Auto elettriche

Tesla Cybertruck, rinviata la produzione del pick-up di Elon Musk

Cancellata dal sito ufficiale la data di inizio produzione. Doveva arrivare nel 2020

di Simonluca Pini

2' di lettura

Ci risiamo. Un modello Tesla, capace al lancio di attirare l'attenzione della stampa mondiale, di contribuire all'aumento del valore azionario e annunciato come una vera e propria “rivoluzione copernicana”, allunga di anni il suo reale debutto su strada. Questa volta il protagonista è il pick-up Cybertruck, svelato la prima volta nel novembre 2019 in occasione di una scenografica presentazione in perfetto stile Tesla. Nel pieno rispetto della strategia comunicativa dell'azienda californiana, al lancio erano stati svelate caratteristiche tecniche, vetri a prova di proiettile, prezzi e motorizzazioni, il tutto enfatizzato dalle doti mediatiche di Musk. Era stata anche comunicata una data di produzione, fissata in un primo momento a fine 2020 con arrivo nei primi mesi del 2021. Sempre rispettando il modus operandi di Tesla, è stato possibile fin da subito prenotare online il Cybertruck con un pagamento di soli 100 dollari. Risultato? Dopo cinque giorni dal lancio, un tweet di Elon annunciava i 250 mila ordini.

Pick-up Tesla Cybertruck 2022, stop alla produzione

Nonostante i proclami, i tweet e l'attenzione mediatica, ad oggi le notizie sulla produzione del Tesla Cybertruck non sono delle più incoraggianti. Sebbene sia ancora prenotabile sul sito ufficiale, è sparita la data di possibile messa in produzione. Non solo: nella timeline dell'impianto di Austin in Texas, dove sarà prodotto, il Cybertruck non è più presente sottolineando il rinvio a data da destinarsi dell'avvio della produzione. Per fare un paragone con un concorrente diretto, Ford ha decido per non allungare eccessivamente i tempi di consegna, di chiudere i preordini del pick-up elettrico F-150 Lightning dopo aver raggiunto i 200.000 contratti L'ennesimo ritardo dovrebbe aprire una riflessione più ampia sul trattamento mediatico riservato all'azienda di Elon Musk.

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Se da una parte è sacrosanto sottolinearne i meriti e le caratteristiche peculiari, come aver costruito una rete infrastrutturale in grado di decretare il successo dei suoi modelli e soprattutto aver capito prima dei costruttori premium la reale potenzialità del mercato elettrico, dall'altra si dovrebbe iniziare a valutare i modelli in concessionaria e non le scenografiche presentazioni. Qualche esempio? “L'incredibile” Tesla Roadster 2.0, annunciata nel 2017 con oltre 1000 km di autonomia e 400 km di velocità massima ma ad oggi scomparsa dai piani di produzione. Oppure la Model S Plaid +, con 1020 cavalli e 840 km di autonomia, prima idolatrata dalla stampa e dai fans del marchio e dopo cancellata con tweet di Musk; “La Plaid+ è cancellata. Non ce n’è bisogno, perché la Plaid è già abbastanza.

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