DOPO IL SISMA

Terremoto e uragani, Messico nella morsa

di Evelina Marchesini

(AFP)

2' di lettura

La terra non smette di tremare dopo il fortissimo terremoto registrato nella notte in Messico, al largo delle coste del Chiapas. Il sisma, di grado 8,2, è il più forte degli ultimi cento anni e supera anche il tragico terremoto del 1985, che rase al suolo Città del Messico e ancora oggi viene ricordato per la sua drammaticità e forza devastatrice.

Il presidente del Messico, Enrique Peña Nieto, sta seguendo in diretta l'evoluzione del sisma, che allo stato attuale ha causato 32 vittime negli Stati di Chiapas (epicentro) e Oxaca, e ha precisato che dal momento del sisma si sono registrate altre 65 scosse di assestamento, ma se ne attendono altre, inclusa probabilmente una di forza 7 o 7.2. L'allarme Tsunami, lanciato nella notte, è rientrato e ci si attendono sì onde anomale ma non da definirsi Tsunami e dovute soprattutto agli assestamenti.
Il presidente ha comunicato che la Pemex, la società statale di raffinazione del petrolio, ha sospeso l'attività della raffineria Santa Cruz, nello Stato di Oaxaca, a seguito del terremoto e anche in via preventiva.

Loading...

Il Paese inizia la giornata con la massima allerta e le brutte notizie non sono finite. L'uragano Katia, inizialmente previsto di categoria 1, ha ripreso forza nelle ultime ore e si registrano venti di 150 chilometri all'ora mentre si avvicina alla Costa messicana dal Golfo del Messico. In tutto il Paese, anche a Città del Messico, sono previsti forti venti, pioggia torrenziale e allagamenti. L'uragano Irma, al tempo stesso, sta entrando su Cuba e si dirigerà verso la Florida, con un impatto di forte pioggie e venti su tutta la Penisola dello Yucatan.
Nelle reti sociali l'hashtag più diffuso per seguire l'evoluzione degli effetti del terremoto è #PrayForMexico.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti