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Tesla in arrivo la Model Y e l'upgrade per il software della prime Model S e X

La Casa californiana reagisce ad una concorrenza che ha messo in discussione la sua leadership nel settore delle elettriche premium con la versione crossover della Model 3 e con un aggiornamento per le S e X prodotte prima del 2018

di Corrado Canali

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La Casa californiana reagisce ad una concorrenza che ha messo in discussione la sua leadership nel settore delle elettriche premium con la versione crossover della Model 3 e con un aggiornamento per le S e X prodotte prima del 2018


3' di lettura


Tesla è pronta ad un doppio “upgrade”. Innanzitutto dopo aver chiuso il 2019 con un saldo di 367.500 unità consegnate, si prepara a dei prossimi mesi fra i più cruciali perché innanzitutto scatteranno le vendite di una variante molto attesa, di fatto un “upgrade” a ruote alte della Model 3, la Y che andrà ad inserirsi in una tipologia di vetture globalmente molto apprezzata e destinata, dunque, ad incrementare il successo della bestseller attuale di Tesla, la Model 3, già 75.000 le unità in Italia, l'auto elettrica più venduta nel nostro Paese.

Lancio a solo un anno dalla presentazione
Non è un caso che mai prima d'ora una nuova Tesla non era sbarcata sul mercato a solo un anno dalla presentazione. La produzione della Model Y è iniziata a gennaio e le prime consegne negli Usa sono previste per la fine marzo, mentre in Italia non arriverà prima 2021. Ma è la si può già ordinabile per ora nelle versioni Dual Motor con doppio motore sia anteriore che posteriore e con la trazione integrale elettrica e nelle varianti Long Range accreditata di 505 km di autonomia, 217 km/h di velocità di punta, accelerazione 0-100 kmh in 5,1 secondi al prezzo di a 63.000 euro. A cui si affianca Dual Performance, 480 km di autonomia, 241 km/h di velocità massima, accelerazione 0-100 km/h in 3,7 secondi al prezzo di 71.000 euro. Nel 2022, poi, dovrebbe arrivare la Model Y a trazione posteriore, il modello d'attacco, ad un prezzo di circa 58mila euro.

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L'upgrade del software per le prime S e X
Intanto Tesla ha deciso di prendersi carico dei primi acquirenti di Model S e X visto che dai prossimi due mesi, i proprietari per ora solo statunitensi, ma prima o poi l'aggiornamento sarà disponibile a livello globale e dunque anche in Italia, della berlina e del mega crrossover, prodotti prima di marzo 2018, avranno diritto a far sostituire i chip dei computer delle proprie Tesla con versioni più recenti e soprattutto più veloci. Ciò significa che le Tesla più “datate” avranno la possibilità di utilizzare alcune delle più recenti funzionalità basate sul software che la Casa americana ha introdotto per la orina volta sulla Model 3 oltre che sui modelli Model S e Model X di recente generazione. Un'opportunità da prendere al volo, ma che ha un prezzo in target Tesla. I primi rumors provenienti dagli Usa, infatti, fanno sapere che il nuovo aggiornamento hardware costerà 2.500 dollari. Una cifra non bassa, ma va considerato che con ogni probabilità l'aggiornamento darà accesso anche alle nuove funzionalità che saranno disponibili negli anni a venire.

La sfida è per la leadership delle auto elettriche premium
Insomma nonostante la concorrenza soprattutto tedesca, Elon Musk e la sua squadra non sono certo intenzionati a ridimensionamenti. Anzi, dopo la fabbrica in Cina dove verranno prodotte le Model 3 per il mercato cinese, Tesla ha, come è noto, programmato di realizzare un'altra unità produttiva in Germania, a “casa” della concorrenza più agguerrita e il fatto che nella location di Berlino verranno prodotte le Model Y per il mercato europeo completa una strategia che potrebbe garantire alla Cada californiana ancora il monopolio nel settore della auto elettriche premium.

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