MECCANICA

Terzo turno per le valvole Pettinaroli

Domanda boom nei 4 mesi, già oltre il 2019. Ma sul settore, così come per tutta la meccanica, pesano scarsità e rincari delle materie prime.

di Luca Orlando

2' di lettura

«Ho guardato ora i dati e ad aprile siamo in crescita del 50% rispetto allo scorso anno ma in generale il primo quadrimestre è già oltre i valori del 2019, che era stato peraltro un periodo ottimo».

Per Ugo Pettinaroli, presidente dell’omonimo gruppo di valvolame e numero uno dell’associazione di categoria Avr, il 2021 in termini di ricavi e ordini è iniziato come meglio non si sarebbe potuto sperare. Le commesse, in arrivo dall’Italia e dai mercati internazionali, saturano la capacità produttiva e spingono l’azienda in alcuni reparti a lavorare anche su tre turni, «necessari - aggiunge l’imprenditore - per stare dietro alla forte domanda in arrivo dagli Stati Uniti, che per noi assorbe più del 50% delle valvole che produciamo».

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Un quadro ideale per risalire dopo le difficoltà del 2020. Ideale, se non fosse per le difficoltà legate alle materie prime. Tema peraltro generale, che coinvolge acciaio e rame, alluminio e ottone, passando per plastica, microchip e componenti di ogni tipo.

«Persino la consegna di viti ordinate ora - racconta Pettinaroli - ci viene prospettata in arrivo a dicembre».

Speculazione e ripresa cinese, ma anche rottura di alcuni stock per le fermate produttive legate alla pandemia hanno mandato in tilt il mercato globale delle forniture, costringendo tutte le aziende a varare contromisure emergenziali, mettendo anzitutto più “fieno in cascina”.

«Se in tempi normali il magazzino copriva due mesi di attività - spiega l’imprenditore - ora stiamo raddoppiando le scorte, in modo da poter tamponare eventuali scarsità future o prolungamenti eccessivi dei tempi di consegna dei materiali».

L’altro nodo riguarda i prezzi, perché l’incremento a doppia cifra della barra di ottone, componente chiave per il valvolame, crea difficoltà aggiuntive su margini.

«L’incidenza del materiale sui costi del prodotto finito - aggiunge Pettinaroli - è nell’ordine del 30-40 per cento e gli aumenti attuali si traducono in un impatto del 10-12% sui prezzi di vendita. Molte aziende del settore nel 2021 hanno già ritoccato i listini due volte ma in generale è sempre difficile ribaltare a valle in modo integrale questi aumenti. Io una turbolenza così forte non l’ho mai vista, speriamo che a breve la situazione si normalizzi».

Prezzi fuori controllo dei materiali a cui si aggiungono altre criticità in termini di costi di trasporto. Un container di materie prime dalla Cina, ad esempio, è passato in un anno da 2000 a 9mila dollari in termini di costo.

«E se guardiamo ai container di prodotti che spediamo negli Stati Uniti - aggiunge Pettinaroli - vediamo una situazione non dissimile. Vedevo poco fa le tariffe per arrivare fino a Detroit: in un anno sono quasi triplicate».

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