danni sulla rete di alta tensione, danneggiato 210 linee di distribuzione per un totale di circa 3mila chilometri di linee, a causa della formazione di manicotti di ghiaccio e della caduta di alberi. A cio' si sono aggiunte le difficolta' estreme nel raggiungere i siti dove sono posizionate le cabine elettriche. Nel momento di picco di questa crisi, cioe' mercoledi' 18 gennaio, le utenze non allacciate hanno raggiunto la cifra considerevole di 177mila che descrive la dimensione della crisi medesima» ha chiarito Delrio.

Il punto debole della viabilità

Per quanto riguarda il ripristino della viabilità «lo sforzo ha visto impegnate 146 tra turbine e frese - ha detto Delrio - e 250 mezzi antineve specifici e ha consentito di riportare la situazione ad una parvenza di normalita' nel corso dei giorni seguenti all'apice della crisi». Dal 23 gennaio ha poi aggiunto il ministro, «le principali direttrici di viabilita' sono percorribili, ad eccezione della statale n. 80, la cosiddetta statale del Gran Sasso, che collega Teramo all'Aquila, rimasta interdetta con ordinanze delle prefetture di Teramo e l'Aquila, per pericolo slavine e per una grossa valanga che ha interessato la sede stradale con alberi e detriti. Sono in corso attivita' di valutazione del rischio residuo, propedeutiche alle attivita' di bonifica e messa in sicurezza, che inizieranno quanto prima» ha concluso.

Dighe: Regioni d’accordo non ci sono anomalie rilevanti

«Il 23 gennaio scorso ho convocato un incontro con i Presidenti delle Regioni, i concessionari delle dighe interessate, la Protezione Civile e il vicepresidente della Commissione Grandi Rischi, per fare il punto sulla situazione e sulle attivita' in corso, in particolare intorno agli impianti del bacino di Campotosto. Nel corso della riunione e' emerso che dai controlli e dalle verifiche effettuate da Enel, sulle dighe interessate non risultano anomalie rilevanti» ha confermato il ministro in merito all’allarme sollevato nei giorni scorsi sulla tenuta delle infrastrutture in seguito a possibile nuove forti scosse di terremoto.
«Si e' comunque concordato di continuare sullo stesso percorso- ha spiegato - mantenendo alta l'attenzione. In particolare, per quanto riguarda l'invaso di Campotosto, nel corso della riunione, la Direzione generale Dighe si e' impegnata a procedere subito all'aggiornamento dei documenti di protezione civile delle tre dighe e a promuovere ulteriori approfondimenti tecnico-scientifici, mentre la regione Abruzzo si e' impegnata ad avviare

tempestivamente le attivita' per la predisposizione del piano di emergenza della diga di Rio Fucino, assumendo una funzione di coordinamento d'intesa con le prefettura dell'Aquila e di Teramo, nonche' con le province e i comuni interessati. Ho sollecitato la prosecuzione del monitoraggio e la condivisione delle informazioni con un aggiornamento puntuale con il territorio». Dal 22 gennaio, termina Delrio, «pur non essendoci motivazioni tecniche e nessuna criticita', Enel ha comunque ritenuto di procedere ad una riduzione del livello di invaso del serbatoio, che il 23 gennaio era pari a un volume pari al 40% del volume massimo invasabile».


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