AUTO ELETTRICHE

Tesla, la costruzione della fabbrica di Berlino inizierà a settembre

Il marchio Usa è al lavoro per riformulare le sue proposte per la fabbrica che dovrebbe sorgere vicino a Berlino e venire così incontro alle richieste degli ambientalisti per consentire all'impianto di iniziare a produrre fra un anno

di Corrado Canali

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Il marchio Usa è al lavoro per riformulare le sue proposte per la fabbrica che dovrebbe sorgere vicino a Berlino e venire così incontro alle richieste degli ambientalisti per consentire all'impianto di iniziare a produrre fra un anno


4' di lettura

Tesla ha dovuto affrontato diverse critiche dalle organizzazioni ecologiste del Land del Brandeburgo preoccupate per la deforestazione e l'utilizzo dell'acqua legate alla realizzazione dell'impianto europeo del brand californiano nei pressi di Berlino. Una prima battuta di arresto si era registrata nel febbraio scorso con la sospensione temporanea dei lavori su richiesta dal tribunale del Land del Brandeburgo che aveva anche comminato una multa visto che le procedure erano state attivate prima ancora di ricevere le necessarie autorizzazioni. Adesso con dei progetti riformulati che Tesla dovrebbe presentare nelle prossime settimane relative, ad esempio, alla quantità di acqua potabile richiesta dall'impianto e inoltre al quantitativo di acque reflue che verrebbero create con l'avvio dell'attività, le trattative dovrebbe risolversi. A sostenerlo è Joerg Steinbach, ministro dell'economia del Land di Brandeburgo dove sorgerà la fabbrica intervistato da Bloomberg nel suo ufficio di Potsdam. Dopo l'invio delle nuove proposte di Tesla e la risposta pubblica che seguirà entro 8 settimane, avrà luogo un'audizione pubblica a settembre. “Ci aspettiamo delle proposte più accettabili dal punto di vista ambientale” ha spiegato il ministro Steinbach.

Quattro miliardi di euro l'investimento per produrre 500 mila auto all'anno

Come è noto Elon Musk, eco di Tesla, ha deciso di realizzare un impianto produttivo nel cuore della Germania per sfidare i brand tedeschi dell'auto, da Audi a BMW, da Mercedes a Volkswagen proprio nel momento di un massiccio aumento delle vendite di auto elettriche in Germania nonostante il coronavirus. Si tratta di una mossa a dir poco audace, visto che le auto a batteria stanno soltanto ora iniziando a decollare nella più grande realtà economia europea. E che Volkswagen ha in programma di mettere in vendita a metà giugno la sua prima vetture elettrica, la ID.3 un modello popolare destinato a consistenti volumi di vendita cui seguirà a seguire la ID.4 la versione crossover destinata a competere con la Model Y il modello che Tesla intende produrre nella fabbrica di Berlino. Va inoltre detto che l'investimento pianificato dal brand americano per l'impianto europeo è pari a circa 4 miliardi di euro che garantiranno una forza lavoro di 12.000 persone per l'assemblaggio di 500.000 veicoli all'anno.

Un'opportunità unica che il Land del Brandeburgo intende sfruttare

Per il Land tedesco, si tratta di un'opportunità unica dal punto di vista del business quella riuscire a portare Tesla in un'area che è alla porte di Berlino. La regione, infatti, ha da tempo avviato un progetto per attrarre investitori e posti di lavoro soprattutto di alto profilo e l'arrivo di Tesla potrebbe convincere anche altri produttori. Il Land del Brandeburgo, inoltre, beneficerà di diversi miliardi di euro di aiuti strutturali man mano che le attività di estrazione del carbone e di produzione di energia verranno eliminate, fornendo una potenziale fonte di finanziamento per attrarre aziende produttive. Come Basf che nella parte meridionale del Land conta di realizzare un impianto per la produzione di catodi per batterie dal 2022, impiegando 2.000 addetti. Senza contare che entro fine anno, lo stesso Steinbach conta di annunciare che altre due società apriranno un loro impianto nell'area non specificando tuttavia di quale settore produttivo.

Tesla punta a sfruttare l'attuale gap tecnologico sulla concorrenza tedesca

Il ministro dell'economia del Land di Brandeburgo dice di essere consapevole del fatto che la tempistica è essenziale visto che Tesla intende sfruttare al massimo il vantaggio tecnologico a suo favore rispetto ai rivali tedeschi alcuni dei quali come Volkswagen l'hanno di recente apertamente confermato. Senza contare che le intenzioni della Casa automobilistica americana sono di attivare lo stabilimento anche in meno tempo di quanto ci sia voluto per l'impianto in Cina inaugurato a Shanghai. Lo staff del ministro Steinbach è quotidianamente in contatto con i rappresentanti di Tesla spesso anche durante i fine settimana. Tesla dal canto suo deve fronteggiare una concorrenza quella dei produttori tedeschi che nel prossimi anni diventerà sempre più ampia e diversificata, con modelli accessibili, ma anche premium, in particolare di Audi e Bmw, ma anche Porsche che già con il lancio della berlina sportiva elettrica Taycan ha risposto alla grande all'analogo modello di Tesla, l'ammiraglia Model S che è ormai sul mercato dal 2013 e deve inevitabilmente fare i conti con il tempo che passa.

L'offerta elettrica di VW si abbina ad un programma di ricarica in tutta Europa

Con la ID.3 il primo modello del piano di elettrificazione di massa intrapreso dal primo gruppo automobilistico mondiale che nella versione di lancio 1st edition accreditata di 420 km di autonomia, in vendita nel corso dell'estate offrirà un modello ad un prezzo inferiore ai 40 mila euro che include anche 2.000 kWh o 600 euro di ricarica We Charge che per un anno garantirà la possibilità di ricaricare gratuitamente in tutta Europa con una tessera dedicata o con un'applicazione per smartphone. A cui si aggiunge la possibilità di acquistare una wallbox per la ricarica di casa con un incentivo di 600 euro. Un'ulteriore risposta all'offerta all'offerta di Tesla che può vantare oltre 1.800 stazioni di Supercharger in Europa a cui corrispondono circa 16 mila colonnine di ricarica.

Gestire le pratiche non convenzionali con Tesla? Richiede molta flessibilità

I rapporti col brand Usa non devono essere di sicuro facile anche se il ministro tedesco ha una buona esperienza al riguardo in anni di frequentazioni nel settore industriale in qualità di ingegnere chimico. “Richiede molta flessibilità” ha affermato Steinbach, aggiungendo che le pratiche non convenzionali di Tesla a volte si scontrano con la propensione della burocrazia tedesca ad una pianificazione decisamente più strutturata. “Trovo il loro approccio innovativo, ma a un certo punto diventa estenuante”. Ciò nonostante e a confermarlo è lo stesso Steinbach sembra che nulla dovrebbe ostacolare la realizzazione dell'impianto produttivo del costruttore automobilistico americano nel Vecchio Continente. “Penso proprio che siamo arrivati ad un punto di non ritorno”.

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