più di 150 incontri B2B

Terzo Business Forum Italia-Autorità palestinese: crescono interscambio e nuovi investimenti

Sono stati oltre 50 gli imprenditori italiani presenti guidati dal presidente di Confindustria giovani imprenditori Alessio Rossi che hanno sondato nuove occasioni di business in più di 150 incontri B2B

di Gerardo Pelosi


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A Ramallah si è tenuto Terzo Joint Business Forum. Presente la viceministra degli Esteri italiana, Marina Sereni (nella foto Agf la Farnesina)

3' di lettura

Saranno turismo, infrastrutture, high tech e macchinari i settori prioritari della nuova stagione di collaborazione tra imprese italiane e palestinesi. Chiusa ormai la lunga stagione in cui l’Italia era presente a Gaza soltanto con consistenti aiuti allo sviluppo si stanno aprendo nuove opportunità per le aziende italiane nei territori palestinesi.

La stessa presenza del primo ministro dell’Autorità nazionale palestinese, Mohammad Shtayyeh e del ministro dell’Economia Nazionale, Khaled Al Esaly oltre che della viceministra degli Esteri italiana, Marina Sereni al Terzo Joint Business Forum tenutosi ieri, 1 dicembre, a Ramallah testimoniano la nuova fase della collaborazione tra imprese dei due Paesi.

Sono stati oltre 50 gli imprenditori italiani presenti guidati dal presidente di Confindustria giovani imprenditori Alessio Rossi che hanno sondato nuove occasioni di business in più di 150 incontri B2B. Durante il Forum Confindustria Assafrica & Mediterraneo con il presidente Giovanni Ottati e PFBA (organismo di imprenditori palestinesi) hanno firmato un Memorandum of Understanding, intensificando così le relazioni associative tra i due Paesi e aprendo a più imprenditori il mercato nuovo.

Il Joint Business Forum (JBF) è un meccanismo di consultazione periodica tra imprese italiane e palestinesi istituito nel febbraio 2017 su iniziativa del Consolato Generale d’Italia a Gerusalemme guidato attualmente da Fabio Sokolowicz. I firmatari sono Confindustria Giovani Imprenditori e Palestinian Federation Business Association (PFBA).

Sul tavolo anche l’esame di alcune Start-up palestinesi del settore High Tech da realizzare con gli imprenditori italiani presso il Techno Park in costruzione dell’Università di Birzeit. Del resto il trend di partecipazione alle riunioni del Business Forum è in forte crescita: dagli 11 imprenditori italiani per la prima riunione a Ramallah nel febbraio 2017 ai 20 imprenditori palestinesi per la seconda riunione a Roma nel novembre 2017 ai 50 di ieri.Dalle precedenti riunioni sono scaturiti contratti di fornitura e partecipazioni italiane congiunte a bandi palestinesi nel settore delle infrastrutture.

Anche il valore dell’interscambio commerciale tra Italia e Palestina è in costante crescita. Se nel 2018 era di 111,4 milioni di dollari (+3% rispetto all’anno precedente ) quest’anno la crescita tendenziale è del 39% delle esportazioni italiane, mentre raddoppiano le importazioni italiane dalla Palestina. Le principali esportazioni italiane riguardano autoveicoli, macchinari, prodotti alimentari mentre le importazioni sono per prodotti agricoli (lavorati e non) e marmi.

Le imprese italiane sul territorio palestinese sono oggi concentrate in settori ad alta tecnologia come i desalinizzatori e depuratori a Gaza e il restauro della Chiesa della Natività di Betlemme la cui gara di appalto è stata vinta da una ditta di Prato. La meccanica italiana è leader nella lavorazione dell’olio, del caffè, del vino, del packaging, della concia. È in corso di valutazione da parte palestinese un investimento produttivo in Abruzzo nel settore agrofood del valore di 3 milioni di euro.

La presenza del viceministro degli Esteri Sereni testimonia anche l’importanza politica che da parte italiana si attribuisce alla collaborazione tra le imprese dei due Paesi. La Sereni ha infatti incontrato alcuni esponenti palestinesi, tra cui il membro del Comitato Esecutivo e portavoce dell’Olp, Hanan Ashrawi. A Gerusalemme la vice Ministra ha incontrato oggi il Padre Custode di Terra Santa, Francesco Patton e la Vice Ministra degli Esteri del Governo israeliano Tzipi Hotovely).

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