un altro “amico” di musk

Tesla in crisi di governance nomina Ellison nel board

di Marco Valsania

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2' di lettura

New York - Elon Musk prova a raddrizzare la guida della sua Tesla. Ma i nuovi co-piloti inseriti nel board del gruppo per rispettare impegni con i regulators e rispondere a preoccupazioni del mercato potrebbero ispirare meno fiducia di quanto sperato dal magnate dell'auto elettrica, finito quest'anno nel mirino per una gestione arbitraria, obiettivi industriali mancati e giravolte su drammatiche ipotesi finanziarie, poi lasciate cadere, di togliere la societa' dalla Borsa.

Dei due nuovi esponenti indipendenti che in queste ore sono stati nominati nel consiglio di amministrazione di Tesla, uno è infatti Larry Ellison. Cioè il presidente di Oracle e pioniere dell'hi-tech, che però è anche - e soprattutto in questo frangente - gran tifoso e sostenitore di Musk e delle sue avventure. Anzi, di più: è un suo stretto amico. Fatto che solleva quantomeno serie perplessità sulla severità dei giri di vite promessi nella governance e nei controlli sulla leadership aziendale - vale a dire su Musk.

A sottolineare l'amicizia pericolosa non sono i critici, bensì lo stesso Ellison, quinto nelle classifiche degli americani più ricchi con 58 miliardi di dollari di patrimonio personale e meritata fama di imprenditore vulcanico. «Sono molto amico di Elon Musk e sono un grande investitore in Tesla», aveva dichiarato durante una conferenza con gli analisti soltanto lo scorso ottobre. Ellison ha comprato tre milioni di titoli Tesla, valutati circa un miliardo di dollari.

In quell'occasione Ellison aveva anche attaccato di propria iniziativa i critici di Musk. «Quest'uomo fa atterrare razzi su zattere che sono autentici droni robotici nell'oceano e voi dite che non sa quello che fa? Chi altro sa far atterrare razzi?», aveva tuonato. La ferrea amicizia sbandierata da Ellison sarebbe nata nonostante i due si siano incontrati forse solo cinque volte nel corso degli ultimi anni.

Il secondo nuovo membro del board di Tesla, che adesso avrà dieci esponenti, è Kathleen Wilson-Thomson, direttore del personale di Walgreen Boots Alliance. L'ampliamento del board fa parte di riforme concepite per rafforzare i controlli interni e restituire fiducia agli investitori nel leader dell'auto elettrica dopo una serie di passi falsi e polemiche. Ma anche necessarie a rispettare un accordo raggiunto con la Securities and Exchange Commission in settembre per archiviare accuse di aver ingannato il mercato sostenendo di avere in tasca fondi per un buyout di Tesla, e una sua uscita da Wall Street, a 420 dollari per azione. I titoli, oggi scambiati a 333 dollari, si erano impennati alla notizia. In novembre Musk, sempre per tener fede a quell'intesa con le autorità di regolamentazione, aveva già rinunciato alla carica di chairman, una poltrona dove gli è subentrato l'esperto di finanza Robyn Denholm.

Il board di Tesla rimane tuttavia, storicamente e ancora oggi, dominato da “amici” di Musk e l'aggiunta di Ellison non ne diluisce l'influenza. Almeno questo temono associazioni e gruppi specializzati in governance: «Ellison è un'icona del business - ha detto Adam Epstein di Third Creek Advisors al Wall Street Journal - Ma investitori intelligenti probabilmente si porranno alcune domande». In particulare una: come potrà aiutare gli azionisti un altro amico di Musk?

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