perdite superiori al previsto

Tesla delude ancora: da gennaio il titolo ha perso il 22%

la sua promessa di rispettare ugualmente obiettivi annuali di aumento delle vendite non basta a rassicurare gli investitori: il titolo ha bruciato oltre il 10% nel dopo mercato di ieri e si appresta ad aprire in forte calo. Da gennaio è scivolato del 22 per cento

di Marco Valsania

Il debutto della Tesla Model Y

la sua promessa di rispettare ugualmente obiettivi annuali di aumento delle vendite non basta a rassicurare gli investitori: il titolo ha bruciato oltre il 10% nel dopo mercato di ieri e si appresta ad aprire in forte calo. Da gennaio è scivolato del 22 per cento


3' di lettura

New York - Tesla chiude un altro trimestre con conti deludenti, segnati da perdite superiori al previsto e da un fatturato sotto le attese. E la sua promessa di rispettare ugualmente obiettivi annuali di aumento delle vendite non basta a rassicurare gli investitori: il titolo ha bruciato oltre il 10% nel dopo mercato di ieri e si appresta ad aprire in forte calo. Da gennaio è scivolato del 22 per cento.
Tra analisti e investitori serpeggia ormai il timore che, al di là dei conti, la parabola di Tesla quale azienda a forte tasso di crescita minacci ormai di arrivare al capolinea. Dubbi persistono sulla forza della domanda per le sue vetture in un clima sempre più competitivo e sulla stabilità e efficacia del management capitanato da Elon Musk.

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A generare ulteriore nervosismo, durante la conference call per discutere i risultati è arrivato l’annuncio che il chief technology officer e numero due del gruppo JB Straubel lascerà il posto dopo 15 anni e avrà un ruolo di consulente.
Il leader americano dell’auto elettrica ha riportato perdite nel secondo trimestre di 408 milioni di dollari, pari a 1,12 dollari per azione. Un passivo ridimensionato rispetto ai 718 milioni, equivalenti a 3,06 dollari per azione, persi un anno fa ma un multiplo dei 35 centesimi di rosso attesi alla vigilia. Il giro d’affari di 6,3 miliardi è aumentato nettamente dai 4 miliardi di un anno fa ma a sua volta ha mancato pronostici da 6,41 miliardi.

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Il gruppo ha riaffermato le sue previsioni di vendite annuali comprese tra i 360.000 e i 400.000 veicoli, trainati anzitutto dalla sua auto di “massa” Model 3. Questo significa che dopo aver consegnato 158.200 vetture nei primi sei mesi (la somma di un disastroso periodo gennaio-marzo e di una riscossa tra aprile e giugno) dovrà consegnare ben 200.000 e più veicoli nel resto del 2019, un traguardo considerato tutt’altro che facile.
Sotto il profilo delle strategie produttive, Tesla ha indicato che il suo crossover Model Y verrà prodotto a Fremont in California dall’autunno del 2020; che una produzione del Model 3 in Cina dovrebbe cominciare entro fine anno; e che nei prossimi trimestri dovrebbe annunciare l’apertura di uno stabilimento in Europa. Anche qualora simili piani si avverassero, pero’, i tempi previsti possono fare ben poco per la performance nel 2019.

Musk, nonostante le pressioni, non demorde affatto. Ha affermato che “la continua crescita dei volumi, l’espansione della capacità e la generazione di cash rimarranno il principale focus” della società. E ha aggiunto che Tesla potrebbe avvicinarsi a conti in pareggio nel trimestre in corso e aun profitto el quarto trimestre. Il fondatore e top executive ha tuttavia ripetutamente rivisto le mete: a inizio anno aveva anticipato utili in tutti i trimestri.
Tesla, con gli ultimi conti trimestrali, ha evidenziato almeno un elemento positivo: ha un cash flow di 614 milioni e dispone in cassa di 5 miliardi. Ma occorre notare che è il risultato in parte di una raccolta di capitale da quasi 3 miliardi e in parte di consegne che negli ultimi mesi hanno superato la produzione dopo i ritardi sofferti a inizio anno, vale a dire di situazioni temporanee e e quindi non sostenibili. Sulla posizione finanziaria pesa tuttora un debito di lungo termine pari a 11 miliardi e pagamenti dovuti nell’immediato a creditori e fornitori che superano i tre miliardi.
“Risultati demoralizzanti”, è stato il commento a caldo dell’analista Garrett Nelson di Cfra al cospetto dalla trimestrale. Abbastanza, a suo avviso, per sollevare dubbi “sulla strada dell’azienda verso la redditività”.

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