TRIMESTRALI A WALL STREET

Musk mantiene le promesse sulle consegne. E Tesla vola (+12%)

Nel quarto trimestre la società ha riportato ricavi per 7,38 miliardi e utili per azione di 2,14 dollari superando le stime di Wall Street

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam

Tesla, la bizzarra danza di Elon Musk in Cina

Nel quarto trimestre la società ha riportato ricavi per 7,38 miliardi e utili per azione di 2,14 dollari superando le stime di Wall Street


4' di lettura

NEW YORK Dopo anni di promesse troppo ottimistiche mai mantenute, nel 2019 per la prima volta il ceo di Tesla Elon Musk è riuscito a centrare gli obiettivi annunciati sulle consegne. Un risultato che apre ulteriori aspettative e ambizioni di crescita alla casa delle auto elettriche californiana per il 2020.

Conti meglio delle previsioni
Nel quarto trimestre Tesla ha riportato conti che hanno superato le stime degli analisti di Wall Street, raggiungendo 7,38 miliardi di ricavi con utili per azione adjusted di 2,14 dollari. Si tratta del secondo trimestre consecutivo positivo per il car-maker elettrico, che fa bene sperare per un sentiero virtuoso imboccato verso una profittabilità sostenibile nel tempo. Meno tweet e annunci marketing- oriented. E più sostanza che vuol dire auto consegnate.

Loading...

Consegne rispettate: +50%
Dopo una partenza stentata a inizio 2019, nella seconda parte dell'anno Tesla è riuscita a rispettare i tempi e i numeri e a mantenerli sino a fine anno. Nel complesso nel 2019 Tesla ha consegnato 367.500 veicoli, con un incremento del 50% rispetto all'anno precedente. In linea con il target indicato da Musk di una forchetta tra 360mila e 400mila consegne.

Balzo del 12% del titolo
Nelle contrattazioni after-hours le azioni Tesla hanno registrato una fiammata vicina al 12%, tornando al livello di crescita boom che avevano avuto a gennaio quando gli analisti avevano rivisto i price target del titolo in forte rialzo. Negli ultimi dodici mesi le azioni della società sono salite di circa il 95% e superato i 100 miliardi di dollari di valore di mercato.

Obiettivi per il 2020
Per il 2020 Tesla punta a mantenere la profittabilità. Le previsioni di consegne indicate da Musk indicano un obiettivo di 500mila veicoli consegnati nell'anno, che vorrebbe dire un incremento del 36%, dopo il 50% del 2019.

Tanti investimenti
Il coronavirus rischia di ritardare i piani nella nuova fabbrica di Tesla in Cina. Mercoledì le autorità cinesi hanno imposto la chiusura dello stabilimento per i timori della diffusione del virus. Mentre Tesla va avanti con gli investimenti per lo stabilimento a Berlino e aumenterà la produzione in California negli impianti di Fremont per assemblare il Model Y che è il grande progetto che la casa vuole implementare quest'anno. Il crossover di Tesla, la Model Y, comincerà a essere consegnato da marzo, prima del previsto. Elon Musk, il patron dell’azienda, prevede che sarà il modello più venduto del gruppo, superando la Model 3.

Batterie meno costose
Nella call con gli analisti successiva alla diffusione dei conti, Musk ha indicato che gli sforzi di Tesla saranno concentrati nella sfida per produrre le batterie nel nuovo impianto cinese, con l'obiettivo di diminuirne il prezzo. Non sono previsti piani di raccolta di capitali. Musk ha spiegato: «Non limitiamo artificialmente i nostri progressi. Nonostante questi possano generare liquidità. Alla luce di ciò, per me non ha molto senso raccogliere capitale perché ci aspettare cash nonostante gli elevati livelli di crescita».

Le promesse prossime venture
Tuttavia Musk ha esigenze di capitali per gli investimenti già annunciati: ha promesso di realizzare e cominciare a produrre veicoli nello stabilimento di Berlino a fine 2021. Sta completando la costruzione dello stabilimento in Cina, e di tutta la supply chain. Musk inoltre ha promesso a clienti e investitori di completare entro l'anno il modello di tecnologia di guida autonoma di Tesla e i nuovi motori. Il Semi Truck, la nuova generazione di Roadster e il Cybertruck sono altri obiettivi all'orizzonte.

Battery Day ad aprile
Agli analisti Musk ha spiegato che intende concentrare gli sforzi sulle batterie, in termini di aumento della durata e della capacità, e per abbattare i costi di produzione. «Se non migliori questo, non riuscirai mai a produrre più veicoli elettrici», ha detto Musk. Ad aprile ha annunciato il ceo verrà organizzato un Battery Day, un giorno di presentazione per gli investitori per spiegare i dettagli di questo piano.

I rialzi record degli ultimi mesi
Negli ultimi tre mesi del 2019 la società di Musk ha guadagnato il 75% a Wall Street. Il primo ottobre Tesla valeva 244 dollari. I nuovi massimi sono conseguenza del cambio di atteggiamento da parte degli investitori sul costruttore di auto della Silicon Valley. La fiammata delle azioni degli ultimi mesi è stata aiutata dalle consegne rispettate delle auto elettriche, dagli utili a sorpresa arrivati nel terzo trimestre e ribaditi nel quarto appena presentato, dagli ordini record del nuovo Cybertruck, e dai progressi per produrre la Model 3 in Cina.

L’anno terribile è un ricordo
Sembra passato un secolo da quando nell'agosto del 2018 Musk scrisse su Twitter che voleva delistare la società mandando sulle montagne russe il titolo che perse il 20% in poche ore. Nell'anno terribile per gli investitori di Tesla, con gli annunci a ripetizione di obiettivi produttivi mai mantenuti, seguì un'inchiesta della Sec, e poi un video su YouTube con Musk che fumava marijuana mandando di nuovo in tilt le azioni della società.

Ricaricare le batterie
Tesla a fine 2018 appariva come una società che, al pari delle sue auto, aveva bisogno di ricaricare le batterie. Nei primi cinque mesi del 2019 le azioni Tesla avevano perso circa il 42% del loro valore in ragione della perdita di credibilità, della chiusura di alcuni “store”, dei licenziamenti annunciati, del procedimento della Sec e delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. E poi i debiti, la necessità continua di finanziamenti e la liquidità che il carmaker californiano continuava a bruciare, con i conti in rosso.

Astinenza da Twitter
Musk si è messo a lavorare a testa bassa, ha smesso con i bomb tweet ed è riuscito finalmente a rispettare le promesse di consegna della Model 3. Ha raggiunto un accordo con la Sec, pagato 20 milioni di multa. E ha accettato di fare un passo indietro nel board della società, rinunciando alla poltrona di presidente. Il vento ha cominciato a girare e continua a soffiare nella giusta direzione.

Titolo ad alta volatilità
Da quando si è quotata a Wall Street, nel 2010, Tesla è stata tra le azioni principali del listino oggetto dei contratti “short” ad elevata volatilità, con grandi e rapidi guadagni – oltre il 500% negli ultimi 6 anni prima dello sboom del 2018 – seguiti da scivoloni altrettanto eclatanti.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti