L’ALLERTA

Terrorismo, in Italia sale la tensione. Moltiplicata la vigilanza

di Marco Ludovico

(ANSA)

2' di lettura

L' attentato di Londra non sposta di una virgola l'allerta in Italia: oggi è fissato già al massimo possibile, “livello 2”, e diventerebbe “livello 1” solo in caso di un attentato o di un attacco terroristico. La convocazione del Casa – il centro di analisi strategica – per questa mattina decisa dal ministro Marco Minniti, è scontata: alla presenza dei vertici delle forze dell'ordine e dei servizi di sicurezza saranno vagliate tutte le informazioni disponibili aggiornate all'ultimo minuto. Per aggiornare o rimodulare, se necessario, il sistema di prevenzione e controllo sul territorio, dalle zone protette al numero e tipo di forze dell'ordine impiegate.

Il rischio per la celebrazione dei Trattati
L'incubo da superare è soprattutto quello del prossimo fine settimana quando a Roma sabato saranno celebrati i 60 anni dei trattati europei, con decine di capi di stato e di governo, oltre 25mila persone in arrivo e la minaccia reale delle proteste violente di antagonisti e anarco-insurrezionalisti provenienti da tutta l'Europa.

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Il ministro Minniti ha già svolto un Cnosp (comitato nazionale ordine pubblico e sicurezza), l'organismo di livello più elevato per valutare gli scenari di minaccia. Da oggi nella capitale ci sono moltissime zone – una su tutte: la basilica di San Pietro e la zona del Vaticano – dove i controlli e le restrizioni alla circolazione non solo dei mezzi di trasporto, ma anche quella pedonale, sono severi come mai si era visto prima.

In piazza 5mila agenti
Alcuni varchi, in tutto il centro storico, saranno inaccessibili alle persone prive di autorizzazione, molti negozi rimarranno chiusi, vietati caschi e controllati tutti gli zainetti indossati. La presenza di Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza è ovunque: si parla di 5mila unità impiegate, probabile che siano molte di più.

Nessuno lo dice ma l'occasione formidabile per i black block, oltre essere stata a lungo studiata dagli apparati di sicurezza, è tutto sommato il male minore da affrontare: un tema di gestione dell'ordine pubblico, di governo delle forze di polizia per evitare disordini e devastazioni.

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Il timore del gesto di un folle
Lo scenario della celebrazione dei 60 anni dei Trattati, in realtà, sarebbe un'occasione straordinaria per un attacco terroristico, con una visibilità senza eguali. Il timore più concreto, tuttavia, riguarda soprattutto il gesto di un folle. Una pianificazione strategica è molto meno probabile: il sistema di sicurezza messo in campo è così poderoso e massiccio da renderla sconsigliabile agli strateghi del fondamentalismo islamico. Almeno in teoria.

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