avvertito anche in Italia

Terremoto di magnitudo 6.4 in Croazia: 7 vittime e decine di feriti. Conte: l’Italia pronta ad aiutare

L’epicentro, posto a 10 chilometri di profondità, individuato a una cinquantina di km a sud della capitale Zagabria. Colpita da più scosse anche la provincia di Verona

Terremoto in Croazia, una scossa pazzesca "come nei film"

6' di lettura

Due nuove scosse di terremoto sono state registrate oggi 30 dicembre all'alba dalla Protezione civile regionale del Friuli Venezia Giulia con epicentro in Croazia, nella stessa zona del sisma del 29 dicembre. La prima scossa è stata di magnitudo 5 ed è stata rilevata alle 6.15. La seconda, di magnitudo 4.7, alle 6.26. Il terremoto è stato avvertito anche in Friuli Venezia Giulia, dove molte persone sono state svegliate nel sonno. Sui social circa duecento persone hanno postato messaggi preoccupati.

Primi stanziamenti: 16 milioni

Il premier croato Andrej Plenkovic ha annunciato un primo stanziamento pari a 16 milioni di euro a favore delle località colpite dal forte terremoto del 29 dicembre. Citato dai media regionali, il premier conservatore ha aggiunto che aiuti verranno chiesti alla Ue, dalla quale è giunta solidarietà e partecipazione. Plenkovic ha parlato al telefono con la presidente della commissione europea Ursula von der Leyen, che ha espresso la piena disponibilità dell'Unione a fornire aiuti e sostegno alla Croazia.

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Terremoto in Croazia, le ricerche di vittime e superstiti proseguono nella notte

Una violenta scossa di magnitudo 6.4 ha colpito ieri alle 12.20 il Paese ex jugoslavo con epicentro nelle vicinanze di Petrinja, una cinquantina di km a sudest della capitale Zagabria. La cittadina di 20 mila abitanti è stata semidistrutta, mentre danni notevoli si sono registrati anche a Sisak, Glina e nella stessa Zagabria, già colpita il 22 marzo scorso da un forte terremoto di magnitudo 5.5. Il bilancio finora è di almeno sette morti e decine di feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni. Cinque delle vittime si sono avute nella piccola località di Majske Poljane, non lontana da Petrinja, e due di esse sono appartenenti alla minoranza serba in Croazia.

Papa, alleviare sofferenze popolazione

“Ieri un terremoto ha provocato vittime e danni ingenti in Croazia. Esprimo la mia vicinanza ai feriti e a chi è stato colpito dal sisma, e prego in particolare per quanti hanno perso la vita e per i loro familiari. Auspico che le autorità del Paese, aiutate dalla comunità internazionale, possano presto alleviare le sofferenze alla cara popolazione croata”. Lo ha detto papa Francesco al termine dell'udienza generale.

Che cosa è successo

Alle 12.19 del 29 dicembre un forte terremoto di magnitudo 6.4 della Scala Richter è stato registrato in Croazia ed è stato avvertito in Italia, lungo la costa Adriatica, da Trieste all'Abruzzo e anche a Bologna, secondo le stime dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Il bilancio attuale parla di sette vittime e «diverse decine» di feriti, secondo i media regionali. Sei le persone estratte vive dalle macerie; i salvataggi sono avvenuti a Petrinja e in altri piccoli centri nei dintorni. Le operazioni di soccorso e ricerca di sopravvissuti proseguiranno durante la notte. L'epicentro del sisma è stato localizzato a pochi chilometri da Petrinja, cittadina di 23mila abitanti situata una cinquantina di km a sud di Zagabria, una regione di scosse sismiche.

In Italia si sono registrate tre scosse in meno di due ore nella provincia di Verona, dove al momento non si registrano danni. La terza, quella più grave, ha raggiunto un magnitudo di 4,4. L'evento sismico - con epicentro localizzato tra i comuni di Salizzole, Isola della Scala ed Erbè, in provincia di Verona - risulta avvertito dalla popolazione.

Il sindaco: totale distruzione

Il sindaco della cittadina, Darinko Dumbovic, ha parlato di totale distruzione. «La situazione è come a Hiroshima», ha detto. Ingenti danni materiali anche a Sisak, poco distante da Petrinja, dove vengono segnalati numerosi feriti. La popolazione impaurita si è riversata sulle strade e in luoghi all'aperto. L’esercito croato ha mandato 300 uomini sul posto. Una centrale nucleare è stata chiusa per precauzione: si tratta della centrale di Krško, ad una sessantina di chilometri da Zagabria. Costruita nel 1983, l'impianto da 700 megawatt è l'unico della Slovenia ed è condiviso con la Croazia.

Il terremoto più forte mai registrato in Croazia: 6,3 della scala Richter

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A Zagabria, dove è saltata l'erogazione di energia elettrica, la popolazione è impaurita. Anche il palazzo dove ha sede il governo è stato danneggiato. La scossa delle 12.19 è stata seguita da altre, la più forte delle quali è stata di magnitudo 4.5, con epicentro a 14 km da Sisak, cittadina non lontana da Petrinja, e segue altre registrate ieri nella stessa zona, le più forti delle quali sono state di magnitudo 5.2, 4.7 e 4.1. Zagabria fu colpita il 22 marzo scorso da un forte sisma di magnitudo 5.5 con gravi danni materiali.

Diverse scosse nel Veronese, la più forte di magnitudo 4,4

Il sisma in Croazia non è l’unico che ha colpito l’Europa: uno sciame sismico ha colpito anche la provincia di Verona, con la scossa più forte di magnitudo 4,4 con epicentro vicino a Salizzole. In precedenza, una scossa di magnitudo 3,4 era stata registrata alle 13:02 ad una profondità di 11 chilometri. I comuni più vicini all'epicentro sono quelli di Salizzole, Bovolone e Isola della Scala. Un’altra scossa, di magnitudo 2,8, è stata registrata nella stessa zona alle 14.44. Decine di chiamate alla sala operativa dei Vigili del Fuoco, ma nessuna segnalazione di danni, in seguito alle tre scosse di terremoto registrate nel primo pomeriggio nel Veronese. Le chiamate si sono intensificate in particolare dopo la terza scossa, più forte delle altre. Si è trattato comunque di richieste di informazioni, e non di segnalazioni di danni a persone o cose.

Sisma anche in Slovenia

Una scossa di terremoto di magnitudo 4.1 è stata registrata negli stessi minuti del sisma di Petrinja anche nei pressi di Hinje in Slovenia, a 126 chilometri da San Dorligo della Valle (Trieste). Secondo le rilevazioni preliminari diffuse dalla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, il sisma si è verificato a una profondità di 18 chilometri. Al momento non sono segnalati di problemi per persone o cose, ma in alcune località, soprattutto della Venezia Giulia, i cittadini sono scesi in strada dopo aver avvertito il prolungato movimento tellurico. La sala operativa della Protezione civile regionale è in contatto con tutti i municipi mentre i quattro Comandi provinciali dei Vigili del fuoco sono in allerta, ma non si registrano al momento chiamate di soccorso. Saranno comunque disposti dei sopralluoghi per la verifica degli edifici.

Preallertata la protezione civile in Friuli Venezia Giulia

«Ho appena parlato con il capo dipartimento della Protezione civile nazionale Angelo Borrelli, il quale è in contatto con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, facendogli sapere che la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia è pronta a partire». Lo ha annunciato ieri 29 dicembre il vicegovernatore del Fvg con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, dalla centrale operativa di Palmanova.

A seguito della forte scossa di terremoto in Croazia, avvertita anche in Fvg, il sistema della Protezione civile regionale è in stato di preallerta. «Al momento - spiega Riccardi - non sono stati segnalati danni a persone o cose nella nostra regione. Abbiamo però attivato immediatamente un collegamento con il dipartimento nazionale della Protezione Civile. Nel caso si ravvisasse la necessità di dare supporto alle zone maggiormente colpite dal sisma, le nostre squadre sono pronte a partire>. «Il centralino del Numero unico dell'emergenza - aggiunge Riccardi - ha già ricevuto oltre 150 chiamate in un'ora a seguito della scossa avvertita nella nostra regione».

Mattarella a Milanovic, solidarietà Italia

«Ho appreso con tristezza la notizia delle forti scosse di terremoto che nelle ultime ore hanno colpito il suo Paese, provocando vittime e ingenti danni, soprattutto a Petrinja». Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Presidente della Repubblica di Croazia, Zoran Milanović. «I più sinceri sentimenti di cordoglio - scrive Mattarella - e partecipe vicinanza. Nel confermarle che in questa difficile circostanza la Croazia può contare sulla solidarietà e la collaborazione dell'Italia, le rinnovo, a nome del popolo italiano e mio personale, le più sentite condoglianze».

Conte: pronti a tutto il necessario

«Le mie più sentite condoglianze ad Andrej Plenkovic e al governo croato per il devastante terremoto che ha colpito la città di Petrinja e tutto il Paese. La nostra solidarietà e vicinanza agli amici croati. L'Italia è pronta a fornirvi tutta l'assistenza e l'aiuto necessario». Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Di Maio: vicini al governo e al popolo della Croazia

«L'Italia è vicina al governo e al popolo della Croazia in questo difficile momento». Lo scrive in un tweet il ministro degli Esteri Luigi Di Maio dopo il terremoto che ha colpito il Paese. «Il mio pensiero va in particolare alle vittime, alle loro famiglie e ai feriti», aggiunge il capo della Farnesina.

Von der Leyen: Ue fornirà aiuti

L'Ue segue la situazione in Croazia “molto da vicino” e offre “pieno sostegno e assistenza al popolo croato” dopo il “devastante terremoto”: lo scrive su twitter il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. Lo stesso premier croato Andrej Plenkovic ha parlato al telefono con la presidente della commissione Ue Ursula von der Leyen, che ha promesso aiuti urgenti da parte dell'Unione. «Siamo pronti ad fornire aiuto, ho pregato il commissario Janez Lenarcik di recarsi in Croazia non appena la situazione lo consentirà», ha detto von der Leyen, come riferito dai media locali. «Solidarietà e vicinanza alle istituzioni e al popolo croato. L'Italia è pronta a fare la sua parte». Lo scrive su Twitter il ministro degli Affari europei Enzo Amendola dopo il forte terremoto di stamane.

Casellati: l’Italia è al vostro fianco

«Ho appreso con grande sgomento la notizia della nuova scossa di terremoto che, a distanza di nove mesi, ha colpito il territorio croato. Questa tragica calamità rappresenta una difficile prova per il vostro Paese, già duramente provato dal forte sisma dello scorso marzo e dalle gravi perdite causate dal perdurare dell'emergenza sanitaria da Coronavirus». Lo ha scritto il Presidente del Senato Elisabetta Casellati in una lettera inviata al Presidente del Parlamento della Repubblica di Croazia, Gordan Jandrokovic. Casellati ha rivolto le sue condoglianze ai familiari delle vittime e ha assicurato che «in questa drammatica circostanza, l'Italia è al vostro fianco, in uno spirito di autentica amicizia e solidarietà, per affrontare le difficili conseguenze economiche e sociali del sisma».

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