«radicalizzazione nelle Carceri»

Terrorismo, Gabrielli: «Intelligence e controllo del territorio armi vincenti»

(LaPresse)

5' di lettura

Per la Polizia, anche nella lotta al terrorismo, «intelligence e controllo del territorio sono le armi vincenti, ma occorre personale giovane e motivato». Lo ha detto Franco Gabrielli, capo della polizia, a Bologna a una iniziativa organizzata dal sindacato Sap.

Carceri luogo di radicalizzazione
«Oggi nel nostro Paese, che per fortuna non ha le banlieu francesi, le carceri sono i luoghi privilegiati della radicalizzazione», ha sottolineato Franco Gabrielli. Che si è detto «molto preoccupato perché le carceri nel nostro Paese sono il luogo primario della marginalità. Sono un sostenitore del fatto che la radicalizzazione non sia la causa, ma l’effetto della marginalità e del porre i soggetti nella condizione di trovare nella religione risposte a domande inevase. Molto spesso si tratta di risposte che attendono alla loro condizione economica e sociale».

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La vicenda di Sesto San Giovanni è stato uno spot straordinario
Gabrielli ha portato come esempio la vicenda si Sesto San Giovanni dei giorni scorsi. «È stato uno spot straordinario - ha detto - e non perché l'attentatore di Berlino sia stato ucciso, non è mai bello che una persona muoia, ma perché alle tre del mattino una pattuglia della polizia ordinaria, fatta di ragazzi che ogni giorno tirano la carretta sul territorio, invece che dormire abbiano controllato quella persona, e malgrado la sua reazione abbiano applicato alla perfezione le modalità operative, riuscendo così a prevalere. Questo significa che solo il controllo del territorio, fatto dai giovani, è la risposta ai nostri problemi. Attenzione però: dobbiamo anche garantire a chi ha tirato la carretta a questi ragazzi la possibilità di rimanere degnamente nella nostra amministrazione».

L’espulso di Ravenna era in contatto con il tunisimno bloccato nel 2015
Tra gli elementi che hanno portato ieri all'espulsione di Marouan Matholouthi, il 26enne di origine tunisina dall'età di due anni a Ravenna con la famiglia e imbarcato ieri mattina su un volo per Tunisi su provvedimento del ministero degli Interni perché considerato una ''minaccia per la sicurezza dello Stato'', c’è anche l'amicizia via Facebook (ma si sono incontrati pure di persona) con Noussair Louati, il 29enne sempre tunisino e anche lui residente nella città romagnola bloccato dalla Digos nell'aprile 2015 in zona Darsena in esecuzione al primo fermo fatto in Italia sulla base della nuova legge antiterrorismo che punisce l'arruolamento all'estero. Secondo le indagini della polizia ravennate coordinate dalla Dda di Bologna, fino a quel momento Louati aveva provato in tutti i modi di arrivare in Turchia per poi passare in Siria. Per lui, ancora in carcere, il processo verrà celebrato a breve con rito abbreviato così come chiesto dalla difesa. Louati non è il solo che da Ravenna avrebbe voluto raggiungere i campi di battaglia per combattere sotto le bandiere nere dell'Isis. Perché il giovane - secondo quando riportato a suo tempo sul provvedimento di convalida del suo fermo del Gip Rossella Materia - faceva parte della “medesima associazione di militanti jihadisti” attiva a Ravenna e alla quale erano affiliati almeno altri cinque tunisini di recente partiti per la Siria: quattro di loro sono già morti in combattimento o nei campi di addestramento. Tra questi c'erano
Mohamed El Anssi, Mohamed Hamrouni e Neji Ben Amara, della cui adesione all'Isis si era saputo dopo la morte. Dell'adesione di Louati all'Isis molto si era invece saputo grazie ai messaggi Facebook intercettati dagli inquirenti.

Salvini (Lega): stop all’invasione
«È stato espulso per terrorismo un tunisino residente a Ravenna (con permesso di soggiorno per aver sposato una donna italiana) che scriveva “sono indeciso se fare il bravo o fare una strage”. Quante belle 'risorse' che ci pagheranno le pensioni! Stop invasione», ha scritto Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, su facebook.

Tosi (Fare!): Verona c’è se Minniti fa seguire fatti a parole
«Se Minniti farà seguire alle parole i fatti e se dai Cie si uscirà solo per esser espulsi dal Paese, come fece Maroni, Verona è disponibile», ha scritto su Twitter Flavio Tosi, sindaco di Verona e segretario di Fare!

Cicchitto (Ncd): sui migranti governo ragionevole
«Su terrorismo e immigrazione il governo sta scegliendo l'unica via ragionevole fra preoccupazioni e posizioni di opposto segno. Purtroppo su questo nodo emergono opposti estremismi: quello della Lega che dichiara per pura propaganda che bisogna espellere centinaia di migliaia di persone e chi da sinistra come il sindaco Nardella attacca il progetto del governo parlando di piccole Guantanamo dimostrando di non aver capito nulla di ciò che sta avvenendo in Italia», ha dichiarato Fabrizio Cicchitto (Ncd), presidente della commissione Esteri della Camera.

Santanché (Fi): il Governo rimpatri i detenuti pericolosi
«Nelle carceri italiane sono detenuti centinaia di soggetti ritenuti pericolosi e legati all’estremismo islamico, il governo si impegni a rimandarli a casa prima che sia troppo tardi. Cosa aspettiamo a far scontare la pena nello loro patrie galere? Risolveremmo due problemi: non far pagare agli italiani le spese e non trovarci in casa dei potenziali attentatori», ha dichiarato Daniela Santanché, deputata di Forza Italia.

Gasparri (Fi): stop ai salvataggi nel Mediterraneo
«Afflusso record di clandestini giunti in Italia nel 2016. A dirlo è Frontex, che traccia un bilancio pesantissimo sugli sbarchi in Italia a pochi giorni di distanza dall'allarme lanciato sugli ambigui rapporti tra le Ong e gli scafisti. Come FI abbiamo chiesto misure immediate per porre fine a questa escalation di arrivi. Non c'è solo la pesantissima minaccia del terrorismo islamico. Ci sono anche atti di violenza di massa che non possono essere sottovalutati come quelli di Innsbruck denunciati da giovani turiste italiane molestate pesantemente da un gruppo di Nord Africani. Stop immediato quindi alle operazioni nel Mediterraneo che hanno solo incrementato gli sbarchi e arricchito gli scafisti ma anche espulsioni immediate di chi non ha diritto a rimanere in Italia», ha dichiarato Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia. Gasparri chiede di accelerare «le procedure di identificazione per mandare via i clandestini» e contestualmente «più fondi per il comparto sicurezza-difesa al quale ancora una volta sono state fatte promesse disattese dai fatti».

Pisicchio: difficoltà famiglie ed emergenze terrorismo in testa all’agenda 2017
«L’agenda politica di inizio anno è densa e vede al primo posto le difficoltà delle famiglie e le emergenze legate al terrorismo. Sarebbe un buon segnale per la politica riuscire a condividere azioni positive per far fronte ai drammi sociali che coinvolgono strati sempre più vasti di popolazione, come ricordano mestamente i dati dall'Istat sulla povertà in Italia. Così come sarebbe necessario concordare le misure necessarie ad affrontare i flussi migratori, rispondendo a criteri di rigore senza dimenticare la solidarietà umana», ha sottolineato il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio.

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