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Tesla azzera i guadagni del 2021: ora è «vittima» del bitcoin

È bastato che Elon Musk accennasse alle «quotazioni alte» del bitcoin per innescare un’ondata di vendite non solo sulla criptovaluta, ma anche su Tesla.

Rischio bolla di criptovalute sui mercati

1' di lettura

Non è la prima volta che Elon Musk si danneggia da solo via twitter. È bastato che sabato scorso accennasse che le quotazioni di bitcoin ed ethereum «sembrano alte» per innescare da lunedì un’ondata di vendite non solo sulla criptovaluta, ma anche su Tesla.

Il motivo è semplice: pochi giorni fa lo stesso Musk aveva annunciato a sorpresa che l’azienda di Palo Alto aveva investito ben 1,5 miliardi nel bitcoin. La notizia sulle prime aveva messo le ali alla criptovaluta, un rally durato però poco e seguito da una brusca retromarcia. Il circolo vizioso a quel punto ha investito la stessa Tesla: se il bitcoin cala, allora anche la società che ci ha investito massicciamente e lo messo nel suo bilancio ne paga le conseguenze.

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Così, i titoli del colosso delle auto elettriche hanno perso il 9% nel pre-Borsa e sono scesi sotto il livello di prezzo con cui Tesla è entrata nello S&P 500, lo scorso 21 dicembre. Il calo, che in chiusura si è ridotto a -2,2% a 698 dollari dopo avere toccato addirittura il -12% a 627,10 dollari, si va ad aggiungere a quello di lunedì dell'8,6% negli scambi regolari, con il quale Musk ha perso 15 miliardi di dollari, lasciandosi distanziare dal numero Jeff Bezos nella classifica dei miliardari di Forbes (185 contro 167 miliardi).

Ora il titolo Tesla viaggia sui livelli di fine dicembre e comunque inferiori del 23% al record toccato il 26 gennaio scorso, quando aveva sfiorato i 900 dollari per azione in chiusura e li aveva brevemente toccati nel corso della seduta.

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