grande distribuzione

Tesco paga la cedola e stanzia 635 milioni di sterline

Gli inglesi hanno fatto scorte di cibo per 80 milioni di sterline. A marzo la catena inglese ha avuto un record di vendite tale da mandare in tilt il suo sito internet

di Simone Filippetti

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(Reuters)

Gli inglesi hanno fatto scorte di cibo per 80 milioni di sterline. A marzo la catena inglese ha avuto un record di vendite tale da mandare in tilt il suo sito internet


2' di lettura

Dividendi sì, dividendi no. Se il 2020 del Coronavirus per il mondo della finanza sarà ricordato (anche) per la primavera senza cedole, c’è chi va contro-corrente. Tesco, la più grande catena di supermercati della Gran Bretagna, ha deciso di andare dritta per la sua strada, non cambiare nulla e dunque distribuire ai suoi soci un dividendo quest’anno: oltre 600 milioni di sterline.

La spesa è una delle poche attività che non si è fermata, nemmeno davanti all’epidemia: la gente deve mangiare lo stesso. Anzi, gli alimentari sono in pieno boom: il mondo ai tempi del Coronavirus è tornato ai bisogni primari e nient’altro. A marzo la catena inglese ha avuto un record di vendite e così tante richieste di consegne a casa da mandare in tilt il suo sito internet: gli inglesi hanno fatto scorte di cibo per 80 milioni di sterline.
Il mantra delle società quotate è di sospendere il pagamento delle cedole quest’anno, per tenere in cassa liquidità in vista della terribile recessione alle porte. Gli azionisti di Tesco invece hanno fatto una richiesta opposta: l’azienda distribuisce le cedole perché il business non solo non si è fermato ma anzi è florido grazie alla crisi. Alla richiesta, che a prima vista appare come insensibile avidità della finanza, refrattaria alla crisi che sta affossando l’economia di tutto il mondo, il numero dei supermercati ha risposto con favore.

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Il gruppo ha deciso di confermare la sua cedola che sarà pure generosa: un assegno da 635 milioni di sterline, proprio mentre la maggior parte hanno sospeso o addirittura cancellato il prezioso e atteso pagamento. Non solo: Tesco ha addirittura in agenda un secondo dividendo quest’anno: uno stacco straordinario dall’importo monstre, 5 miliardi di sterline, come premio per la plusvalenza incassata con la vendita della sua divisione internazionale Tesco Thai e Malesia alla società di Bangkok CP Group. La transazione è attesa alla firma nella seconda metà del 2020: con 8,2 miliardi di sterline è una delle più grosse, e uniche, operazioni di M&A mondiali che non è stata congelata-
Il signor Daves Lewis, chiamato al capezzale di Tesco l’anno scorso per risanarne i conti, è finito nel tritacarne mediatico per queste scelte controcorrente: è stato massacrato dall’opinione pubblica. Sarebbe solo uno squalo senza scrupoli della finanza: oggi il mantra nella City di Londra è che rinunciare ai dividendi è patriottico. E chi non lo fa, finisce nella lista dei cattivi. Ma evidentemente, in Tesco preferiscono accontentare i loro azionisti, tra cui tantissimi fondi pensione e investitori istituzionali che hanno bisogno della cedola per finanziare le loro attività e pagare le pensioni alla gente.

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