ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLavoro

Terziario e digitale, tutele e salari bassi creano lo slancio degli under 35 verso il sindacato

Secondo un’indagine del Consiglio nazionale dei giovani ed Eures il 69% dei ragazzi ritiene che sia utile: il 46% dice di essere sottopagato, mentre uno su 5 di non essere soddisfatto delle tutele che ha

di Cristina Casadei

(AdobeStock)

2' di lettura

Se si chiede ai giovani con meno di 35 anni se sono soddisfatti delle tutele che hanno nel loro lavoro, nemmeno uno su cinque dice di esserlo. A porre il tema è stato il Consiglio nazionale dei giovani che ha realizzato uno studio pilota in collaborazione con Eures su “Nuove professioni e nuove marginalità. Opportunità, lavori e diritti per i giovani del terzo millennio”. Da questa percezione sembra nascere la slancio verso il sindacato a cui quasi il 69% dei giovani riconosce utilità.

Le tipologie contrattuali e i livelli retributivi sono le principali ragioni alla base delle risposte arrivate in questa indagine pilota, che ha riguardato 350 giovani residenti in Italia, di età compresa tra 18 e 35 anni, omogeneamente distribuiti per età e genere. Gli intevistati appartengono a 4 famiglie professionali, ossia lavoratori digitali (34,5%), professioni qualificate (23%) e non qualificate (20,4%) del terziario, addetti alle vendite e gestione clienti (22,1%). Di questi il 31,9% ha un lavoro stabile, il 42,6% a termine o precario, sono autonomi il 18,6%, mentre rientra in altro il 7%. Nel campione considerato più di quattro ragazzi su dieci (43%) percepiscono meno di 1.000 euro e solo un terzo (33%) ha un salario tra 1.000 e 1.500 euro. Quasi la metà (46%) ritiene di non essere pagata adeguatamente rispetto al lavoro svolto e una quota analoga di dover affrontare criticità nel contesto di lavoro, come per esempio tempi e orari più sacrificanti di quelli pattuiti o una retribuzione più bassa o il mancato pagamento per il lavoro svolto.

Loading...

È così che il 68,9% dei giovani dice che la tutela del sindacato è utile, cifra che sale al 71,4% tra le nuove professioni digitali e arriva al 75% tra chi ha tra i 18 e i 24 anni e le donne, tra le quali aumentano le situazioni di criticità, stando ai dati Cng-Eures. La percezione dell’utilità del sindacato diminuisce a mano a mano che sale l’età e, se prendiamo il terziario, si osserva un gap di oltre il 10% tra i lavoratori qualificati che dicono che il sindacato è utile (58%) e coloro che non sono qualificati (69,1%).

Andando a vedere gli aspetti su cui i ragazzi avrebbero bisogno di maggiori tutele, emerge che al primo posto ci sono le retribuzioni, come dice il 35%, seguite da ferie e permessi retribuiti (24,3%), dal rispetto di orari, turni, festività (21,2%), dalla salute (19,5%), dalla stabilità contrattuale (19%) e dalla regolarità dei contratti (14,6%).

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti