A roma 10mila agenti per le festività pasquali

Terrorismo, la rete dell’ideologo del jihad di Torino. Minniti: intensificate misure di sicurezza

di Ivan Cimmarusti


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3' di lettura

È l’ideologo del jihad, la guerra santa. Elmahdi Halili, 23 anni, cresciuto nella provincia di Torino, cercava di arruolare “lupi solitari”, ragazzi musulmani nati in Italia da portare alla causa del fondamentalismo islamico. «I soldati dello Stato islamico sono emigrati nelle terre del jihad per adempiere all’ordine di Allah, sacrificando le loro vite e il loro sangue...Accorri al supporto del Califfato Islamico!...il Califfato ha allargato i propri territori» diceva. Gli uomini dell’Antiterrorismo lo hanno arrestato nella sua casa a Lanzo, con l’accusa di associazione per delinquere di tipo terroristico.

Tre anni fa la propaganda sul web
Non si tratta del primo arresto. Tre anni fa gli inquirenti hanno scoperto che c’era lui in una vasta operazione di propaganda fatta attraverso la rete internet. Un tentativo di fare proselitismo in favore dell’Is e in lingua italiana. «Lo Stato islamico, una realtà che ti vorrebbe comunicare» è il titolo del documento di 64 pagine, che gli è costato una condanna a due anni. Lo stesso Halili, nella premessa, ne spiegava il significato: «Ho deciso di scrivere questo testo per cercare di presentare in modo riassuntivo una realtà di cui si parla molto: l’Is, qualcosa che tutti conoscono tramite i media accusatori ma non tramite i media degli accusati». Il testo contiene foto e grafici, sermoni e video dei suoi “padri spirituali”, il portavoce dell’Is Al Adnani, ucciso ad Aleppo nel 2016, e il ”Bin Laden di internet” Anwar Al Awlaki.

Tra i convertiti un italiano di Reggio Emilia
Parole e immagini che avevano un solo scopo: fare proseliti, portare alla causa dell’Is nuovi mujaheddin. E non è un caso che proprio dopo aver subito la condanna Halili abbia accelerato il percorso di radicalizzazione, intensificando l’indottrinamento dei prescelti. Tra loro anche italiani, come Luca Aleotti, 34enne convertito di Reggio Emilia, ex amministratore della pagina Facebook “Musulmani d’Italia” e sottoposto per diverso tempo a regime di sorveglianza speciale. Halili era in contatto anche con Abderrahim Moutaharrik e Abderrahmane Khachia, il primo campione di kickboxing di Lecco il secondo fratello di un “martire” morto in Siria dopo esser stato espulso dall’Italia, arrestati ad aprile 2016. Due soggetti, scrissero i giudici, «fortemente determinati a porre in essere attentati terroristici, uccidendo gli occidentali». Moutaharrik fu arrestato dopo che gli investigatori intercettarono un messaggio Whatsapp direttamente dalla Siria. «Ascolta lo sceicco, colpisci, fai esplodere la tua cintura nelle folle dicendo “Allah Akbar”».

Intensificate misure di vigilanza e sicurezza
Il ministro dell’Interno, Marco Minniti ha presieduto al Viminale una riunione straordinaria del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (C.A.S.A.), alla quale hanno partecipato i vertici nazionali delle Forze di Polizia e dei servizi di Intelligence. Nel corso della riunione è stato deciso di tenere alto il livello di attenzione, intensificando le misure di vigilanza e di sicurezza a protezione degli obiettivi ritenuti più a rischio.Tutte le forze di polizia e la rete dei servizi di Intelligence saranno impiegati senza sosta sul fronte antiterrorismo per individuare ogni fonte di possibile rischio e pericolo, con l’obiettivo di garantire il massimo impegno per la sicurezza e la tranquillità di cittadini e turisti. Il ministro Minniti, ha chiesto di rafforzare ulteriormente i controlli nelle aree di maggiore afflusso di persone, nonché verso i luoghi che notoriamente registrano particolare affluenza di visitatori anche in vista delle festività pasquali. Al riguardo, è stata richiamata l'attenzione dei vertici delle Forze dell’Ordine al fine di assicurare la massima efficacia dei dispositivi di prevenzione e controllo del territorio.

Roma sorvegliata speciale: 10mila agenti in strada
A Roma la mobilitazione delle forze dell’ordine è massiccia. Circa diecimila agenti sono dislocati in strada per 5 giorni per garantire anche la sicurezza degli eventi religiosi, come la Via Crucis. In particolare per i sette eventi che vedranno la partecipazione del Papa. Misure particolari sono previste per la Via Crucis al Colosseo, venerdì sera e per la messa di Pasqua, entrambe celebrate dal pontefice. Prevista una doppia area di sicurezza per entrambi gli eventi; nove varchi controllati con metal detector per la Via Crucis; sette per l’area di San Pietro.

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