mephisto waltz

Tesi temeraria e fervorino


2' di lettura

Il nostro diavulin, in secoli di onorata attività, ne ha viste di tutti i colori, anche in tema di epidemie e contagi: peste, come la dipinge Böcklin (1898), tifo, colera, febbre gialla. E peste nera (1347-52) quella che dimezzò la popolazione e che Boccaccio (1313-75) nell’incipit del Decamerone ricorda ai posteri: l’«orrido cominciamento». Oppure vaiolo, che segnò Verdi, portatore di barba perché “vaiolato”, sopravvissuto nella Milano dove gli morirono moglie e due figlioletti. Il mondo allora era “Hortus conclusus” e il male si fermava lì, salvo soldataglie pronte a portarlo in giro. L’infezione non poteva diffondersi facilmente, senza aeroplani di linea, navi condominio o trasporti di massa come le metropolitane, tra i maggiori untori di oggi. La Cina, con misure draconiane che solo una simildittatura può imporre - con il Principe, come si sa, non si scherza- è stata in grado di chiudere a chiave nell’area infetta attorno a Wuhan un numero di persone pari quasi a tutta la popolazione italiana. Chi avrebbe potuto immaginarlo ai tempi de «La Cina è vicina » 1967) di Marco Bellocchio o del «From Mao to Mozart» (1981) con Isaac Stern (1920-2001) uno dei più celebri violinisti del ’900, che raccontava la tragedia dell’essere musicista là dove anche trovare un pianoforte decente era mission impossible. L’autorevole Oag Megahubs dichiara che nel 2019 Londra è in vetta, in termini di slot, seguita da  Francoforte, con British Airways che realizza metà dei voli britannici con punte di 1.300 decolli e atterraggi – uno ogni 40 secondi – collegando 317 città del mondo. Lufthansa detiene il monopolio di arrivi e partenze col 63%. Nel 2018 i passeggeri furono  2,3 miliardi: il 6,1% in ltalia. E allora Mefisto sbuffa e pesta gli zoccoli con stizza: non riesce a spiegarsi come mai noi - fanalino di coda in quasi tutte le graduatorie europee- deteniamo ora il record di Terzo Paese al mondo per numero di infetti, svettando  sugli altri europei che, pur avendo contatti internazionali sovramultipli, denunciano contagi minimali. Delle due l’una: o gli italiani sono del tutto sprovveduti  in materia - un’assurdità perché riconosciuti nel mondo al vertice nell’immunologia, tanto che il compianto Umberto Veronesi sosteneva fossero al secondo posto - o i Paesi europei sottacciono il numero reale dei loro contagiati. Tesi “temeraria” che nessuno ha il coraggio di contestare. Tertium non datur. Panico viene dal dio Pan, quello delle pecore che, se terrorizzate, corrono all’impazzata e finiscono nel burrone. Come suggerisce Cacciari, «evitiamo il contagio allarmistico». Da sempre, tout ce passe. Evitiamo anche di stare assieme come sardine, e facciamoci una bella iniezione di buonsenso ascoltando buona musica, cui le neuroscienze attribuiscono capacità salvifiche. Hic est.

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