OPERA FONDAMENTALE

Terzo valico appeso all’ultimo miglio

È stato realizzato il 40% dello scavo delle gallerie manca il nodo di Genova

di Raoul de Forcade


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Gallerie. Sono previsti 39 chilometri di scavi sottorranei

2' di lettura

«Il Terzo valico è ormai una certezza per il territorio e il sistema logistico del Paese». A sottolinearlo è Pietro Salini, ad di Salini Impregilo, l’azienda che guida il consorzio Cociv, general contractor della linea ferroviari ad alta velocita e capacità Genova-Milano.

«L’opera - prosegue Salini - non si è mai fermata e, una volta completata, cambierà la logistica italiana, dando prospettive di crescita all’intero sistema del trasporto delle merci del Paese e permettendo all’Italia di competere con infrastrutture all’avanguardia, che non temeranno il confronto con quelle del Nord Europa». E se , a oggi, dicono al Cociv, «è stato realizzato il 40% dello scavo» delle gallerie, resta un punto interrogativo sull’ultimo miglio che serve a completare l’opera, ed è fondamentale per il funzionamento della linea sotto il profilo logistico, perché è il collegamento del valico al nodo ferroviario di Genova. Il tratto, cioè, che lo unisce alle banchine e all’immediato retroporto.

A luglio l’allora ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, per sciogliere l’impasse aveva proposto, al premier Giuseppe Conte, Marco Rettighieri quale commissario di governo per il completamento dei lavori del nodo ferroviario di Genova e del collegamento dell’ultimo miglio tra il Terzo valico e il porto della Lanterna. Subito è arrivato l’ok della Regione Liguria. E, in precedenza, il commissario straordinario per la ricostruzione, nonché sindaco di Genova, Marco Bucci, aveva nominato lo stesso Rettighieri responsabile del Programma straordinario di interventi per la ripresa e lo sviluppo del porto e delle relative infrastrutture di accessibilità. Con la caduta agostana dell’esecutivo gialloverde, però, tutto si è bloccato e la nomina di Rettighieri a commissario governativo non è stata ratificata.

L’ultimo miglio portuale spiegano i tecnici di Rfi, «è rappresentato dal potenziamento di Genova Campasso il cui progetto è costituito dagli interventi inerenti il collegamento della tratta ferroviaria Bivio Fegino – Campasso – Porto storico con il Terzo valico e la linea Succursale dei Giovi, la cui attivazione è pianificata in due fasi rispettivamente nel 2022 e nel 2023».

Genova Campasso chiarisce ancora Rfi, «rappresenterà l’effettivo scalo merci dell’area del porto storico genovese. Compatibilmente con l’attuazione del potenziamento dei terminal previsto dal Piano regolatore portuale, l’impianto di Campasso si configura come un retroporto per i traffici da e per lo scalo, offrendo capacità adeguata ad approntare treni completi da 750 metri, da inoltrare direttamente alle destinazioni finali».

Per consentire un celere riavvio dei lavori del nodo ferroviario di Genova - che sono rimasti al palo fino al crollo del ponte Morandi - e assicurare il collegamento dell’ultimo miglio tra il Terzo valico e il porto, «con la legge Sblocca cantieri (55/19), pubblicata in Gazzetta ufficiale il 17 giugno 2019 – spiegano alle Ferrovie - i progetti Potenziamento infrastrutturale Voltri-Brignole, Linea alta velocità e capacità Genova Milano : Terzo valico dei Giovi e Potenziamento Genova-Campasso sono stati unificati in un unico progetto, il cui costo, interamente finanziato, è di 6,85 miliardi, circa 6,2 dei quali relativi al Terzo valico».

Manca però, come si è detto, la ratifica (dovrebbe arrivare con un decreto ad hoc) della nomina del commissario; figura che, proprio in applicazione alla norma Sblocca cantieri, dovrebbe accelerare la realizzazione dell’opera.

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